Caos, segnali e visioni.
Dalle variabili casuali al paranoico di Freud.
di Alberto Fortunato e Anna Romano
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La teoria del "caos deterministico" è andata oltre i confini scientifici, stabilendosi in quella Svizzera neutrale dove converge il lavoro di diverse discipline. I fenomeni del mondo reale si verificano in modo apparentemente o realmente casuale? Se lo sono chiesti gli Amleti della filosofia, della sociologia, della psicologia. Al Centro Ricerca Kiranet, nell'ambito delle sperimentazioni nell'ambito della tecnologia RFid
(Identificazione a Radio Frequenze), l'interrogativo sul caos deterministico continua a suscitare entusiasmi ed inquietudini tra i ricercatori.
In laboratorio stiamo implementando un sistema hardware/software per ridurre il F.O.D. (Foreign Object Damage) e cioè il rischio di smarrimento di oggetti a bordo degli aeroplani. Utilizziamo le antenne per leggere i tag. L'esperimento consiste nel misurare la potenza del segnale di risposta che, dal tag, arriva all'antenna. La potenza varia al variare della distanza tra i due oggetti RFid: se avviciniamo il tag all'antenna, la potenza del segnale aumenta. Se lo allontaniamo, si riduce. Ma come? La prima parte degli esperimenti condotta al di fuori della camera anecoica e quindi nella "zona non quieta" è quella che ha suscitato più riflessioni da parte di tutti. Le riflessioni più interessanti sono pervenute da parte di coloro che non avevano alcuna competenza sui campi elettromagnetici: "David Hume negava all'uomo la capacità di formare liberamente i propri desideri e le proprie convinzioni". E' una delle conclusioni alle quali siamo pervenuti anche noi osservando la maniera in cui si comporta il campo elettromagnetico. Quando credi di aver dato assetto ad un segnale, la cui potenza oscilla tra un limite superiore ed un limite inferiore, ci sarà un outlier. Un dato aberrante, non previsto. Fumi la Merit e riformuli i disegni sperimentali. Nel diciassettesimo secolo il deismo ribadiva il concetto di predeterminazione dell'universo ad opera di un'entità metafisica esterna ad esso e causa prima del tutto. Considerazioni di tipo teologico sono state inevitabili anche durante le sperimentazioni. << Hai presente l'area dell'improbabile sottostante una distribuzione normale? - dicevo ad Anna - bene, l'entità dei deisti risiede lì >>. Lei sta al gioco e risponde: << il valore "α" lo decidi tu>>. Io sorrido e sto zitto in italiano.
Sul concetto di predestinazione hanno riflettuto pensatori illustri. Manzoni si interroga sulle possibilità di salvezza dell'anima non eletta da Dio. E' il problema del libero arbitrio di Lutero. La varianza, δ2 = 1/n ∑ ( xi � μ)2, calcolata con il campione di valori relativi alla potenza del segnale di risposta mi lascia pensare che anche il campo elettromagnetico sia dotato di un libero arbitrio. In alcuni casi questo campo sembra prendere l'iniziativa per disperdersi e confonderci. Se si segue la dottrina filosofica del determinismo però, se ne conviene che tutti gli eventi umani, al pari di quelli strettamente scientifici, sono determinati da un preciso schema di causa-effetto. Si torna al concetto platoniano per il quale tutto è manifestazione di regolarità matematica, tutto è ascrivibile ai quei "triangoli e cerchi" galileiani che sono alla base dello schema della Natura. Del resto, siamo abituati a pensare che esista Qualcosa o Qualcuno che indirizzi il nostro percorso, perché l'idea di percorrere un sentiero già marcato ci culla e ci rassicura.
All'aumentare della distanza tra il tag e l'antenna, la potenza del segnale di ritorno
(segnale che va dal tag verso l'antenna) diminuisce. Per divertimento abbiamo sperimentato fino in fondo il fenomeno, volutamente al di fuori della camera anecoica. L'obiettivo è senza dubbio quello di scrivere l'equazione di relazione tra la variabile indipendente "distanza" e la variabile dipendente "potenza del segnale". Abbiamo avviato il processo di regressione facendo alcune ipotesi. L'ipotesi di una relazione lineare è stata scartata subito: tanto valeva dare ragione ai Greci che attribuivano i loro destini al Fato. Modello polinomiale? Lo proviamo e ci risponde l'R2 ( corretto) con un valore del 68%. Questo significa che il nostro impegno nell'esperimento è riuscito a trovare un modello che spiega la variazione della variabile dipendente (potenza segnale) nella misura del 68%. E' un po' come avere "cinque" al gioco del sette e mezzo, con le carte napoletane. << Sto bene! >>. Tanto lo facciamo noi oggi, nei nostri credi religiosi, nei nostri riti propiziatori, nelle nostre superstizioni.
In Psicopatologia della vita quotidiana Freud analizza il paranoico. Quest'ultimo è ossessionato dall'idea che le persone che lo circondano siano in qualche modo "coalizzate" per danneggiarlo e quindi, proprio al pari del superstizioso, non vede casualità negli eventi, ma ad essi sottende sempre una sorta di predeterminazione. Gli esperimenti con il campo elettromagnetico ci rendono paranoici. "Proiettiamo" nel mondo esterno la nostra condizione psichica, la mancanza di casualità propria della dimensione inconscia. Diamo nascita a miti e religioni. Intravediamo segnali. Freud si è posto il problema della predeterminazione delle azioni umane ed oggi possiamo addirittura parlare di "determinismo psicologico".
Il campo elettromagnetico, come l'individuo, è strettamente legato al contesto in cui vive: parliamo di quel rapporto dinamico tra soggetto/ambiente già evidenziato dagli scrittori naturalisti, al quale vanno aggiunti fattori ereditari e biologici. L'individuo, inoltre, tende a ripetere gli schemi comportamentali delle persone che gli sono vicine e che lo hanno cresciuto. L'ipotesi di "simpatia" tra i campi elettromagnetici non dovrebbe essere trascurata. Aggiungerei.
E cosa dire degli atti mancati, i cosiddetti "lapsus"? Qualcosa di apparentemente insignificante, ma non casuale. Al nostro inconscio basta un momento di distrazione per prendere il sopravvento… "Una volta, accingendomi a prendere il biglietto alla stazione Reichenhall, non mi vuol venire in mente il nome che del resto mi era molto familiare, della principale stazione successiva, dalla quale sono passato tante volte. Devo per forza cercarlo sull'orario ferroviario. Il nome è Rosenheim (dimora delle rose) .Allora capisco subito per quale associazione mi era sfuggito. Un'ora prima avevo fatto visita a mia sorella che sta vicino a Reichenhall; mia sorella si chiama Rosa: ecco dunque un altro Rosenheim ( dimora di Rosa)" (Freud).
Qualsiasi cosa, anche la più trascurabile, può avere effetti sulla nostra vita. Resta da definire la portata di questo battito d'ali di farfalla. La nostra anima, in fondo, non è in una camera anecoica. Ci avviciniamo alla mia auto al parcheggio. Una uguale è parcheggiata accanto alla mia.
"Dalle variabili casuali al paranoico di Freud"
Caos, segnali e visioni
01 Dicembre 2008
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