lunedì, ottobre 27, 2008

Migliora L'infanzia del Bambino

Nasciamo , puri, innocui, liberi, senza nessun pre-giudizio, senza
parole, privi di qualsiasi capacità di valutare ciò che ci circonda.
Non vediamo nulla, percepiamo la presenza del seno materno e non
vogliamo staccarcene. Poi cosa succede?
iniziamo a sentire dei rumori,
dei suoni inconsci che incominciano a ripetersi nel nostro cervellino.
Cominciano a crearsi le prime mappe mentali.
Parole e visioni di corpi
umani che ci dicono delle cose incomprensibili e noi indifesi siamo
costretti a "subire" quello che ci accade.
Capitiamo per caso in un
paese, in una famiglia. Cresciamo ogni giorno e vediamo delle figure
che ci piacciono tantissimo,delle quali non possiamo fare a meno; i
Genitori. Con loro passiamo la maggior parte delle tempo.
Sono le
uniche persone che vediamo. Poi iniziamo a provare a stare in
equilibrio.Ci mettiamo alla prova.Cadiamo ci rialziamo, cadiamo e ci
rialziamo.Non ci arrendiamo fino a quando raggiungiamo uno dei nostri
primi risultati. Camminare da soli senza essere sorretti da altri.
Continuiamo a crescere ogni giorno.
Iniziamo a mangiare da soli.
Vogliamo scoprire e toccare tutto quello che ci circonda. Poi cosa
succede? Se siamo fortunati, continuiamo a farlo altrimenti dobbiamo
fare i conti con:"questo si può fare, questo no.
Quello si tocca,
questo no. La mamma non vuole, il papà si. Cosàààààààààà? ...La mamma
non vuole e il papà siiii?........ primo bivio. Come?

La mamma dice no
e il papà si. è possibile che uno voglia e l'altro no?

Perché uno
vuole e l'altro no? Non capisco!! Chi ha ragione?

Se questa cosa,che
voglio fare,non mi crea danno perché uno vuole e l'altro no?

Io lo
faccio lo stesso.

No tu non lo fai!!! qui decido io.

Tu sei MIO
figlio (aggettivo possessivo) e fai quello che dico io.

Tu non sei in
grado di decidere. Al che il figlio si dice tra sé e sé: "chissa quando
mi insegnerà a decidere, o quando dovrò decidere?

Forse da grande.

Da
li in poi tutto è posticipato.

Questo si può fare oggi, questo
domani.

Questo si, questo no...... Iniziamo a creare delle cartelle
SI/NO.

Iniziamo a chiedere spiegazioni e la risposta è: " non è il
momento,
non lo capisci ora, quindi non spendo parole, lo imparerai
quando sei
più grande". Il bambino si chiede: "e ora cosa devo
imparare?
sono
curioso, ho tanta voglia di sapere come funzionano le
cose e come si
fanno in questo bellissimo mondo".
Ora tu devi fare
quello che dico io.
Ricordati che sei un bambino e i bambini devono
fare i bambini.
Il
bambino imperterrito insiste.
Non si arrende e
pone continuamente
domande.
La capacità di chi lo ascolta comincia ad
essere limitata e le
prime risposte negative si presentano.
Il bambino
continua fino a
quando si rende conto di essere in trappola, dove non
può aver tutte le
risposte che vuole.
INIZIA A LIMITARSI.
A
costruirsi barriere, come la
pulce che salta un metro o più e quando
per alcuni giorni resta
intrappolata dentro ad un bicchiere,liberata
dal bicchiere continuerà a
saltare per l'altezza del bicchiere.
Il
bambino smette di porre
domande, smette di essere curioso.
Inizia ad
andare a scuola e ricevere
ordini da altre persone. Lui vuole giocare.
"Non devi giocare. Qui
siamo a scuola e la scuola è una cosa seria".
Rientra a casa e li
riceve ordini dai genitori.
"Fai i compiti". Non
vuole farli perché non
si diverte.
Vuole giocare.
Se invece,il
bambino,trova risposte alle sue
domande e avvolte basta solamente una
parola per rispondergli, la sua
curiosità è soddisfatta.
Continuerà a
mantenere la sua curiosità,
crescerà interessato a scoprire il mondo
che ci circonda, contribuendo
a migliorarlo.
Sappiamo tutti quello che
succede nel mondo, ma è nostro
compito portare serenità ai bambini e
non trasmettere loro le paure che
sono dentro di noi.

Ognuno di noi
deve assumersi la responsabilità
della propria vita e contribuire,
ognuno per quello che può, preservare
il bambino che è indifeso nei
confronti dell'adulto.
Adulto che deve
riconoscere tutti quei
condizionamenti, fobie,paure e convinzioni
limitanti che attraversano
la sua vita e lavorare su se stesso per
liberarsene affinche possa
continuare,in alcuni casi cominciare a
vivere la vita che desidera e
permettere ad altri di fare altrettanto.
Possiamo, tutti insieme,
creare in questo mondo il paradiso che
vogliamo.
Impegnamoci a
migliorare tutti i giorni.
Dimentichiamoci che
la scuola dell'obbligo,
o che la famiglia siano le uniche fonti di
conoscenza.
Esistono tanti
libri di persone che hanno dedicato tutta
una vita per specializzarsi
in quello che ti interessa. Cercali e
troverai tutte le risposte sia
per te che per il bambino.
Non ho tempo.
Quante volte si ripete questa
parola. Su 24 ore,10 minuti, si possono
ritagliare per il miglioramento
di se stessi e il contributo al
miglioramento di vostro figlio.
Dedicali.
Fatti vedere con un libro in
mano da tuo figlio,così che lui
abbia un modello a cui ispirarsi.
Noi
modelliamo sempre le persone che
ci piacciono.
Il modellamento è alla
base della crescita. Se vuoi che
tuo figlio cresca sano migliora la tua
vita,le tue abitudini.
"Prima
noi ci formiamo delle abitudini e poi
loro formano noi".
Quindi creati
delle buone abitudini. Ascolta tuo
figlio e non ordinargli di fare le
cose.
Parlagli facendogli capire che
la vita è ricca di tante cose e
che noi possiamo scegliere da che parte
stare.

Dipende da noi,non
dalle circostanze.

"L'uomo può cambiare la
sua vita cambiando il suo
pensiero".
Il nostro cervello è come un
computer, se metti delle
informazioni corrette risolve bene e
velocemente un obiettivo e
otteniamo un risultato positivo.
Se
altrimenti mettiamo delle
informazioni negative, limitanti o
depotenzianti avremo difficoltà nel
raggiungere il risultato
desiderato. Viviamo nell'era del cervello.
L'uomo si è sempre
interessato alla comprensione del funzionamento del
corpo e del
cervello.
Sono state scoperte molte cose sul loro
funzionamento
Oggi
abbiamo molte risposte.
Abbiamo più strumenti.
Stiamo già lavorandoci.
Possiamo imparare ad usarli noi e fornirli ai
bambini.
La maggior parte
delle persone aspetta a stare male per poi
curarsi e così si interviene
sulla parte guasta per asportarla.
Il
mondo di oggi ha bisogno d'altro.
C'è bisogno di apprendere tutti
quegli strumenti che ci permettono di
entrare più in contatto con noi
stessi e controllare i nostri stati
emotivi e decidere se quello stato
è per noi potenziante o
depotenziante.
Crearne un altro che sia adatto
all'esigenza del
momento.
Migliora la tua vita così che tuo figlio
viva la sua senza
paure, senza limiti, senza condizionamenti limitanti.
Ascolta le parole
che usi e chiediti: "Questa parola mi fa stare bene,
e fa stare bene?"
Cosa provo quando sento o dico questa parola?
Come
si sente l'altra
quando dico questa parola?
Pensa se ha te quella
parola crea uno stato
negativo anche su tuo figlio o su altri crea la
stessa sensazione.
Se
vuoi ottenere un risultato positivo ascolta e
senti quello che dici.
Visualizzati come se fossi tu a ricevere da te
stessa/o quelle parole.

Tratto da: http://crescere-costantemente.
blogspot.com

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