Negli incontri, nelle conversazioni telefoniche, nei contatti quotidiani, l'argomento principe è "l'aumento dei prezzi". Gli alimenti ed i servizi che fino a pochi giorni fa erano considerati di primaria necessità e quindi alla portata di tutti sono diventati prelibati; un lusso, insomma. Parliamo di pane, latte, acqua, fornitura di corrente elettrica ecc. Che vergogna! I cristiani cattolici, nella preghiera che sembra aver insegnato il Salvatore, si rivolgono a Lui recitando: "dacci oggi il nostro pane quotidiano". Una metafora, naturalmente, che calza proprio a pennello. La vita dovrebbe confermare, giorno dopo giorno, che avanzare una richiesta significa anche mettere l'interlocutore in condizione da poterla esaudire. Se la natura produce a costo zero o quasi, mentre i nostri "vertici" inducono a rendere impossibile finanche il sostentamento, l'indispensabile pane quotidiano da chi e come deve esserci dato? Quegli stessi vertici governativi che non capiranno mai né immagineranno lontanamente l'importanza di un euro o di qualche centesimo in più, dal momento che il loro stipendio mensile ammonta a circa quindicimila euro, cui vanno aggiunti benefit, vantaggi, gratuità e privilegi di ogni tipo. Roba da pazzi, non credete? E pensare che proprio da coloro che… governano partono i segnali di SOS per il debito pubblico… Cominciassero a decurtare il proprio onorario e ad aumentare stipendi, pensioni, a restituire dignità al lavoro ed ai lavoratori e, di sicuro, gli Italiani, popolo generoso per antonomasia, si stringerebbero in un'unica forza per contribuire al miglioramento del Paese e, dunque, della vita. A parte il ladro di professione, il nullafacente che vive da parassita per sua natura, qualche volta si ruba per necessità – se rubare vuol dire anche sottrarre un pezzo di parmigiano al supermercato, per placare la fame, come abbiamo appreso dal telegiornale qualche giorno fa. Le persone benestanti – spesso, fortunatamente non sempre, per ostentazione e non per esigenza spirituale, si piccano di essere degne del "Paradiso" solo per aver mandato qualche spicciolo in Africa o, comunque, nei Paesi del cosiddetto Terzo mondo (per i ricchi in senso materiale diecimila euro potrebbero corrispondere, ad esempio, ai nostri dieci centesimi). Ma quale Terzo mondo? Quali adozioni a distanza? Quali terre lontane? A pochi passi da noi, potrebbe esserci davvero bisogno di una mano. Non lasciamo che proprio il Terzo Mondo, tra un po', venga a fare la carità agli Italiani.
Tiriamo fuori il coraggio. Anche di non pagare bollette che ci sembrano stratosferiche, tasse ed imposte ridicole che offendono la nostra intelligenza, di ricominciare a fare il pane in casa, di procurarci i frutti dall'orticello comune. Chi naviga nell'oro e gestisce il potere, abusandone, cominci prendere coscienza che deve il suo essere-benessere al popolo, ad una maggioranza che lo ha votato. Se siamo un Paese democratico, convinciamoci una volta per tutte che "democrazia" è una parola greca che significa "potere del popolo".
Casa Piuccio resta a disposizione di tutti al numero telefonico 329/6774342.
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