venerdì, ottobre 05, 2007

Umberto Fusaroli Casadei

Omaggio a Umberto Fusaroli Casadei


Qualche giorno fa è morto Umberto Fusaroli Casadei in
un banale incidente d'auto in Emilia Romagna.
Umberto Fusaroli Casadei aveva 81 anni ed era noto
come capo partigiano di Bertinoro e figlio di un
martire della Resistenza.

Ho conosciuto Casadei a Maputo in Mozambico negli anni
novanta. A quel tempo lavoravo con le Nazioni Unite
(ONUMOZ); avevo poco più di 23 anni quando lo
incontrai per la prima volta nella capitale
mozambicana.

Per quasi due anni ho vissuto con Casadei, infatti
avevo preso in affitto dalla moglie alcune stanze
della loro villa di Maputo.

Così, per caso, ero entrato in casa del grande
rivoluzionario Casadei che dopo aver lasciato l'Italia
nel dopoguerra italiano era giunto in Africa per
combattere contro il colonialismo portoghese .

Diventai subito suo amico . Spesso la sera sua moglie
mi chiamava per unirmi a loro in salotto . Casadei
come al solito era sempre seduto di fronte la
televisione a guardare il telegiornale.
Il popolo Mozambicano da li a poco si accingeva ad
andare per la prima volta alle urne, e Casadei in
quelle serate africane mi raccontava del suo passato
rivoluzionario in Italia e la sua guerra in Africa.

Seduto, ingrassato e circondato da galline e cagnolini
che giravano indisturbati per la Villa, Casadei mi
raccontava con grande serenità i suoi anni giovanili.
La pistola era sempre sul tavolino, pronta per ogni
evenienza e quando le cose da li a poco si misero male
per il povero Casadei la moglie mi affidò un fucile
per qualsiasi evenienza.

Mi piaceva Casadei, soprattutto mi piaceva quel suo
essersi lanciato in avventure più grandi di lui, il
suo stile frugale e soprattutto il suo coraggio
temerario che non indietreggiava proprio davanti a
nulla.
Come un vecchio D'Annunzio che a cinquanta anni
suonati marciava su Fiume, questo vecchio
rivoluzionario non voleva assolutamente mollare.

Una volta mi raccontò come di fronte casa sua due
mozambicani stavano tentando di rubare una macchina, e
lui si precipitò immediatamente fuori per cercare di
fermarli, ma non si era accorto di avere dimenticato
la pistola. Quando il ladro si accorse del suo arrivo
si girò gli puntò in faccia la pistola e dopo qualche
instante infinito premette il grilletto, ma la pistola
fece cilecca.
Era così Casadei, si lanciava senza battere ciglio e
non si tirava mai indietro.

Ricordo che ad un certo momento alcuni sicari avevano
già più volte tentato di ucciderlo. Credo si trattasse
per lo scandalo dell'' "affare Pinto " che teneva
banco in quel periodo in Mozambico. Casadei aveva
fatto delle ricerche che alcuni uomini del governo
mozambicano trovarono molto scomode, così decisero di
farlo tacere una volta per tutte.

Un giorno mi chiese di accompagnarlo in ospedale, e mi
disse che oramai non si poteva fidare di nessuno.
Sapeva che i sicari volevano ucciderlo e che appena
avesse messo fuori il piede dalla villa i rischi erano
elevatissimi. Quel giorno mi presentai con un pulmino
dell'ONU e feci sedere Casadei nel mezzo del pulmino
circondato da guardie del corpo.
Grazie a Dio andò tutto liscio.
Qualche tempo dopo lo accompagnai in aeroporto. Il suo
amico, Presidente dell'Uganda, Museveni lo aveva
invitato in Uganda. Accompagnai Casadei fin su la
scaletta del volo LAM che lo doveva portare fuori dal
paese.

L'ultimo ricordo che ho di Casadei fu nel gennaio del
1995 quando insieme viaggiammo in Sud Africa a
Johannesburg. Mentro ero in attesa del mio volo per
l'Italia fui colto dalla malaria . Il vecchio Casadei
mi portò subito nell'infermeria dell'aeroporto .

Da quel giorno non l'ho più rivisto. Ho saputo che era
rientrato in Italia insieme al suo cagnolino "Giggio".

Non credo sia retorica affermare che in una società
come la nostra dove tra talk- show, vallette e isole
dei famosi, la morte di un vero rivoluzionario come
Casadei non importa proprio a nessuno.
Qui si sta parlando di Uomini che hanno imbracciato il
fucile per combattere quello in cui credevano, che
sono partiti per l'Africa e si sono schierati contro
il più bieco colonialismo.
Qui si sta parlando di gente che a settanta anni
suonati quando usciva di casa doveva guardasi le
spalle perché governanti corrotti temevano le
inchieste dell'uomo Casadei.

Per questo ci tenevo a salutarti ed a modo mio a
renderti omaggio, perché sebbene non condividessi le
tue idee politiche, ti ammiravo come Uomo d'azione.

Giorgio Trombatore
Addis Ababa
Etiopia

Mr. Giorgio Trombatore
Ph. 39. 095.277637
Mob. + 39. 333 453 1757
This is
COY



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