Un quaderno..una penna..le parole si scrivono da sole..
essere una donna oggi e' davvero difficile lo e' ancora di piu' come
aspirante mamma.
Il lavoro e' sempre stato parte fondamentale del mio
esser donna:la stabilità economica,le soddisfazioni,sapere che nel mio
piccolo,sono parte di una microeconomia.
L'orgoglio di donna che lavora
mi ha sempre dato la sicurezza per affrontare i problemi piccoli o
grandi che siano.
Non sono una femminista,ma solo una donna che,nella
scoperta di aspettare un figlio,si e' imbattuta nella triste ma
concreta realtà,nella quale tante donne che lavorano, necessariamente
si trovano ad affrontare.
La maternità, per una coppia di sposi, è una
della più belle scoperte: l'avventura inizia quando quel piccolo stick
da bianco diventa rosa.
Le sensazioni sono molteplici,"aspettiamo un
bambino",il miracolo della vita è davvero un'emozione unica ma,altresì
uniche sono le paure,le ansie che ti assalgono…la salute del bimbo,il
timore di non esser all'altezza del compito,gli impegni di lavoro.
Una
donna che sta per diventare mamma , dovrebbe avere come priorità la sua
salute e quella del suo bimbo, il resto dovrebbe ridimensionarsi, nulla
e' più importante.
una mamma e' anche una donna..una moglie..con gli
annessi e connessi….e oltretutto e' anche una donna che lavora.
Finchè
non affronti di prima persona questo percorso ,non hai veramente la
minima idea di cosa significhi..le miriede di lamentele che avevi
precedentemente sentito da amiche e colleghe ,diventate a loro volta
mamme prima di te,assumono adesso un significato più concreto..adesso
sono io a lamentarmi.
Una donna che sta per esser mamma e lavora,deve
misurarsi ogni giorno con mille problemi,mille pratiche,altrettante
paure.
Questi primi mesi di gravidanza non sono stati proprio come me
li immaginavo: i dubbi, le ansie hanno preso il sopravvento in quella
che, credevo esser una donna sicura di sé, testarda e determinata,
trasformandola in una donna fragile, insicura e piena di paure.
I
problemi nella vita quotidiana sono all'ordine del giorno, sono parte
di noi, ci formano , ci rafforzano ma, in una donna incinta sono
vissuti amplificati da uno stato emozionale che varia e aumenta giorno
dopo giorno e, tutto ciò deve esser affrontato come donna ,come mamma,
come lavoratrice.
La nostra società tutela la maternità,mette a
disposizione strumenti che dovrebbero agevolare le madri lavoratrici,ma
è davvero così???? Quanta burocrazia,quanti limiti siamo costrette ad
affrontare per poter mantenere il nostro posto di lavoro e allo stesso
tempo esser buone madri??!!
Ci viene garantito un diritto che nella
realtà,nelle piccole attività lavorative non viene rispettato: non c'e'
legge che abbia valenza quando dall'esser una donna che lavora
efficiente,responsabile e indispensabile diventi una madre:quando
aspetti un figlio le priorità cambiano,il lavoro non è più la cosa più
importante ma ,con questo non vuol dire che,una donna-madre non può
continuare ad esser una lavoratrice con la stessa serietà ed
affidabilità di prima della gravidanza.
Quante donne sono state
costrette ad abbandonare il posto di lavoro perché,in una sorta di
stupida ripicca,al rientro dalla maternità non trovano più il clima
gradevole di prima:casualmente le tue mansioni che prima svolgevi
impeccabilmente,vengono svolte da qualcun altro e,l'indifferenza sembra
una ingiusta penalità per una mamma…in fondo non me ne sono stata a
casa a girar i pollici: ho messo al mondo un bambino e mi sono presa
cura di lui,non dovrebbe esser un mio diritto in questo welfare
state??!!!
Il diritto di una donna che diventa madre inizia e finisce
quando dall'altra parte c'è chi ha come unico interesse il profitto:non
conta ciò che eri o hai fatto prima,ma quello che non hai potuto fare
durante quel periodo di assenza "legale" chiamato maternità.
La mia non
vuol esser altro che una delle tante testimonianze di una donna –madre,
che ha scritto queste righe dettata dalla rabbia,dalla frustrazione che,
vorrebbe un posto veramente migliore,più umano,più tollerante per i
suoi figli,nella coscienza che in questo momento sono impotente
difornte all'indifferenza della società ma,la convinzione che le cose
cambino, mi da la forza per sentirmi ancora in grado di dare qualcosa
di diverso a mio figlio, mio marito,come madre,moglie e come donna.
Laura Sandroni
07/03/'77
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