lunedì, luglio 06, 2009

La "Vita felice" secondo Seneca

 

La caratteristica del pensiero Senechiano pur nella sua dichiarata impostazione stoica, e' quella di non presentare alcune chiusure dogmatiche e cerca di essere sostanzialmente una "filosofia di vita".

Nella "Vita felice" che appare come polemica contro l'edonismo Epicureo, Seneca contesta appunto le applicazioni più volgari e deteriori e senza alcuna difficoltà cerca anche di dimostrare che il piacere che in termini attuali potremmo anche denominare consumo, ossessivamente ricercato, non dà la felicita', non ci porta cioè al raggiungimento di essa.

La felicità viene dal conseguimento e dall'esercizio della stessa virtu', ma anche questa opzione esistenziale e' scevra da fanatismo.

Virtu' non significa rinuncia ascetica alle ricchezze e ai conforti materiali ma consapevolezza del loro esser mezzi piuttosto che fini di raggiungimento.

Seneca afferma che "nessuno ha condannato la saggezza alla poverta', quindi non sara' di certo il denaro ed il benessere materiale a renderci felici" ma se la ricchezza rende piu' lineare e agevole il percorso da compiere per raggiungere la felicità, liberando dalle preoccupazioni materiali, non e' il caso di demonizzarla.

La felicita' per alcuni rappresenta un mondo privo di confini, che non soffre limiti e non trova ostacoli nemmeno nella fortuna; una felicita' che in molti conoscono e vivono anche quando il mondo sembra "ringhiarti addosso".

La Vita felice e' un dialogo Senechiano in cui il tema principale dello scrittore latino e' la felicita' intesa come Dea, il piu' citato dei desideri umani, una "potenza che con prepotenza" si abbatte sugli eventi e sulla storia, una forza cosmica ed universale gia' dal mondo ellenico e romano della prima eta' imperiale.

Russel osserva che questo uomo di cui parla Seneca, che con tanta parsimonia ricerca questa sua meta, osservando l'universo e godendo dello spettacolo di gioie che esso arreca, non viene turbato dal pensiero della morte, perchè non si sente realmente separato da coloro che verranno dopo di lui.

Seneca dunque racconta una tipologia di uomo che accetta questa unione istintiva alla vita e ritrova la sua massima gioia.

 

 

Articolo realizzato da:

Veronica Ferlito

veronica.ferlito@hotmail.it



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