mercoledì, gennaio 28, 2015

Antonello De Pierro ospite al vernissage di Marcello Ciabatti al Quirinale

Antonello De Pierro ospite al vernissage di Marcello Ciabatti al Quirinale

 

Il presidente dell'Italia dei Diritti ha partecipato a Roma all'inaugurazione della personale del celebre artista perugino

 

Roma, 28 gennaio 2015 - Al Quirinale va via Giorgio Napolitano e arriva Marcello Ciabatti. Infatti a pochi giorni dalle dimissioni del capo dello Stato presso il Complesso dei Dioscuri al Quirinale è stata allestita la straordinaria mostra del celebre pittore perugino, reduce dall'ingente successo internazionale ottenuto oltreoceano all'Artexpò di New York e al Miami Artexpò. Il maestro Ciabatti, rientrato in Italia ha voluto esporre a Roma, città alle cui porte da sempre abita e a cui ha legato gran parte del suo percorso professionale, a iniziare dagli straordinari successi ottenuti sulle frequenze di varie emittenti private come conduttore. L'esposizione è stata denominata "Evoluzione del futurismo" e ha regalato emozioni a raffica a quanti sono riusciti a guadagnare le sale dove i quadri sono stati offerti alla visione dei presenti, in un tripudio di quei virtuosismi cromatici che lo hanno eletto di diritto il maggiore rappresentante del post futurismo, proiettandolo nel panorama mondiale delle arti figurative  conquistando recensioni sempre più positive da parte dei più noti critici planetari. Al vernissage il bagno di folla è stato imponente, con la partecipazione di tanti personaggi del jet-set, tutti amici del poliedrico artista che non hanno voluto perdere l'eccezionale evento. Da sempre impegnato nel sostegno alla cultura made in Italy, anche questa volta il giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha voluto far registrare la sua presenza a un evento culturale di grande spessore, tanto più in virtù della profonda amicizia che lo lega da decenni a Ciabatti e alla sua famiglia. De Pierro, che ha da sempre dedicato molto spazio alle arti figurative, come direttore di Italymedia.it e di altre testate che ha diretto nella sua carriera, e soprattutto durante i dieci anni di grande intensità che l'hanno visto al timone di Radio Roma come direttore, un lasso temporale in cui ha imperversato nell'etere dell'Italia centrale conducendo il seguitissimo programma "La radio dei vip", diventando una voce storica della nota emittente capitolina, è rimasto letteralmente estasiato dall'estro inimitabile dell'amico pittore. E al suo indirizzo non è stato certo avaro di sinceri apprezzamenti: "Conosco Marcello da tanti anni, il mio percorso professionale è stato in più punti scandito dalla sua presenza, ma è la prima volta che ammiro la sua opera nella sua interezza. Avevo più volte apprezzato la sua arte, ma questa volta le emozioni suscitate in me sono state avvolgenti. Un trionfo di colori vivaci, che mi sembra piuttosto lontano dalle stereotipate schematizzazioni accademiche, e proprio per questo più autentico ed espressione di una soggettività naif e originale. A far quadrare il cerchio di una compiutezza realizzativa è stata poi a mio avviso la scelta commendevole dei temi a cui l'ispirazione artistica si è rivolta, spesso anche drammatici e trattati con una profondità espressiva a tratti commovente, che delinea in maniera lapalissiana quella sensibilità d'animo che tutti conosciamo. A guardarlo negli occhi la soddisfazione è apodittica di fronte al meritato successo, conquistato con grande fatica e sacrificio, da cui sta raccogliendo una copiosa messe".

Al fianco del leader dell'Italia dei Diritti è giunta nelle accoglienti sale dei Dioscuri l'incantevole e bravissima giornalista e conduttrice Rai Daniela Miniucchi. E nel lungo elenco degli ospiti, è d'uopo citare tra gli altri, sui cui volti i fotografi si sono scatenati con i loro flash impietosi, Sandra Milo, Adriana Russo, Mariella Nava, Amedeo Goria, Georgia Viero, Gioia Scola, Anthony Peth, Daniele Si Nasce, Sara Iannone e Michele Conidi.     

 

 

 

 

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

Capo Ufficio Stampa

Fabio Bucciarelli

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martedì, gennaio 27, 2015

Il popolo greco ha rifiutato la politica di austerità Ma Syriza è una reale alternativa?

Il popolo greco ha rifiutato la politica di austerità

Ma Syriza è una reale alternativa?

 

Nonostante gli allarmismi e le ingerenze della Commissione Europea, Syriza ha vinto le elezioni in Grecia, raccogliendo la volontà di cambiamento di vasti settori sociali massacrati dalle politiche di austerità, che negli anni scorsi  hanno dato vita a grandi lotte, decine di scioperi generali.

E' stato un voto di massa contro la troika UE-BCE-FMI che ha annullato le conquiste dei lavoratori con i "memorandum", contro i vecchi partiti borghesi che hanno applicato per anni le ricette neoliberiste.

Il partito di Tsipras, che si si definisce di "sinistra radicale", avrà un ruolo fondamentale  nel prossimo governo, che però sorge sulla base di una alleanza stipulata con un partito nazionalista di destra, che potrà ricattare Syriza in qualsiasi momento.

La prima domanda da porsi è: qual è la natura di classe di Syriza?

Syriza ha un appoggio di classe, ma la composizione sociale dei suoi circa 30 mila iscritti è a maggioranza piccolo-borghese, con molti giovani e intellettuali. Per quanto concerne il suo gruppo dirigente, è espressione di una parte della borghesia non oligarchica greca e della piccola-borghesia socialdemocratica di sinistra, erede dell'"eurocomunismo" (una variante del moderno revisionismo).

Diamo uno sguardo al suo programma: ristrutturazione del debito greco, varo di un piano di investimenti pubblici, sostegno a piccole e medie imprese, riduzione delle imposte che colpiscono gli strati popolari, graduale ripristino di stipendi e pensioni, aiuti per le  famiglie in difficoltà economiche, elettricità gratis ai poveri, ricostruzione del welfare state, ecc.  Si tratta evidentemente di un programma minimo democratico e riformista, di tipo neo-keynesiano, volto ad alleviare le conseguenze della crisi e della politica di rigore antipopolare, non a reciderne le cause.

Per tranquillizzare i creditori internazionali e gli elettori moderati greci, l'ingegner Tsipras ha assicurato che Syriza "non vuole il crollo, ma la salvezza dell'euro", chiarendo così che il suo obiettivo non è quello di liberare il popolo greco dal giogo del debito illegittimo, ma solo di alleggerirlo, per farlo tornare sostenibile.

Peraltro, Tsipras ha affermato esplicitamente: "Apparteniamo all'Occidente [...] all'UE e alla NATO. Questo è indiscutibile".  Le dichiarazioni di "sintonia" con il neoliberista Renzi, rilasciate dopo la vittoria elettorale, completano il quadro.

Il partito di Tsipras non punta a staccare la Grecia dalla dominazione imperialista, ma a rinegoziare la sua dipendenza.  Non rappresenta un'alternativa rivoluzionaria al capitalismo, ma è un'alternativa interna al sistema. Questo deve essere chiaro, a scanso di brucianti delusioni.

Altrettanto chiaro è che nello scenario attuale la vittoria di Syriza impatta con la politica finora seguita dall'oligarchia finanziaria, mette in luce il carattere antidemocratico dell'UE, solleva speranze e può creare un ambiente più favorevole allo sviluppo della mobilitazione popolare, anche in Italia  (dove tanti responsabili delle sconfitte operaie ora salgono sul carro di Tsipras…).

Di ciò i comunisti debbono tener conto e saperne approfittare per far avanzare, una tappa dopo l'altra, la lotta di classe degli sfruttati e degli oppressi,  rappresentando l'avvenire del movimento.

In che modo Syriza governerà, se e come potrà realizzare serie misure a favore delle masse popolari senza risolvere il problema della dipendenza economica-politica-militare dall'imperialismo, senza rifiutarsi di pagare l'intero debito, senza uscire dall'UE e dall'euro, senza distruggere il potere dei monopoli finanziari, se finirà logorata nei negoziati di Bruxelles, i condizionamenti che subirà, lo valuteremo secondo i princìpi e la tattica elaborati dal marxismo-leninismo.

In ogni caso, metteremo sempre al primo posto gli interessi proletari, considerando anche i pericoli derivanti dalla frustrazione della masse dopo l'esperienza di governo di forze socialdemocratiche (non dimentichiamo che i neonazisti di Alba Dorata sono il terzo partito).

Una cosa però va detta subito: il cambiamento dipenderà dalla capacità di mobilitazione e di organizzazione rivoluzionaria della classe operaia e degli altri lavoratori sfruttati. In tal senso è fondamentale una politica di unità e di lotta con gli operai e le masse organizzate e influenzate dalla socialdemocrazia, dal riformismo, di differenziazione e contrasto con i loro capi.

Allo stesso tempo, è indispensabile offrire tutto il nostro appoggio internazionalista alla classe operaia e al popolo di Grecia contro le intromissioni, le minacce e i ricatti della Commissione Europea e delle potenze imperialiste, contro i tentativi reazionari interni, a difesa della sovranità, dell' indipendenza e della libertà del popolo greco, che potranno essere conquistate solo con una lotta di massa e una politica rivoluzionaria diretta ad abbattere la dominazione imperialista e la borghesia locale. Così si scriverà la Storia!

26 gennaio 2015

 

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d'Italia

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teoriaeprassi@yahoo.it


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lunedì, gennaio 26, 2015

A Caccamo e Gangi: tra cultura, scorci ammalianti ed aria frizzante


Le DOMENICHE: 1 FEBBRAIO, 1 MARZO, 5 APRILE, 3 MAGGIO e 7 GIUGNO  2015  per gruppi di 50 pax, la Vostra escursione a CACCAMO  ed a  GANGI  a costi competitivi 

Il PROGRAMMA prevede: 

# Accoglienza turistica, fin dall'arrivo, con distribuzione materiale illustrativo  a cura dell'Associazione Culturale "Sicilia e dintorni"; # Giro panoramico in pullman per osservare l'intero abitato (a forma di grande cetaceo) adagiato sull'ultima propaggine alle falde del Monte San Calogero. Si potrà ammirare dall'alto : il Castello, il Lago e la diga di Rosamarina, i borghi marinari della fascia costiera con Capo Zafferano; # Passeggiata lungo il centro storico per visitare la Chiesa salotto di San Benedetto alla Badìa "gioiello d'arte barocca ed il suo pavimento maiolicato "unicum artigianale siciliano", (attualmente ingresso libero) nonché lo scenario di Piazza Duomo; # Saranno concesse delle pause per piccole degustazioni (nutella di pistacchi – creme di limoni, mandorle e nocciole – confettura di fichidindia – cioccolato di Modica e miele balsamico) mentre si visiteranno : la Casa-Museo della civiltà contadina e la mostra fotografica sui Castelli di Sicilia e le teche con oggetti ed armature medioevali; # Visita al Castello feudale più grande di Sicilia con guida  in  costume  d'epoca. 
Dopo una breve pausa per consumare la colazione a sacco, si 
oppure il prosegue per il borgo dei borghi :   GANGI unico comune siciliano proclamato nel 2012 " Gioiello 
 d'Italia " per visitare con guida il Santuario dello Spirito Santo dedicato ad una delle tre figure della SS Trinità, il Palazzo Bongiorno all'interno del quale si potranno ammirare affreschi del Fumagalli e lampadari di vetro di Murano, la Chiesa Madre dove spicca la tela del giudizio universale, ritenuta seconda a quella di Michelangelo.
Facoltativamente visita alle 3 sezioni del Museo civicoLe visite saranno intervallate da una pausa per la degustazione di alcune specialità madonite.  
Per INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI rivolgersi a Giovanni Aglialoro - Associazione Culturale "SICILIA e dintorni" : Tel : 091.8149744 + 339.3721811 + 091.8121312 +
infocaccamo@libero.it + siciliaedintorni@virgilio.it

Comunicato by Giovanni Aglialoro - 339.3721811


La friulana Nicole Fedele terza ai mondiali di parapendio in Colombia

Comunicato stampa per articolionline@gmail.com

La quattordicesima edizione dei campionati del mondo di parapendio si è
conclusa a Roldanillo in Colombia, cittadina affacciata sulla Valle del
Cauca.
Delle dodici giornate di gara previste ne sono state cancellate solo due,
segno che sito e periodo scelti dalla Federazione Aeronautica Internazionale
hanno agevolato parecchio lo svolgimento della competizione. Tre task oltre
i cento chilometri di percorso, la più lunga l'ultimo giorno, 122,3 km, una
vera maratona per i 148 piloti che hanno rappresentato 38 nazioni. Le gare
di volo libero, vale a dire senza motore, in parapendio o deltaplano,
funzionano un po' come le regate veliche: i piloti decollano per raggiungere
ed aggirare punti salienti del territorio, detti "boe", scelti dagli
organizzatori secondo le condizioni meteo del momento, fino all'atterraggio
ufficiale. Vince chi impiega minor tempo.
Aggrappate al parapendio di Nicole Fedele le speranze dell'Italia: la
campionessa di Gemona del Friuli non le ha deluse, conquistando per la
seconda volta in carriera il bronzo alle spalle della francese Seiko Fukuoka
Naville e della giapponese Keiko Hiraki. Nicole ha vinto in passato la coppa
del mondo, gli europei e stabilito il record mondiale femminile di distanza
libera, 381 km.
Il mondiale sudamericano è stato in genere dominato dai piloti del vecchio
continente, tanto che bisogna scendere fino al nono posto della classifica a
squadre per trovare il Venezuela, miglior team d'America. La vittoria è
andata alla Germania, seguita da Slovenia e Spagna, due sorprese che hanno
messo in riga squadre ben più favorite dai pronostici.
L'Italia come squadra, rappresentata, oltre che da Nicole Fedele, dal
torinese Davide Cassetta, dai trentini Luca Donini e Aaron Durogati, dagli
altoatesini Franz Erlacher, Peter Gebhard, Joachim Oberhauser e dal CT
Alberto Castagna di Cologno Monzese, è giunta mestamente solo al settimo
posto, un risultato deludente per piloti capaci in altre occasioni di
migliori risultati, come l'argento del 2013.
La classifica individuale maschile laurea nuovo campione del mondo il
francese Honoris Hamard, davanti a Michael Maurer (Svizzera) e Torsten
Siegel (Germania). Migliore tra gli azzurri Joachim Oberhauser al nono
posto. Buone le prestazioni di Luca Donini ed Aaron Durogati che in un paio
di prove sono giunti due volte secondi e due volte terzi. Durogati nel 2013
vinse la coppa del mondo e Donini fu secondo ai mondiali del 2011.

Gustavo Vitali
Ufficio Stampa FIVL (ASC - CONI) - il volo in deltaplano e parapendio
http://www.fivl.it - 335 5852431 - skype: gustavo.vitali

Foto
http://www.gustavovitali.it/pagine/comfivl/colombia-fine-26-01-15.html

Per ulteriori informazioni sui MONDIALI di parapendio contattare
Alberto Castagna - castagna (AT) telemako.it - 348 7375753
Sito ufficiale: https://airtribune.com/worlds2015/info

Tutti i comunicati stampa FIVL all'indirizzo:
http://www.fivl.it/index.php?option=com_content&view=category&id=77&Itemid=1
384

NOTA: è gradito avviso di pubblicazione o trasmissione, rispondendo a
vitali.stampa (AT) fivl.it onde poter inserire il vostro media nelle nostre
recensioni stampa.

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esclusivamente al destinatario, l'unico autorizzato ad usarlo, copiarlo e
diffonderlo. Per non ricevere altre nostre comunicazioni, rispondere al
mittente inserendo "cancella" nell'oggetto. Grazie

Bellandare di Aida Satta Flores: torna la cantautrice siciliana con la sua musica d'autore a tinte calde. Dal 3 febbraio in tutti i digital store e in distribuzione nei negozi che "R-esistono" e Self

Bellandare di Aida Satta Flores: torna la cantautrice siciliana con la sua musica d'autore a tinte calde. Dal 3 febbraio in tutti i digital store e in distribuzione nei negozi che "R-esistono" e Self

Torna la cantautrice siciliana con la sua musica d’autore a tinte calde
Il 3 Febbraio “Bellandare” in tutti i digital store e in distribuzione nei negozi “R-Esistono” e Self

L’album sarà pubblicato, rigorosamente prima della valanga del nuovo Festival di Sanremo,  per l’ etichetta indipendente Riserva Sonora ed è incentrato su quello che Aida ritiene sia il vero allarme sociale di oggi:
la latitanza di Bellezza e Poesia.
Tanti gli amici artisti che han collaborato alla realizzazione di Bellandare, prodotto dalla stessa Satta Flores e da Leonardo Bruno: Leo Gullotta, Mimmo Locasciulli, Edoardo de Angelis, Giuseppe Milici, Giancarlo Parisi, Vincenzo Mancuso, Giovanni Sollima.

Il lavoro giunge al termine di un lungo periodo di riflessione e composizione dell’ artista che così lo descrive:
“L’album arriva mentre vado, “nell’andare” continuo che auguro a me stessa, ai miei figli, a chi mi ascolta! Avrei voluto intitolare l’intero album con una frase tratta dalla prima canzone che lo apre, “A cuore nudo”,
un mio personale manifesto sul ruolo dell’artista. “C’è un’assenza in giro di Bellezza, qui ci vuole un viaggio all’incontrario”, un titolo troppo lungo, quasi Werthmulleriano. L’ho abbreviato in “Bellandare”.
Per un vero Bellandare che “spalanchi gli occhi al blu”, alla pace, alla bellezza e al senso poetico della Vita, ognuno, a suo modo, non può stare seduto nel suo dolce far nulla, nella sua “torre eburnea” e dorata, non può sparare sentenze (come son soliti fare, oggi, tutti gli opinionisti delle televisioni, tanto sui crimini della cronaca nera che nei fatti di musica)… e nemmeno affrontare tutto con urla, volgarità, e atteggiamenti da battaglia urbana… Freno e acceleratore… e i percorsi saranno dolci".

Dopo il brano “Tacco e stacco”, accompagnato dal video realizzato con la regia di Joshua Wahlen e Alessandro Seidita (uscito in anteprima nel maggio 2014), arriva ora il lancio dell’ album con il singolo
“ Oh ma’ ” anche questo presentato con un video del regista Claudio Colomba.
“ Oh ma’ “  è una chiamata alle arti abbandonando l’idea che solo chi tenta di imporre il suo X-factor o cerca di inserirsi tra gli Amici abbia qualcosa da dire nel panorama musicale odierno.

“L’arte della musica non è telegenica”, in questa frase è racchiusa una filosofia anti talent che però non vuol essere un biasimo ai tanti giovani che partecipano ma una denuncia contro chi specula sui loro sogni, illudendoli per qualche mese per abbandonarli, più vuoti, subito dopo lo spegnimento delle telecamere.
Alla vigilia di un Festival della Canzone Italiana, ormai sempre più show televisivo, poco attento alla necessità di ricostruire sulle macerie di una discografia usa e getta, questo progetto vuole parlare con il cuore nudo a chi sa guardare oltre il teleschermo ed i suoi santoni.


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Sarà Nino Marazzita a difendere poliziotto multato e denunciato da Polizia a Ostia dopo essere intervenuto per servizio

Ufficio Stampa Movimento Automobilisti Vessati

Con preghiera di pubblicazione

Sarà Nino Marazzita a difendere poliziotto multato e denunciato da Polizia a Ostia dopo essere intervenuto per servizio

Il celebre penalista e star di Forum entra così come patrocinatore nella vicenda che è stata resa nota mesi fa dal  movimento Automobilisti Vessati


Alcuni mesi fa il nostro movimento aveva reso nota una vicenda alquanto paradossale, in cui un poliziotto sarebbe intervenuto fuori dal servizio a Ostia, seguendo le prescrizioni imposte dai doveri di istituto, per bloccare un'automobilista che aveva commesso una violazione molto grave delle norme del codice della strada, ma nel frattempo era giunta una volante della Polizia di Stato che, non solo gli aveva ritirato la patente, ma l'aveva anche denunciato. Avevamo chiesto l'interessamento di varie cariche istituzionali, ma purtroppo finora non sembra che la loro sensibilità sia stata sollecitata da un'esigenza di verità che a nostro avviso è più che necessaria, anche alla luce delle ombre aleggianti sulla vicenda, che va casualmente e inevitabilmente a intersecarsi con un'altra indubbiamente più dolorosa, su cui sembra gravare l'azione di  un clan mafioso del litorale, di cui il poliziotto in questione fu vittima, essendo stato minacciato e aggredito da un esponente di spicco del clan stesso. Ma soprattutto perché siamo vicini all'operato delle forze dell'ordine, di cui riconosciamo e sosteniamo il ruolo fondamentale nel mantenimento del nostro assetto democratico e qualsiasi sospetto sulla gloriosa uniforme della Polizia di Stato deve essere immediatamente spazzato via, per garantire quell'imprescindibile fiducia che i cittadini devono necessariamente nutrire verso l'istituzione cardine dello stato di diritto. 

E in questi giorni apprendiamo con grande piacere che a difendere l'agente sarà il più famoso penalista d'Italia, l'avvocato Nino Marazzita, noto per aver partecipato, con la sua alta professionalità, alle pagine giudiziarie più tristi e oscure della nostra storia patria, dal delitto di Aldo Moro e degli agenti della scorta all' omicidio di Pier Paolo Pasolini (avvenuto per ironia della sorte proprio a Ostia), e reso celebre anche per la costante presenza, in qualità di giudice, nella trasmissione Forum, condotta da Barbara Palombelli su Canale 5, quella stessa trasmissione che ha fatto la fortuna di personaggi come Rita Dalla Chiesa e Paola Perego. 

Per esercitare quel vizio della memoria che ci contraddistingue, a fronte dell'italica tendenza sempre a dimenticare e passare oltre, riproponiamo di seguito la presunta ricostruzione della vicenda così come l'abbiamo pubblicata quando abbiamo deciso di divulgarla.

*****

I FATTI ACCADUTI IN PRECEDENZA

Un poliziotto sarebbe intervenuto fuori dal servizio, mentre si recava al lavoro, per bloccare un'autovettura che aveva appena consumato una grave infrazione al codice della strada, ma giungeva una volante della Polizia che gli ritirava la patente e lo denunciava. La vicenda, che appare alquanto surreale, si è consumata nel dicembre 2012 nei pressi di Ostia, ma ora, alla chiusura delle indagini preliminari, il nostro movimento ha deciso di renderla nota. Ci sembra doveroso, visto che da sempre difendiamo strenuamente l'operato delle forze dell'ordine, pilastro basilare del nostro sistema democratico, cercare di contribuire a fare chiarezza su un evento che , aldilà del reale svolgersi dei fatti, merita la dovuta attenzione e riflessione su dei punti, a nostro avviso dubbi, che presenta, e nella vicenda in sé, ma soprattutto in vicende di contorno con cui va inevitabilmente a intrecciarsi, e per fare ciò chiediamo l'interessamento di tutte le realtà associazionistiche, movimentistiche e partitiche, al fine di dare il maggior risalto possibile presso la pubblica opinione e l'interessamento fattivo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, del Ministro dell'Interno Angelino Alfano, del Capo della Polizia Alessandro Pansa e del Questore di Roma Massimo Mazza.

Andiamo con ordine. Una mattina il poliziotto in questione, in base a quanto dallo stesso dichiarato in atti, durante il tragitto percorso per andare a prendere regolarmente servizio, si trova in fila al semaforo posizionato all'altezza dell'incrocio in cui via del Lido di Castel Porziano si immette su via Cristoforo Colombo. A un certo punto scatta il verde e un'autovettura che lo precede si stacca dalla fila sorpassandola. Una condotta pericolosissima che spesso in quel posto ha provocato incidenti. Il poliziotto un attimo dopo fa lo stesso, "con le cautele del caso" come dichiarerà. La volante, appartenente al Commissariato di Ostia, in fila anch'essa, compie la stessa manovra e, subito dopo il semaforo, ordina l'alt alle due autovetture contestando l'infrazione. Il poliziotto fermato, tesserino alla mano, scende immediatamente dichiarando le sue intenzioni di fermare l'autovettura, contento per la presenza della pattuglia, che avrebbe potuto procedere al suo posto, e immediatamente viene freddato dalla reazione del suo collega, un vice sovrintendente, che gli comunica che avrebbe elevato il verbale di contravvenzione a suo carico con relativo ritiro di patente, contestandogli il superamento dei veicoli al semaforo. Non entriamo nel merito di quanto avvenuto successivamente, in quanto ognuno ha riportato in atti la sua versione dei fatti; il vice sovrintendente, che sembrerebbe essere un simpatizzante di Benito Mussolini, avrebbe detto: "Tu a me per il culo non mi ci prendi, io vengo dalla squadra mobile e non mi faccio prendere per il culo da te", con l'aggiunta di "oggi non è proprio giornata", mentre nell'atto di denuncia della pattuglia si legge che l'agente multato avrebbe pronunciato: "Io ho già rovinato l'ispettore ******* e l'ispettore ******** del Commissariato di Ostia  e sicuramente rovinerò anche voi". Lasciamo a chi di competenza l'accertamento del reale svolgersi dei fatti, in particolare di quest'ultima fase dell'accaduto.

Invece teniamo a sottolineare che i due ispettori cui si fa riferimento, in realtà sono due ispettrici che, in servizio nella notte a cavallo tra il 4 e il 5 luglio 2007, furono protagoniste di una vicenda dai contorni poco chiari insieme allo stesso poliziotto multato che, come affermato in atti "era stato costretto a vergare una relazione di 18 pagine all'ex dirigente del suo commissariato dott. Rosario Vitarelli". 

Sembra che l'agente avesse subito un tentativo di investimento da parte di una persona in rapporti con il tristemente noto clan mafioso Spada di Ostia, nei confronti della quale aveva presentato delle denunce in precedenza per vari reati. Visto che, a suo dire, il tale era in stato di ebbrezza, questi chiese l'intervento di una volante per farlo accompagnare in commissariato, per denunciarlo in merito all'accaduto e in particolar modo per farlo sottoporre a test alcoolemico. Ebbene, in una notte di luglio, quando sul litorale era in atto una massiccia azione di controllo da parte delle forze dell'ordine contro alcool e droga, le due ispettrici pare non siano riuscite a reperire un etilometro, né tantomeno, in alternativa abbiano ritenuto di sottoporre la persona, a cui era stato permesso di restare con la moglie al suo fianco durante la permanenza in commissariato, a esame ematico in ospedale. Per di più, non si comprende come e da chi, notizie altamente riservate e coperte da segreto d'ufficio, sia relative agli atti di quella notte, sia relative all'attività professionale e financo allo stato di salute del poliziotto, furono riferite all'avvocato del fermato che ribaltò a suo favore la vicenda denunciando il poliziotto per arresto illegale e calunnia, nonostante non sembra sia mai esistito un verbale d'arresto, mentre la condotta del tizio rimase così impunita, nonostante la presenza di certificati di Pronto Soccorso che attestavano le lesioni successive al tentato investimento. Addirittura anche la moglie, il cui accompagnamento non era stato mai richiesto e neanche era stata mai citata nell'atto di denuncia, divenne magicamente arrestata. Tra l'altro pare fosse già noto che alcuni mesi prima il tizio fermato si era presentato con un autorevole esponente del clan, molto conosciuto  alle cronache giudiziarie, sotto casa del poliziotto per minacciarlo e malmenarlo insieme al fratello con un bastone, la cui conseguente denuncia giace presso il Giudice di Pace, per il mancato sequestro del bastone da parte della volante intervenuta nell'occasione. Suona davvero curioso leggere dalle cronache degli strepitosi successi ottenuti contro il clan Spada (l'ultimo qualche giorno fa) da parte di commendevoli e valorosi uomini del Commissariato di Ostia, con cui ci complimentiamo, essere a conoscenza del valore di servitori dello Stato che hanno svolto il loro encomiabile servizio presso lo stesso ufficio, alcuni pensionati altri purtroppo deceduti prematuramente (e tra tutti teniamo a ricordare il grande Marino Carosi), e poi constatare che in una notte di luglio due ispettrici appartenenti allo stesso commissariato non siano riuscite a svolgere un'attività banale come quella di sottoporre a test alcoolemico, per motivi indubbiamente plausibili ma che onestamente ci sfuggono, un personaggio in rapporti con il clan stesso.

Per tornare all'episodio dell'infrazione contestata, addirittura l'agente multato è stato indagato anche per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 479 c.p.) perché "falsamente attestava" nella relazione di servizio redatta presso l'ufficio di appartenenza nella stessa mattinata (per recarvisi è stato costretto a spendere anche i soldi del taxi visto il ritiro della patente) "spinto da comando imperioso e spontaneo di appartenente alla Polizia di Stato, con le cautele del caso, superavo anch'io la fila per valutare come fermare la vettura in parola e contestare l'infrazione consumata". Onestamente ci chiediamo come si faccia a stabilire se tale dichiarazione sia vera o falsa. Come si  fa a stabilire che il poliziotto non si fosse lanciato in quella manovra per imporre l'alt alla vettura che lo precedeva per censurarne la condotta? Comunque noi gli crediamo. E lo facciamo in virtù del suo curriculum professionale, che è costellato di innumerevoli interventi effettuati libero dal servizio, sempre a beneficio della sicurezza dei cittadini, per contestare svariate condotte illecite, spesso anche a rischio della vita, per sventare furti o per arrestare rapinatori (per questo ha ottenuto anche un encomio). Ironia della sorte, nel 2004, in occasione di un furto sventato a un tabaccaio, quando giunse proprio presso il Commissariato di Ostia per errore fu scambiato per il palo e fu trattenuto fino alle 7,00 di mattina, quando si chiarì la questione. Se tutti i poliziotti si comportassero in questo modo anche fuori dal servizio saremmo indubbiamente più protetti e siamo fieri che ci siano poliziotti così, che ci siano quelli come Filippo Raciti, e  non solo quelli che hanno ucciso Federico Aldrovandi, e noi tutti abbiamo il dovere di tutelarne la dignità e l'onorabilità, altrimenti le cellule sane soccombono e, inevitabilmente, emergono le poche mele marce, che vanno a inficiare l'impegno e il grande senso del dovere della maggioranza. Perché l'agente multato (non ce ne voglia se lo chiamiamo così), con un siffatto percorso lavorativo, questa volta avrebbe dovuto far finta di niente di fronte a un'infrazione così grave e pericolosa? Inoltre, quasi in perfetta coincidenza temporale con l'evento e col notevole disagio subito, anche a causa del ritiro di patente, lo stesso si è ammalato di crisi ipertensiva e, per quanto clinicamente l'eziologia di tale patologia sia multifattoriale, la collocazione temporale non può passare inosservata. Tanto più che la morbosità è scemata dopo alcune settimane, ripresentandosi però, in forma aggravata dopo alcuni mesi, guarda caso proprio in concomitanza del non accoglimento del ricorso al verbale da parte del Prefetto di Roma, deliberazione stranamente avvenuta senza che fosse rispettata la previsione del comma 1 dell'art. 203 del Codice della Strada, relativa all'audizione, per la quale il poliziotto non è stato convocato, nonostante l'audizione stessa fosse stata esplicitamente richiesta.
Tra l'altro dagli atti risulta anche che il poliziotto sia stato multato per l'uso del telefono cellulare durante la guida, intenzione che sembrerebbe essergli stata riferita solo un'ora dopo. Ed è qui che questi avrebbe reagito dicendo che si trattava di un abuso. Il verbale di contestazione parla di telefono cellulare impugnato con la mano sinistra. Peccato che l'agente sia stato colpito in passato da una grave patologia all'orecchio sinistro, ampiamente documentata, e non può parlare tenendo il telefono all'orecchio sinistro, tanto meno guidando, a rischio di finire subito fuori strada. Egli ascolta solo tramite l'orecchio destro. C'è un'infinità di persone che può confermare questa circostanza, nonché delle foto scattate in anni antecedenti all'evento, che rappresentano certamente una coriacea piattaforma probatoria. E d'altronde ci risulta altamente improbabile che un individuo, salvo che sia dotato di un'incredibile dose di incoscienza, possa compiere una manovra così pericolosa, per di più in presenza di lavori in corso e col fondo stradale scivoloso, come specificato in atti, addirittura parlando al telefono cellulare.
Dagli atti emerge che la denuncia sarebbe scattata al termine di tutta la vicenda, che sarebbe durata oltre un'ora, e solo dopo che il poliziotto multato avrebbe chiesto al vice sovrintendente come mai fosse lui alla guida del veicolo, essendo un sottufficiale, invece di occupare il posto del capopattuglia come solitamente avviene. A questo punto questi avrebbe risposto "con un'espressione comportamentale che definirei escandescente, urlando si rivolgeva verso di me pronunciando le seguenti frasi: 'Chi cazzo sei tu per dirmi chi deve guidare, ora ti denuncio e ti faccio vedere se ti passa la voglia di rompere il cazzo. Datemi un verbale per fare l'elezione di domicilio". L'agente è stato denunciato inizialmente per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. Ciò che ci fa riflettere è la parola "escandescente" riferita a un poliziotto, che ci instilla forte timore per la sicurezza dei cittadini, in un mestiere così delicato e pieno di responsabilità, che sottopone costantemente a tensione e stress. Ci chiediamo, nel dubbio che il termine usato rispecchi esattamente lo stato emotivo espresso in quel frangente, è opportuno che questi lavori per strada armato in mezzo alla gente, o sarebbe magari più prudente adibirlo a mansioni d'ufficio?
In conclusione ci auguriamo che tutta la vicenda non vada a scalfire il senso del dovere del poliziotto multato, che tra l'altro, presso un reparto dove lavorava in passato, sembra abbia subito gravi vessazioni, iniziate dopo una lunga assenza dal servizio a causa di un grave incidente stradale, interrotte nel 2005, nella forma più aggressiva, da una denuncia presentata dallo stesso in procura. Il nostro auspicio è che questi continui ad intervenire, con immutata sensibilità professionale, quando le circostanze ne richiedano l'azione, ed è per questo che ribadiamo la necessità di fare chiarezza, perché, alla luce di quanto scritto nelle pagine della sua storia professionale, indugi o tentennamenti di sorta, che sarebbero anche umanamente comprensibili, rappresenterebbero una sconfitta per tutti i cittadini e un po' di tutela in meno.

ISIS minaccia Roma e l’Italia, nuovo video integrale

ISIS minaccia Roma e l'Italia, nuovo video integrale

- Angelo Iervolino - 10 gennaio 2015 – Dopo l'attentato di Parigi, ISIS ha diffuso un altro video con minacce rivolte verso l'Italia, si spera che il nostro governo prenda subito provvedimenti e metta sotto stretta sorveglianza i reduci della guerra in Siria che sono già rientrati in Italia o che stanno per rientrare. Di certo i ribelli siriani oggi chiamati ISIS sono stati per mesi armati, finanziati e addestrati dallo stesso occidente come ho riportato in un mio articolo del 20 maggio 2013: "L'Unione Europea da il via libera per armare i ribelli in Siria, ecco cosa c'è in ballo", quindi se ora ci troviamo in questa situazione è colpa della scellerata politica estera degli Stati Uniti e di tutti i paesi europei che per provare ad abbattere Assad si sono serviti di questi terroristi che ora si sono rivoltati contro chi fino a poco fa li aveva appoggiati. Non a caso i terroristi di Parigi erano volti noti e conosciuti dai servizi Francesi e sono stati lasciati liberi di agire senza nessuna sorveglianza, mentre dovevano essere tenuti sotto controllo 24 ore su 24, molta negligenza da parte del governo francese. Poi 90.000 uomini per fermarne 3 mi sembrano cifre esagerate, significherebbe schierare quasi tutti i carabinieri italiani a Roma. Un esercito per 3 terroristi? Poi come mai un ufficiale di polizia francese il vice direttore dell'Ufficio federale di Limoges, di 44 anni, Helric Fredou, impegnato nelle indagini dell'attentato alla sede della rivista Charlie Hebdo a Parigi si è tolto la vita nel suo ufficio con la sua arma di servizio? Secondo il quotidiano "Le Populaire", stava lavorando nella missione della Polizia Giudiziaria sul caso "Charlie Hebdo". Qualcuno in Francia lo ha letteralmente chiamato "un suicidio del Mossad", ossia l'hanno ammazzato e fatto passare per un suicidio. Per chi non lo sapesse: il Mossad sono i servizi segreti israeliani, tra i più potenti, addestrati ed influenti del mondo. Basti pensare che Al-Baghdadi, il leader ISIS, è stato addestrato dal Mossad e dalla CIA. La notizia ha scosso la polizia di Limoges, nel sud ovest della Francia, che poco più di un anno fa, nel novembre 2013, è stata colpita da un altro episodio simile: un ufficiale nello stesso ufficio si suicidò in circostanze misteriose. Boumeddiene Hayat, la compagna del sequestratore della drogheria kosher ucciso Venerdì dalla polizia, che è oggetto di un mandato di arresto, è in Turchia dai primi di gennaio. Ricercata per il suo presunto ruolo nell'omicidio di un poliziotto perpetrato dal suo compagno, Amedy Coulibaly, a Montrouge (Hauts-de-Seine) e possibili aiuti alla presa di ostaggi alla porta di Vincennes (est di Parigi) era molto probabilmente già in Turchia al momento dei fatti. Quindi mi chiedo come mai i servizi Francesi non sapevano dove fosse la donna emettendo un mandato di arresto, mentre almeno in questo caso sembrerebbe estranea ai fatti visto che in quei giorni stava in Turchia? Molti blog e giornali hanno posto dei dubbi su questo attentato considerandolo un "falso attacco", mettendo sotto la lente di ingrandimento il video dove uccidono il poliziotto. Facendo notare: "la presunta non professionalità del team di terroristi, l'assenza di sangue versato dalle ferite del poliziotto, particolarmente quella fatale alla testa, la mancanza di rinculo dell'arma e le "armi da guerra", segno dell'intervento di "servizi segreti deviati" nell'attentato". Di certo molte cose non sono chiare, partendo dalla inefficacia dei servizi francesi. Tra le vittime della strage di Parigi c'è casualmente Bernard Maris, economista che era stato nominato consigliere centrale della Banque de France, la Banca Centrale francese, che aveva spiegato in varie interviste pubbliche come viene creato il denaro dalle banche. Naturalmente a chi sospetta che questo fatto ha relazione con l'attentato, viene dato immediatamente del complottista. Il 7 luglio 2014: «Non c'è ragione di pagare il petrolio in dollari". L'AD di Total, Christophe de Margerie». Il 21 ottobre 2014: l'AD di Total Christophe de Margerie muore in un incidente aereo in Russia. Guardate che coincidenza, l'autore del video amatoriale che riprende i terroristi che ingaggiano uno scontro a fuoco durante la fuga subito dopo l'attentato è Amchai Stein, vicedirettore della rete israeliana IBA Channel 1.


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Autore: Angelo Iervolino

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