stato del Corno d'Africa ,dal 1993 dopo tanti anni di
guerra civile ha raggiunto la tanta sospirata
indipendenza. Ma le gioie e le speranze di questo
popolo all'indomani dell'Indipendenza sono state
deluse dalla politica suicida del suo leader .Oggi
infatti ad Asmara c'e un partito unico nazionalista
che da tempo sta portando il paese alla rovina. Negli
ultimi sono centinaia i giovani che abbandonano il
paese in fuga dalla povertà, dalla dittatura e da una
vita senza speranza.Senza contare che ancora sono
centinaia i prigionieri politici e dissidenti che in
questi anni sono stati arrestati dal regime e spediti
in "campi di lavoro."Il reddito procapite è uno dei
più bassi del continente africano ,siamo sui 250
dollari, mentre le potenzialità per questo piccolo
paese situato nel corno d'Africa sono immense ;basti
pensare alle sue città storiche (Massaia, Agordat,
Asmara,ecc..), le sue spiagge mozzafiato, le isole
incontaminate, ed ancora panorami spettacolari.Gli
Eritrei sono circa 4 milioni , ma è difficile fare
una stima con le continue fughe .Basta pensare che
ogni giorno sono tanti quelli che cercano la fuga.
Solo nell'ultima settimana di ottobre sono arrivati
nelle nostre coste in Italia altri 200 eritrei!. Un
dato che la dice lunga su quello che sta accadendo in
questo paese.Un bellissimo popolo quello eritreo. Il
gruppo maggioritario è costruito dai Tigrinha, ma ci
sono pure i Tigrè, i Rashaida (famosi nomadi), ed
ancora i Kumana ed i Nara. La maggior parte dei
giovani ( e non solo) presta servizio nelle forze
armate. Pensate che già nel 2001, mi trovavo a
lavorare in Eritrea in un progetto delle Nazioni Unite
per la ricostruzione di due villaggi (Tessenè e Guluj)
seriamente danneggiati dalla guerra civile , già
allora dicevo i giovani venivano fermati e mandati a
prestare servizio militare per un periodo
indefinito.La mattina poteva capitare che io mi recavo
nel cantiere e non trovavo più il mio mastro, perché
una jeep dei militari l'aveva prelevato in pieno
giorno. Lo stesso accadeva con i mezzi di trasporto,
se l'esercito aveva bisogno di un camion veniva se lo
prendeva senza dare spiegazioni. Per riavere il camion
, dovevo recarmi direttamente presso il vicino
comando militare e supplicare il comandante della
stazione per riavere i miei mezzi. Nel 2001 il
partito unico ha pensato bene di chiudere i giornali
privati ,insomma, non in Eritrea da diversi anni
oramai non c'e' più neanche l'ombra della
democrazia.Il paese è accusato di supportare il
terrorismo internazionale. Sicuramente ospita i vari
ribelli della regione creando tensione con i paesi
confinanti. Ad esempio il capo delle Corti Islamiche
se ne sta tranquillo ad Asmara, mentre persino i
ribelli del Darfur hanno le loro basi logistiche in
questo paese.Il leader del JEM, Dr. Khalil, mi dicono
che è di casa in queste zone.FUGACredo che vi sarete
fatti una idea perché gli Eritrei scappano dal loro
paese. In primo luogo dissidenti, ma anche gente
comune che è stanca di vivere in un paese che è
condannato , senza sbocchi a causa della pazzia del
suo leader.I giovani vogliono raggiungere i parenti
che sono già in Europa,altri sostano in Egitto e
chiedono ed attendono la chance di raggiungere
l'America. La Pista che fanno solitamente è la
seguente :
Considerato che il confine con Kassala (Sudan)
presenta molti problemi a causa dei ribelli Beja, gli
Eritrei sono costretti a scappare attraverso l'Etiopia
che raggiungono attraverso le montagne alle volte dopo
anche tre giorni a piedi.
Dall'Etiopia passano per Gondar e poi da lì entrano in
Sudan. In Sudan ci sono diverse organizzazioni che
aiutano questi disgraziati a scappare per raggiungere
l'Europa. Ovviamente è un aiuto pagato in denaro
sonante.Ci sono trasportatori , chiamiamoli così che
operano nella capitale sudanese. Il più grande centro
di raccolta è quello della zona di Ahmarat, un
quartiere di Khartoum.Proprio così in una strada di
Ahmarat non lontano dall'ambasciata del Chad opera il
più grosso centro di raccolta prima del grande
viaggio.Ci sono vari internet caffè che fungono come
canale di arrivo dei profughi. IN questo luogo viene
gestito uno dei maggiori traffici degli immigrati. La
zona è frequentata prevalentemente da Eritrei, ma ci
sono anche sempre più sudanesi che vogliono andare in
Europa. Quando il numero è raggiunto , gli immigrati
proseguono per il secondo tratto che li porterà in
Libia attraverso il deserto.Oramai il servizio è bello
che organizzato, poi una volta giunti in Italia , gli
Eritrei non hanno problemi a contattare i loro parenti
che già da anni risiedono nella zona.Solo in Sicilia
nella zona di Ragusa ci sono grosse comunità già
inserite, ma non mancano nel resto dello stivale,
basti pensare a Roma a Piacenza e per non citare
Milano.Ma vediamo da vicino questo viaggio verso
l'Europa.Una volta che i profughi sono pronti per
partire, gli organizzatori provvedono ad organizzare i
veicoli. Solitamente si parte da Ondurman , un altro
popoloso quartiere di Khartoum.Da qui inizia il
viaggio vero e proprio nel cuore del deserto in
condizioni pietose dato che le vetture sono piene
zeppe di gente : Se va bene raggiungono Kufra (dopo
cinque giorni) poi Bengasi , poi Tripoli e solitamente
il porto è quello di ZuwarahIl primo tratto quello di
terra di solito costa 400 dollari e poi altri 100 per
la polizia libica di frontiera.L'ultimo tratto quello
da Zuwarah a Lampedusa , varia ma siamo sui 1500 .Ecco
fatto, e pensare che all'indomani del 1993 quasi tutte
le Nazioni Europee erano pronte ad investire su questo
piccolo paese del corno d'Africa. Invece la dura
realtà è quella della fuga da un gruppo oligarchico
che sta letteralmente uccidendo il futuro di una
intera generazione.
Giorgio Trombatore
topocoy@yahoo.com
Mr. Giorgio Trombatore
Ph. 39. 095.277637
Mob. + 39. 333 453 1757
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