I giovani e il gusto estetico
-Come è possibile considerarla arte? Una tela del genere non dovrebbe nemmeno esistere di fronte a capolavori come "La Vergine delle rocce", "La canestra di frutta" o gli affreschi michelangioleschi della Cappella Sistina -.
– Una tela sprecata-.
Le frasi sono commenti al discusso e celeberrimo "Concetto spaziale" di Fontana.
Cinquantenne critico d'arte fisso sulle sue posizioni? Storica dell'arte insegnante a Brera? Pittore nostalgico? Niente di tutto questo.
La critica arriva all'unisono dalla VB del Liceo Artistico "A. Volta" di Pavia. Il motivo? L'arte contemporanea, esteticamente, non affascina i giovani. Lo dichiarano loro stessi, lo confermano i dati: più del 60% dei visitatori della Tate Modern Gallery sono ultraquarantenni, l'85% dei minorenni intervistati disprezzano le opere di arte contemporanea presenti nella loro città e, solo un minorenne su venti si è recato a una mostra o un museo di arte contemporanea di propria volontà, senza essere obbligato da un gruppo in gita scolastica o in vacanza studio.
Proprio loro, idealisti senza barriere, temuti rivoluzionari, graffitari, delinquenti sullo skateboard e neo-cantanti metal. Loro, con il loro trucco e i loro vestiti "fuori dalla norma", persino quelli con la cresta o i capelli colorati, preferirebbero tenere in casa un Caravaggio piuttosto che una delle migliori avanguardie di arte contemporanea. Preferirebbero un Canova a una statua di silicone. Trionfa la classica armonia, il piacere idilliaco, la poesia, la "nobile semplicità e quieta grandezza" di Winckelmann, come ai tempi del neoclassico.
Ma cosa rimarrà dell'arte contemporanea? Forse una leggera cicatrice di un capriccio, attribuito alla generazione sbagliata.
Letizia Lanzarotti
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