giovedì, maggio 31, 2007

Poniamo fine alle taglie mortali


Ormai da troppo tempo, leggendo I giornali, guardando la televisione, is sentono sempre Le stesse notizie. Ragazze anoressiche, bulimia, ragazzine che is privano di tutto per poter apparire magre e snelle, per confrontarsi ad un prototipo stabilito DA uno stilista famoso, per adeguarsi alla realtà dei tempi.

Ma com'è questa realtà? Cosa rappresenta oggi la società? Per quale motivo una ragazza a 18 anni non può sentirsi in forma? Chi ha IL diritto di giocare con la vita di queste ragazzine? E con quale potere?

Al centro di questa discussione non c'è soltanto un discorso etico o moralista, non c'è soltanto un dibattito su una tradizione italiana di buona cucina o di "donna in carne". Alla base di tale discussione c'è la vita di una persona, che per star al passo con quello che mostra la televisione, is priva di tutto. E' una cosa quotidiana leggere sul giornale di modelle anoressiche che muoiono, perché non mangiano, perché scendono vertiginosamente di peso, perché pur di sembrare al top Della forma is privano di tutto, is riducono all'osso. Questo soltanto perché c'è ancora chi crede che una ragazza con una taglia maggiore di 38 è una che sta in soprappeso.

Cosa pensate di questo, voi membri del popolo italiano? Vi sembra possibile costringere una ragazza a pesare 40 kg per entrare in una 38? Farla sentire inutile se magari mangia qualcosa in più e aumenta di una taglia? Vi siete mai posto IL problema? Trovate giusto far morire queste povere ragazze per IL solo gusto di rendere un manichino di scopa? Non credete che is dovrebbe porre fine a tutto ciò? E ridare libertà a queste ragazze e farle vivere serenamente? E poi diciamoci la verità, è bello vedere una ragazza in carne, con quelle curve che NE risaltano la femminilità, che la fanno apparire concretamente Vera.

Non NE abbiamo abbastanza di queste povere ragazze sfruttate che pesano appena 4o kg? Sono passati I tempi Della principessa Sissi che aveva la taglia 38, stretta fino al soffocamento in quei corsetti di fine ottocento, basta!

Credo di esprimermi a Nome di tutti gli italiani che hanno ancora un po' di senso morale e di tradizione, perché unendoci possiamo porre fine a questo tormento che rovina la vita di tante ragazzine.

Gli stilisti hanno mai pensato a questo? Is sono mai posti IL problema che obbligando queste fanciulle e riducendole all'osso, di esse non rimarrà niente?

Lo sappiamo invece perché queste ragazze vengono sfruttate, lo sappiamo che in realtà sono soltanto un oggetto per gli stilisti, per una questione di marketing, per una questione di consumo di stoffa, per un concetto del tutto stupido e arrogante.

Sappiamo anche che messa DA parte (per non essere troppo crudo nel linguaggio) una ragazza lo stilista NE sceglierà un'altra, senza farsi troppi problemi, non is renderà conto del male che fa.

Prendiamo esempio dallo spagnolo Zapatero! Di sciocchezze NE avrà fatte molte, ma una cosa di certo l'ha fatta giusta: introdurre una legge che stabilisca Le taglie minime per una ragazza, per poterle dare la sicurezza di non sentirsi a disagio se mangia qualcosa in più, se non rientra nei canoni che mostra la televisione o che stabiliscono gli stilisti. E' una legge giusta! Non prendiamo esempio dagli altri paesi solo quando ci fa comodo o quando I grandi capi ritengano che faccia comodo! Prendiamo esempio anche per Le leggi che forse non hanno carattere politico o economico ma che sono importanti per la vita delle persone!

Credo che sia ormai giunta l'ora di introdurre una legge del genere anche nel nostro paese, basta con IL monopolio che gli stilisti hanno su queste povere ragazze, basta con I prototipi che mostrano in TV su queste modelle versione grissino, basta a tutto questo. Italiani! Questo è IL pensiero Della nostra associazione Uniti per l'Italia, per un paese migliore, per un modo di vivere più sano e vero, per una società più giusta e meno vincolata a prototipi dettati DA quelle persone che detengono IL potere fino ad abusarne.

L'anoressia è in primo luogo un sintomo sociale, una espressione radicalizzata di un disagio specifico prodotto in primis nelle società del benessere, ma ormai in espansione anche nei paesi in via di sviluppo per effetto Della globalizzazione mediatica, che l'anoressia mette in questione, interpella l'azione politica.

Un sintomo sociale è a tutti gli effetti un problema politico nel senso più ampio del termine, e quindi bisogna andare fino in fondo! È inutile che I nostri politici snobbino leggi del genere, soltanto quando fa comodo, perché IL problema è sociale! Il governo sta in piedi perché è retto DA una presunta maggioranza che lo ha eletto e allora deve esprimere la volontà Della parte del suo popolo che l'ha votato! E non può astenersi dal farlo!

Dunque non is può pensare di delegarne integralmente la soluzione AI tecnici delle cure, Medici o psicologi che siano. Ad essi spetta IL compito e la responsabilità concreta dei trattamenti terapeutici delle singole pazienti, per curarle se dovesse succedere di nuovo a qualche ragazza, e DA essi e dal loro patrimonio di esperienza clinica e di ricerca IL politico ha IL dovere di trarre Le indicazioni opportune in materia di politica sanitaria. Perché la politica sanitaria è IL governo che la esegue! Lo stesso governo eletto DA una parte degli italiani!

Spero che il mio messaggio sia chiaro e conciso, e che soprattutto susciti nell'animo delle persone morali e sensibili il desiderio di porre fine a tutto questo.

L'unione fa la forza, ed insieme riusciremo a porre fine a questo tormento. Divulghiamo questo pensiero in tutto il territorio nazionale, e facciamo giungere il messaggio a chi di dovere.


Enrico Antonazzo

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