UNO SFOGO MORALE La Questione Morale??!! E ve ne accorgete adesso? Sono inorridita! Come se fosse cambiato qualcosa da quando, proprio per ragioni morali ero femminista in tempi di femminismo. Come se fosse cambiato qualcosa in tutti gli anni che da quel tempo sono passati. Si è ammucchiata una catasta di slogan e di ipocrisia, di frasi fatte e altrettanto vuote che sono servite solo alla carriera di chi li enunciava, un'orda di fariseo-comunisti che ci hanno allevati nelle riserve etnico-mentali in cui si predica il rispetto, la parità e il bene comune usufruendo, nel frattempo, dei servigi intellettuali, morali e materiali delle femmine. Perché il maschio non è mutato: ha solo indossato una veste rossa sui fatiscenti abiti da sultano. E ve lo dice una che rossa è stata per forma mentale, fede e convinzione e che, in fondo, nonostante tutto, nell'animo, lo è ancora. Sempre che rosso non sia solo una semplice tonalità di partito ma abbracci il significato di amore verso l'umanità, verso i diseredati e verso la giustizia. E ve lo dice una che le amene torture leggiadramente inflitte dal maschio di cui sopra le subisce ininterrottamente da quando ha fatto questa scelta di fede. Certo, i supplizi, nel tempo, sono cambiati, si sono evoluti passando da quelli sentimentali a quelli psicologici a quelli fisici a quelli psicologici a quelli economici a quelli psicologici. Attraversando, nel frattempo, tutto lo spettro dei tormenti conosciuti, quelli più piccoli e più dolorosi. La Questione Morale. Certo è sconvolgente pensare che può accadere di essere diretti e coordinati da un bruto, da un amorale, da un pervertito, da un approfittatore, da un manipolatore. Ma pensate quanto può essere allucinante constatare ogni giorno di averne uno accanto anche quando accanto non è, perfino quando accanto non è più. Uno che lucra sulla tua pelle, sui tuoi sentimenti, sulla tua generosità, sulla tua femminilità, sulle tue debolezze, sulle tue necessità, utilizzando il maltolto per ingrassare il proprio ego, colmare la propria pochezza e rimpolpare il proprio conto in banca. Uno che copre le proprie infedeltà picchiandoti "per gelosia"; uno che usa il tuo talento per il proprio miglioramento professionale; uno che infanga la tua immagine per detergere la propria icona di genitore irreprensibile; uno che ha usato il tuo corpo solo per le proprie necessità fisiologiche; uno che ha usato il tuo coraggio per affrontare i propri nemici; uno che ha adoperato la tua onestà per mascherare i propri sordidi traffici, perfino contro di te; uno che ti ha rifiutato le proprie elemosine per rispettare la propria avarizia. Insomma, uno che non ti fa mancare niente perché tu possa capire quanto sia difficile far corrispondere questa vita a quel mondo di illusioni e di entusiasmi che ti eri gloriosamente costruito. La Questione Morale. Stupri, malcostume, disonestà. E che dire dell'amministrazione domestica quotidiana esercitata mediante la demolizione scientifica e sistematica del tuo desiderio di famiglia, mediante la mortificazione della tua dignità di donna, mediante l'umiliazione della tua qualità di madre e di compagna, mediante la sottolineatura ininterrotta della tua mancanza di significato, mediante la proclamazione megafonica della propria qualità di maschio, quindi, parte pensante, intelligente, creativa, razionale, saggia della coppia umana. Questione di scelte, certo. Ma anche questione di esche. Tu dici: aspetto discreto; preparazione più che sufficiente; ruolo sociale di prestigio; appartenenza politica "alla sfera del rispetto umano" e brillante carriera nel partito che lo professa in esclusiva e, di conseguenza, attuale posizione meritoria nel sistema universitario italiano; ex giovane e tenero (?) ragazzo padre; nonché altri valori minori che lasciava credere di possedere e con cui mimetizzava l'amo destinato ad una povera triglia ingenua e sognatrice come me. Forse tutto questo non basta ma è sicuramente una buona attenuante ai miei errori. Tu dici: ma allora gli uomini sono tutti così? No, quello di cui parlo io è un paradigma dei soprusi maschili fatti dottrina. Tu dici: perché mi vieni a raccontare tutto questo? Rispondo: perché credo nell'opportunità di cominciare a parlare di cose serie; di ricordare a qualcuno che "il personale è politico", che il dibattito palliativo e di facciata sulla Questione Morale debba allargarsi alla riflessione onesta su tutte le questioni morali che stuprano quotidianamente le nostre coscienze. |
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domenica, luglio 12, 2009
Uno sfogo morale...
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