Sono Giorgio Trombatore un cooperante di 36 anni ed al momento mi trovo in Etiopia dove lavoro da quasi cinque mesi con una ONG italiana (CCM- Comitato di Collaborazione Medica) in un programma di emergenza nelle Regioni Somale.
Dal mese di Gennaio di questo anno sto lavorando nella Regione 5 (al confine con la Somalia, nell'Ogaden) precisamente nel villaggio di Kelafo non molto distante dalla città di Baladuene in Somlia.
Vi scrivo per raccontarvi un progetto che da qualche mese sto portando avanti con i Somali dell'Ogaden tra mille difficoltà legate alla guerra a Mogadiscio ed anche alla guerra civile nell'Ogaden.
Si tratta della realizzazione di una moschea che ho costruito con l'aiuto della comunità locale Ogaden e Rearbarre e con un piccolo contributo avuto dall'ambasciatore Saudita presente nella capitale etiope.
Come è noto di solito le notizie che arrivano dalla Somalia, sono sempre notizie di morte e di guerra, per questo motivo voglio raccontarvi la mia personale esperienza, augurandomi che questa possa incontrare il vostro interesse.
Come ho scritto sopra da cinque mesi sto lavorando a Kelafo in un progetto di Food Security finanziato dall'Unione Europea. Si tratta di cibo in cambio di prestazioni di lavoro.
Distribuisco circa 12,5 Kg di Mais in cambio di lavori comunitari in una area del sud dell'Etiopia dove la guerra civile tra le forze etiope ed il Movimento per la Liberazione dell'Ogaden ha fatto negli ultimi anni molte vittime. Sono villaggi poverissimi distintamente divisi tra gruppi Ogaden (generalmente pastori) e gruppi rearbarre (generalmente contadini).
Il mio lavoro si svolge nell'asse che collega Kelafo – Mustahil – Fer Fer (circa 200 km). Sono zone note agli italiani che ai tempi di Graziani avevano costruito proprio in queste aree canali e ponti.
Oggi Kelafo come tutti i villaggi intorno sono spesso soggetti alle inondazioni del fiume Shabelle.
Io sto cercando di portare avanti la costruzione di diversi canali, oltre che riabilitazioni di scuole e cliniche, nonostante le difficoltà legate alla presenza delle scorribande dell'ONLF e della guerra nella vicina Somalia.
Ma il progetto di cui voglio parlarvi è la costruzione di una moschea che ho appena completato in questi giorni, con l'aiuto della comunità locale.
L'idea mi è venuta in seguito agli scontri tribali che spesso dilaniano questa regione del paese. Infatti le etnie di clan Ogaden spesso sono in lotta con le etnie Rearbarre ( I bantu somali).
Solo la settimana scorsa a seguito di una incursione dell'ONLF a Kelafo , nei giorni a seguire la tensione tra i due gruppi tribali aveva riacceso la miccia e poco ci è mancato che scoppiasse una nuova guerra inter-tribale tra i due clan.
Pensate che proprio qualche giorno dopo il blitz effettuato dall'ONLF, il clan rearbarre aveva fatto confluire sulla cittadina di Kelafo centinaia di uomini armati di Kalashnikov e persino frecce per vendicare la morte di un giovane .
Per questo motivo ho deciso di portare avanti nel tempo libero il progetto di costruire una moschea che fosse il frutto del lavoro di tutti i clan. Infatti a Kelafo ci sono due moschee che ovviamente sono "divise " in base al gruppo etnico.
Ho scelto di costruire la moschea poco fuori Kelafo, in cima ad una collina.
La moschea è stata chiamata "Shimberey", in onore della collina dove sorge. Pensi che inizialmente la gente dubitava che stessi costruendo una moschea. Infatti gli Imam di Kelafo sostenevano che volessi costruire una chiesa e giustificavano i loro dubbi con la scelta di costruire in cima ad una collina. La gente al mercato sosteneva che solo i Cristiani o gli Ortodossi costruiscono in cima alle colline i loro luoghi di culto.
Piano piano però ho vinto i dubbi e le incertezze della popolazione locale.
Ho fatto in modo che i lavoratori ed i costruttori di questa moschea fossero uomini di entrambi i due gruppi (Ogaden eRearbarre) ed ho preso come ingegnere un somalo in fuga dalla guerra di Mogadiscio.
La moschea è stata costruita nel corso di quattro mesi, con l'apporto di tutta la popolazione. Persino qualche soldato tigrino ogni tanto ha partecipato ai lavori.
Un cristiano che con l'aiuto dell'ambasciata Saudita costruiva una moschea nel cuore dell'Ogaden, mi sembra una cosa alquanto originale ed anche un messaggio di pace in un momento di grande tensione internazionale soprattutto in medio-oriente.
Giorgio Trombatore
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