martedì, febbraio 10, 2009

Sequestri di cani. FederFauna. Tremonti, Brunetta, Aiuto!!!

09/02/09 Il Giorno pubblica: "Tanta solidarietà da parte
dei nostri lettori per i 110 cagnolini maltrattati e
importati illegalmente dall'Est europeo."
Ma si chiede FederFauna: "è veramente solidarietà?
Quanta di questa solidarietà si è fatta avanti per
adottare i "bastardoni" di Mirabello Sannitico? Comodo
adottare gratis un cagnolino di razza da 1000 euro!... Ma
fino a quando l'esempio che viene dall'alto è quello
che si possa adottare gratis un carlino che un allevatore ha
faticato a produrre ed ha venduto ad un commerciante che
l'ha regolarmente pagato, non c'è da meravigliarsi che
la gente sia così "solidale"!... Se la gente si
dimostra così interessata a questo tipo di animali e non
ad altro tipo, è evidente che la filiera deve esistere e
non deve essere cancellata, sequestro dopo sequestro, per
poi essere soppiantata da veri abusivi, perché, comunque,
la richiesta c'è. L'importazione, o meglio in questo
specifico caso, lo scambio tra Paesi Comunitari, esiste da
anni ed anche se oggi è descritta solo come una specie di
traffico, era ed è fonte di sostentamento per migliaia di
famiglie, in Italia e all'estero. Non solo!,
l'importazione ha anche avuto il merito di rendere
popolare ciò che era d'elite, rendendo possibile
l'acquisto di un cane di razza anche alle famiglie meno
abbienti. Per quanto riguarda i maltrattamenti va
sottolineato che, come la vacca maltrattata non fa latte,
anche la cagna maltrattata non fa cuccioli e, contrariamente
a ciò che ormai affermano in molti (vorremmo sapere quanti
di questi abbiano mai allevato animali), il malessere non
dà reddito. Secondo FederFauna l'introduzione di
cuccioli deve essere normata con regole chiare che gli
operatori possano rispettare perché basate su parametri
oggettivi e non sull'opinione di chi scrive o di chi legge
i documenti, e la gente deve capire che il tanto decantato
benessere animale ha un costo per gli operatori. Adesso,
purtroppo, chi vuole un cane di razza non deve andare a
comprarlo: è sufficiente che attenda il prossimo
sequestro!...
E se la Forestale ha messo a disposizione addirittura due
indirizzi di posta elettronica per richiedere l'affidamento
dei cagnolini, FederFauna fa i complimenti anche alla
Forestale!: "i cani sono arrivati illegalmente (dicono
loro) dall'Est e non possono essere distribuiti al
pubblico! questo se è un operatore economico che lo fa, ma
se vengono dati in affidamento da un'associazione
animalista, naturalmente è tutta un'altra cosa!?!..."
Tremonti, Brunetta, Aiuto!!!
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Kabbalah: Liberi da Confini

Kabbalah: Liberi da Confini

 

Libertà. Nel corso della storia abbiamo visto un paese dopo l'altro e una cultura dopo l'altra, impegnarsi in un susseguirsi di battaglie e guerre, inseguendo la Libertà. Niente sembra così ripugnante per la vera natura dell'umanità come essere oppressi da una forza fuori controllo, che in ogni modo e in ogni caso limita la libertà individuale. Dove inizia questo senso di bisogno di libertà? Come diventiamo liberi e come possiamo sapere se siamo davvero liberi?

 

Il concetto della libertà implica che occorre essere liberi da qualcosa. Deve esserci un "noi" e un "loro"; i buoni e i cattivi. Cosa facciamo poi? Iniziamo a disegnare linee e creare confini. All'inizio, probabilmente, c'erano territori, si creò una linea immaginaria sulla terra e tutto quello che si trovava all'interno di questa linea era mio oppure faceva parte del mio gruppo e quello che rimaneva fuori non faceva parte di me o del mio gruppo. Gli anni passarono e alla fine abbiamo avuto le città, gli stati, le nazioni, tutti con i loro precisi confini immaginari.

 

Le religioni si svilupparono, diventando altrettanto abili a creare confini. Confini basati su credenze. Se uno crede in una determinata cosa e si comporta in un determinato modo, entrerà nel confine della nostra religione. Altrimenti, non verrà accettato. Ci sono così tante e diverse religioni, ognuna di loro si è creata il proprio spazio, ma nessuna è particolarmente tollerante verso le altre.

 

Esiste un confine immaginario che viene accettato dalla maggior parte di noi, e che raramente riconosciamo come tale. "Tutto ciò che si trova nei confini della mia pelle sono io mentre tutto quello che sta fuori della mia pelle non sono io." Questo concetto è largamente accettato. Sarebbe davvero difficile trovare una persona della strada che non condivida questa affermazione. E' così palese, non è vero?

 

Molte tradizioni mistiche direbbero che questo non è così ovvio, ma lasciamole da parte e guardiamo la fisica moderna e la Teoria Quantistica.  All'inizio del XX secolo, gli scienziati erano alla ricerca di scoprire finalmente l'elemento fondamentale dell'Universo. La particella più piccola nell'atomo stesso, dalla quale tutta la materia è fatta. Erano convinti di avere, dopo anni di sviluppo, lo strumento necessario, il microscopio di tutti i microscopi, per vedere questa particella infinitamente piccola.

 

Quello che trovarono, in effetti, fu sorprendente e, come disse uno scienziato, "fu come svegliarsi la mattina e trovarsi la chela di un'aragosta al posto della mano!" Scoprirono che mancava l'elemento fondamentale. Non esisteva un'unità più piccola con la quale era fatto tutto il resto della materia.  L'esistenza è un'onda di infinite possibilità, tutte intrecciate e connesse tra di loro. L'esistenza non ha né limiti né cuciture: è integra. Non esistono confini. Gli atomi e le molecole che pensiamo abbiano una forma solida come il nostro corpo fisico non hanno nessuna solidità e si mischiano liberamente con tutti gli atomi e le molecole, fuori da quello che credi sia il tuo corpo. Esiste una nozione scientifica che si chiama l'effetto farfalla, che dice che se la farfalla starnutisce su Marte, questa cosa avrà effetto anche su di noi qua, sulla Terra. 

 

Se è vero tutto questo, allora perché non siamo in grado di percepirlo? La Kabbalah autentica  ci dice che in verità lo sentiamo  – semplicemente non riconosciamo la connessione. Tutti i guai di questo mondo d' oggi  – la crisi finanziaria, tutti i tipi di violenza, la depressione e l'uso delle droghe  – sono il risultato del nostro combattere contro questa reciproca connessione dell'umanità. Siccome non capiamo le leggi di questa interconnessione, non capiamo i risultati della loro violazione. Se saltiamo fuori dalla finestra, ci aspettiamo che la gravità ci attiri al suolo. Accettiamo le conseguenze come inevitabili. Dobbiamo raggiungere lo stesso livello di comprensione riguardo le leggi dei sistemi connessi per poter interpretare correttamente i risultati della loro violazione.

 

Da migliaia d'anni, la Kabbalah ci dice che l'esistenza e l'Unità sono la stessa cosa e che siamo tutti collegati, come le parti e l'insieme, o anche come gli organi del corpo. Il reciproco collegamento è la fondamentale  legge della Natura. Lo studio della Kabbalah è un approccio scientifico e metodologico che spiega come sviluppare i sensi che ci permettono di percepire le leggi di un sistema interconnesso. Una volta che saremo in grado di capire queste leggi, potremo imparare a lavorare con loro per il bene di tutti. Non faremo più, inavvertitamente, il "gesto simbolico" di buttarci dal decimo piano, aspettandoci di volare verso l'alto. Noi siamo in grado di fermare le dolorose conseguenze delle nostre azioni. Dopodiché potremo scoprire dove veramente risiede la libertà.

 

Stefano La Salvia – Studente del Centro Mondiale Bnei Baruch per gli studi di Kabbalah – www.kabbalah.info/it

 

 

 



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La Telecom renda pubblico il programma di eliminazione dei pali al creosoto.

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

PALI TELEFONICI AVVELENATI: GIOVANNI D’AGATA (IDV) INVITA I CITTADINI A NON USARLI PER USO DOMESTICO.

 

E’ notizia di oggi che le forze dell’ordine hanno sequestrato in provincia di Lecce delle traversine ferroviarie al creosoto riutilizzate, dopo l’impiego nelle ferrovie, come pali per le staccionate senza nessun trattamento di bonifica.

Lo stesso problema è causato dagli oltre 8 milioni di pali telefonici esistenti in Italia, realizzati in legno e trattati, per renderli duraturi, con creosoto o con sali di arsenico, cromo e rame.

Eppure nel 2003 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli, il Ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, il Presidente di Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera e l'operatore del settore, la società Stella, avevano firmato infatti un accordo di programma che disciplinava tutto il settore, dando regole certe, semplificando le procedure e consentendo un più agevole recupero in sicurezza dei pali telefonici che hanno ancora una funzionalità tecnica, nel pieno rispetto della normativa nazionale e comunitaria vigente. L'obiettivo dell'accordo era quello di rendere minima la produzione di rifiuti e ridurre lo smaltimento in discarica attraverso il recupero di materiali nella massima tutela dell'ambiente.

L'accordo prevedeva inoltre da parte di Telecom la sostituzione progressiva di tutti i pali impregnati con creosoto o con sali di arsenico, cromo e rame, con pali non contenenti sostanze pericolose per l'ambiente (150.000 il primo anno e successivamente 200.000 l'anno).

Come è noto i pali di legno in questione sono costituiti da materiale considerato rifiuto altamente pericoloso per il rischio dovuto all’esalazione di gas estremamente tossico derivante dall’eventuale combustione del legno.

Inoltre la sostanza contenuta, il creosoto, oltre ad essere altamente cancerogena è, altresì, pericolosa per la salute individuale anche solo tramite il contatto con la pelle o attraverso l’inalazione dei gas sprigionati a seguito dell’aumento della temperatura, oltre i 20 gradi.

In aggiunta è altresì dannosa per l’ambiente a causa del rischio di inquinamento del suolo e della falda acquifera presente in quel territorio.

A Lecce è nota la storia di due bambini nati malformati per l’inalazione da parte della madre del fumo da combustione del legno usato per il caminetto domestico.

Il Componente Nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA invita la Telecom a rendere pubblico il programma di eliminazione dei pali in legno, dichiarando quanti pali ha fin qui sostituito e in che tempi, e comunicando le modalita’ di smaltimento.

 Lecce, 11 febbraio 2009                                                                                                                         

                                                                                     Giovanni D’AGATA

 

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Investimento Immobiliare in Florida, Miami, nel Lussuoso 500 Brickell - Compra Casa a Miami Beach

Il complesso 500 Brickell è situato nel Financial District di Miami, in prossimità del Biscayne Bay, con vista sulla città e l'oceano, in un prestigioso spazio progettato con moderni concetti urbani, dove ci sono molti grattacieli di vetro, alberghi di lusso e molti dei migliori ristoranti della città.

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INFORMATICA.SM - Distribuzione Informatica San Marino

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GESÙ DETTO IL CRISTO E GLI APOSTOLI NON ESISTETTERO

GESÙ DETTO IL CRISTO NON ESISTETTE.
LA STORIA SPAZZA VIA TUTTI GLI APOSTOLI.

Resoconto del convegno del 18-19 ottobre 2008 Arpiola di Mulazzo

Nessuno di essi esisterono. Presentata da Axteismo in anteprima la pubblicazione degli studi avanzati sulle Origini del Cristianesimo con la presenza dei tre massimi esperti mondiali di cristologia:
Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo, Emilio Salsi.

La storia stabilisce senza ombra di dubbio che gli Apostoli e Gesù Cristo sono personaggi di pura fantasia, personaggi mai esistiti.

di Ennio Montesi

Redigere un comunicato stampa secco su questa notizia storica così importante è riduttivo. Meglio poche righe con taglio di articolo. Nel convegno ad Arpiola di Mulazzo del 18-19 ottobre 2008 promosso da Axteismo, movimento internazionale di libero pensiero, i molti relatori si sono avvicendati durante le intense giornate di confronto. Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo, Emilio Salsi, Angelo Napolitano, Francis Sgambelluri, Gianni Marucelli, Nunzio Miccoli, Giorgio Vitali, Biagio Catalano, Attilio Vanini, Ennio Montesi, Fiorella Di Stefano, Sergio Martella, Pierino Marazzani hanno trattato temi articolati dalle Origini del Cristianesimo all'Inquisizione, sui tentativi di controinformazione e mistificazione della realtà dei fatti da parte degli apologisti, dall'antropologia, alla storia, dalla psicoanalisi, alla sociologia, dal Medioevo ai giorni nostri. Il problema emerso risulta essere quello delle religioni, del cristianesimo nella fattispecie del cattolicesimo e della Chiesa cattolica. Si sono ribaditi anche dei tanti diritti dei cittadini ancora negati dai legislatori italiani sempre sottomessi al potere secolare della Chiesa cattolica e del Vaticano.

Tema centrale del convegno sono stati gli importanti studi evoluti di cristologia. La presenza contemporanea dei tre massimi esperti mondiali sulle Origini del Cristianesimo: Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo ed Emilio Salsi, ha creato un'atmosfera di pregnante attesa tra l'attento pubblico composto da studiosi, docenti, intellettuali, addetti ai lavori e da persone interessate all'argomento. I video della conferenza verranno diffusi in rete appena pronti.

Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo ed Emilio Salsi hanno evidenziato le enormi e le sottili contraddizioni storiche contenute nei vangeli fino al punto di dimostrare l'inesistenza di personaggi come gli "Apostoli", "Gesù Cristo" e la "Sacra Famiglia". Tutto falso, niente di vero, duemila anni di menzogne. Attraverso l'analisi dei "Testi Sacri" comparata con l'antica storiografia laica si è finalmente provato - con ricca documentazione alla mano - che le vicende descritte dalla Chiesa cattolica nei vangeli furono in realtà falsificate unitamente ai loro protagonisti che risultano essere personaggi inventati. È facile capire che questi studi cancellano per intero e da subito quella che viene definita come "Dottrina cristiano-cattolica".

Studi di tale altissimo livello sarebbero stati da presentare in pompa magna in una sede accademica, in una prestigiosa università italiana come La Sapienza. Tuttavia, piuttosto che bussare alle porte delle università abbiamo preferito organizzare il convegno per conto nostro aperto al pubblico e ai giornalisti. Di giornalisti, come prevedevamo, nemmeno l'ombra probabilmente perché, considerati i temi scottanti del convegno, i loro datori di lavoro hanno impartito l'ordine di non comunicare la notizia. Se un giornalista scrivesse su un giornale o dicesse in apertura del telegiornale di prima serata che: "Un gruppo di studiosi, i più importanti e preparati a livello mondiale, dopo anni e anni di studi approfonditi ed evoluti sulle Origini del Cristianesimo hanno scoperto e lo dimostrano che gli Apostoli e lo stesso Gesù Cristo non esisterono, ma furono favole", probabilmente li caccerebbero. Dobbiamo capire la miserevole e genuflessa posizione in cui la maggioranza dei giorna!
listi italiani è costretta a lavorare. L'informazione pubblica è assente perché la maggior parte dei giornalisti "tiene famiglia".

Se comunque qualche super eroe dell'informazione decidesse di invitare i cristologi a un dibattito televisivo sulle reti Rai, Mediaset, La7 o altre, certamente siamo disponibili a sostenere qualsiasi confronto soprattutto coi più importanti esegeti quali, Vittorio Messori, Gianfranco Ravasi e i più preparati ministri della Chiesa cattolica. Se le agenzie di stampa Ansa, Adnkronos, Reuters, Agi, Apcom, Asca, Emmegipress, Associated Press e tutte le altre agenzie di informazione decidessero coraggiosamente di battere questa notizia nei loro circuiti siamo disponibili a dare le dovute informazioni di copertura. Se le radio decidessero di aprire i bollettini con la seguente notizia: "In base alla storia un importante gruppo di studiosi ha stabilito che gli Apostoli, Gesù Cristo e la Sacra Famiglia non esisterono, ma furono inventati", saremmo disponibili ad ogni supporto.

Le tante voci libere di Internet di certo daranno una mano in modo che questa grande notizia voli in milioni di sciami e si moltiplichi all'infinito in ogni angolo e anfratto della rete, su ogni byte dei computer, così che il muro omertoso fatto dai "mass media ufficiali" venga abbattuto.

Magari un giorno un editore serio, che meriti questo appellativo, deciderà di pubblicare in un unico cofanetto raggruppando i quattro volumi coi testi in ordine cronologico degli studi sulle Origini del Cristianesimo. Ecco i libri: "La favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù" e "La morte di Cristo - Cristiani e Cristicoli" di Luigi Cascioli www.luigicascioli.it "La Croce di Spine - Gesù: la storia che non vi è ancora stata raccontata" di Giancarlo Tranfo www.yeshua.it "Giovanni il Nazireo detto Gesù Cristo e i suoi fratelli" di Emilio Salsi www.vangeliestoria.eu . È attraverso gli studi di Emilio Salsi (lo studioso che viene paragonato come a un Pico della Mirandola degli antichi testi storici e dei vangeli) che tutti gli Apostoli sono spazzati via dalla storia. Storia che dimostra come gli Apostoli furono inventati in personaggi di fantasia. Bisognerebbe domandare ai ministri della Chiesa cattolica del perché di tutte queste invenzioni e m!
enzogne iniettate all'Umanità e a cosa sono servite.

Ennio Montesi

Riferimenti:
http://nochiesa.blogspot.com
www.luigicascioli.it
www.yeshua.it
www.vangeliestoria.eu
Per interviste, conferenze, convegni e altro tel. 3393188116

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza.
Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima
o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente,
ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".
Joseph Pulitzer, Fondatore Premio Pulitzer


Fonte: http://nochiesa.blogspot.com
Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici

Ripubblicato su Articoli Online

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IL SALINADOCFEST A PIAZZA VITTORIO giovedì 12 febbraio - ore 20.30 COME UN UOMO SULLA TERRA e ISOLE DI CENERE

Racconti dal Vero
in collaborazione con
DOC/IT associazione

documentaristi italiani
Premio Solinas documentario per il cinema
www.
documentario.it

Al piccolo Apollo
istituto Galilei, Via Conte Verde

51 Roma – 06 7003901
presenta

IL SALINADOCFEST
A PIAZZA VITTORIO

Isolani sì, isolati no!


giovedì 12 febbraio - ore 20.30
alla

presenza:
dei registi Andrea Segre e Dagmawi Yimer
e del produttore

Marco Carsetti

interverranno:

Francesco Munzi, regista
Giuseppe

Cardamone, psichiatra e docente di psichiatria transculturale

all'università di Bergamo


COME UN UOMO SULLA TERRA
di Andrea Segre
e
Dagmawi Yimer
in collaborazione con Riccardo Biadene

film
vincitore
dell'edizione del 2008 del Salina Doc Fest

Dag studiava
Giurisprudenza
ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte
repressione politica
nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell'inverno
2005 ha attraversato
via terra il deserto tra Sudan e Libia dove,
però, si è imbattuto in
una serie di disavventure legate non solo alle
violenze dei
contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il
Mediterraneo, ma
anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle
violenze subite dalla
polizia libica, responsabile di indiscriminati
arresti e disumane
deportazioni. Sopravvissuto alla trappola libica,
Dag è riuscito ad
arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha
iniziato a frequentare la
scuola di italiano Asinitas Onlus. Qui ha
imparato non solo l'italiano
anche il linguaggio del video-
documentario. Così ha deciso di
raccogliere le memorie di suoi
coetanei sul terribile viaggio
attraverso la Libia, e di provare a
rompere l'incomprensibile silenzio
su quanto sta succedendo nel paese
del Colonnello Gheddafi. "Come un
uomo sulla terra è un viaggio di
dolore e dignità, attraverso il quale
Dagmawi Yimer riesce a dare voce
alla memoria quasi impossibile di
sofferenze umane, rispetto alle
quali l'Italia e l'Europa hanno
responsabilità che non possono
rimanere ancora a lungo nascoste".
(Andrea Segre)

sceneggiatura
Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi
Yimer - fotografia Andrea
Segre - montaggio Luca Manes - musica Piccola
Bottega Baltazar -
scenografia Andrea Segre - produttore Marco Carsetti,
Alessandro
Triulzi, Andrea Segre - produzione e vendite internazionali
Asinitas
onlus in collaborazione con ZaLab - formato colore, minidv -
durata
68' - anno 2008 - contatti andreasegre.blogspot.com,

marcocarsetti@asinitas.org, www.asinitas.net, www.zalab.org


Andrea

Segre (1976) ha realizzato tra il 1998 e il 2001 alcuni documentari
per
Rai 3. In seguito ha diretto per produzioni indipendenti:
Marghera
Canale Nord (2003); Dio era un musicista (2004); uno degli
episodi del
progetto Checosamanca (2006); La Mal'ombra (2007), Premio
Avanti! al
Festival di Torino; A sud di Lampedusa (2007) sulle
espulsioni dei
migranti africani nel deserto del Tenerè, di cui Come
un uomo sulla
terra può rappresentare una continuazione.

Dagmawi
Yimer (1977)
diplomato alla scuola inglese di Addis Abeba, ha
frequentato i primi
anni nella Facoltà di Giurisprudenza, ma poi ha
deciso per motivi
politici di emigrare. Attraverso la Libia è arrivato
a Lampedusa nel
luglio 2006, dove ha ottenuto la protezione
umanitaria. Dal 2007
collabora con la scuola di italiano di Asinitas.
Ha realizzato uno
degli episodi del documentario Il Deserto e il Mare
e alcuni
cortometraggi di documentazione dell'attività della scuola.


Riccardo
Biadene (1973) laureato in Filosofia all'Università di
Bologna, ha
lavorato per varie produzioni, tra cui, nel 2005, un
documentario Enel
di Fabiana Sargentini sugli infortuni sul lavoro e
Viaggio segreto di
Roberto Andò. Nel 2007 ha diretto e montato il
backstage di Per non
dimenticarti di Mariantonia Avati. Lo stesso anno
ha realizzato il
documentario Alain Danielou Centenary, e ha condotto
con Andrea Segre
un laboratorio di autonarrazione audiovisiva per
rifugiati politici e
richiedenti asilo presso la scuola di italiano
Asinitas, che ha portato
alla produzione del documentario Il Deserto e
il Mare.

Il film sarà
preceduto dal cortometraggio della storica
Panaria Film

ISOLE DI
CENERE
di F. Alliata, Q. di Napoli, P. Moncada

Italia, 1947, 35mm, b/n,
12'
Un cacciatore e suo figlio stanano con il
furetto le volpi, mentre
a valle un pastore innamorato osserva con
tenerezza una ragazza intenta
a cucinare sul vapore delle fumarole di
Vulcano.
Il guardiano del
cratere vigila sull'irrequietezza dello
Stromboli.

Regia Francesco
Alliata, Quintino di Napoli, Pietro
Moncada - Fotografia Fosco Maraini
- Montaggio Carlo Alberto Chiesa -
Produzione Panaria Film

Prossimo
appuntamento di Racconti dal Vero

Giovedi 19 febbraio – ore 20.30:
L'UDIENZA E' APERTA di Vincenzo
Marra.

Ufficio Stampa SalinaDocFest

Marzia Spanu Tel. 335 6947068 e-
mail: spanumar@alice.it
Francesca Cantarutti Tel. 346 6384277 e-mail:
francesca.cantarutti@tiscali.it


www.apolloundici.it www.
salinadocfest.org


L'ingresso e' come
sempre libero, grazie alla
tessera Apollo 11 che consente la
partecipazione gratuita a tutta la
programmazione annuale


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Il petrolio greggio potrebbe trarre beneficio dal progetto di legge proposto negli Stati Uniti

Previsione sul movimento dei mercati finanziari secondo Dave Evans il 10 di Febbraio 2009

I traders non sono stati contenti di vedere i dati sui prezzi delle case emessi dalla Royal Institution of Chartered Surveyors (RICS), e quindi, c'è la possibilità, che oggi il FTSE si muoverà al ribasso per la maggior parte della sessione di trading. Gli analisti speravano che le cifre emesse dalla RICS avrebbero mostrato un rimbalzo nei prezzi delle case.

Il petrolio greggio potrebbe trarre beneficio dal pacchetto proposto dallo stato. Se il pacchetto viene approvato c'è la possibilità che il valore del dollaro Americano potrebbe calare ancora di più. Tuttavia, il pacchetto potrebbe anche rinforzare e dare una spinta all'economia. Sembra che i traders non faranno granché finché questo pacchetto non viene approvato. Ieri sera, il presidente Americano ha annunciato che sta facendo di tutto per ottenere il supporto necessario per il progetto di legge proposto. I prezzi del petrolio rimaranno ad un livello di circa 40 dollari almeno finché questa legge viene approvata.

Previsione sui prezzi d'apertura alle 06:00 GMT
FTSE: 4267.1 (-37.4)
CAC40: 3097.1 (-35.20)
DAX30: 4626.5 (-42)
DOW: 8169 (-94)
S&P500: 857.03 (-10.75)
Oro: 898.70 (+3.90)
Petrolio: 39.80 (+0.31)

Per più informazioni visita il sito www.betonmarkets.it


Contatti:
Charisse Bartoli: +35621316105 (charisse@regentmarkets.com)
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Dipendenza affettiva

 

Mi capita sempre più spesso di incontrare persone che soffrono. È una sofferenza che riconosco, che ho sviscerato e che ho imparato a gestire, ogni tanto ci rincontriamo e con molto rispetto le faccio capire che "non c'è più trippa per gatti"! Parlo della dipendenza affettiva. Incontrarla per strada mi ha fatto venire voglia di condividere con voi parte della mia consapevolezza.

La dipendenza affettiva è una modalità di comportamento da ricondursi all'attaccamento del bambino nei primi mesi di vita. Secondo Bowlby le interazioni tra madre e bambino (che iniziano già durante la gravidanza, e che vanno dall'abbraccio allo scambio di sguardi, alla nutrizione, alla consolazione ecc.), strutturano ciò che viene definito sistema d'attaccamento, il sistema che guida (anche nella vita adulta) le interazioni e gli scambi relazionali affettivi.

Difatti, la funzione principale della madre è quella di dare al bambino una "base sicura" (J. Bowlby, Una base sicura, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1989): farlo sentire visto e protetto. Anche secondo Winnicott, in una situazione ottimale, l'obiettivo di una buona crescita psicologica si prepara, "già nel secondo anno di vita, quando il bambino impara a giocare da solo, alla presenza della mamma o del papà impegnati in altro. Da questo atto di autonomia, confortato dalla presenza delle persone per lui più rassicuranti, il bambino comincia ad acquisire col tempo la fiducia in se stesso che gli sarà sempre più necessaria man mano che crescerà" (A. Marcoli, Il bambino perduto e ritrovato: favole per far la pace col bambino che siamo stati, Milano: Mondadori, 1999).

La base sicura, che nei primi anni di vita viene assolta dalla mamma, poi, attraverso l'interiorizzazione dei comportamenti e degli affetti scaturiti dalla figura di riferimento, diventerà una struttura interna capace di consolare e proteggere. Avendo introiettato la figura di attaccamento, il bambino (e poi l'adulto) si sentirà sicuro e libero di esplorare il mondo che lo circonda con la certezza di ritrovare, dopo l'esplorazione, la propria madre.

Per meglio specificare, sempre secondo Bowlby, il bambino nel corso dell'interazione col proprio ambiente costruisce dei Modelli Operativi Interni (MOI), o Internal Working Models, del mondo fisico e sociale che lo circonda, che comprendono i modelli operativi di Sè e delle figure di attaccamento o, ancor più precisamente, modelli di Sè in relazione con l'altro.

"Una caratteristica fondamentale è il concetto di chi siano le figure di attaccamento, di dove le si possa trovare, e di come ci si può aspettare che reagiscano. Analogamente, nel modello operativo del Sè che ciascuno si costruisce, una caratteristica fondamentale è il concetto di quanto si sia accettabili o inaccettabili agli occhi delle figure di attaccamento. Sulla struttura di questi modelli complementari l'individuo basa le sue previsioni di quanto le sue figure di attaccamento potranno essere accessibili e responsive se egli si rivolgerà a loro per aiuto… Dalla struttura di quei modelli dipendono inoltre la sua fiducia che le sue figure di attaccamento siano in genere facilmente disponibili e la sua paura più o meno grande, che non lo siano" (J. Bowlby, Attaccamento e perdita, vol. 2: La separazione dalla madre. Torino, Boringhieri, 1975).

Nello stesso senso: i M.O.I. "diventano ben presto inconsapevoli e tendono ad essere stabili nel tempo, trovano la loro matrice nella relazione con la figura di attaccamento e sono costituiti da una rappresentazione di come è l'altro, e di come è il Sè e di quale relazione li unisce; la loro capacità anticipatoria degli eventi fa sì che influenzino grandemente le future relazioni affettive che in un modo o nell'altro tenderanno a ripetere la primitiva relazione tra il piccolo e la figura di attaccamento" in questa coazione a ripetere, "il soggetto si è costruito un'idea di come è l'altro e di come lo tratterà e finisce facilmente per selezionare proprio gli altri che hanno quelle caratteristiche … vi porrà un'attenzione selettiva perché sa riconoscerle come qualcosa di familiare, sa entrarvi facilmente in rapporto … il suo comportamento sarà …complementare e rinforzerà quello dell'altro instaurando un circolo vizioso di rinforzo reciproco" (R. Lorenzini – S. Sassaroli, Attaccamento, conoscenza e disturbi di personalità, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1995).

Prosegue Bowlby nella sua teoria dell'attaccamento che il ruolo della madre "consiste nell'essere disponibile, pronta a rispondere quando chiamata in causa, per incoraggiare e dare assistenza, ma intervenendo attivamente solo quando è chiaramente necessario". La fiducia che nasce da una buona relazione tra madre e bambino aumenta la sicurezza nell'essere capaci di amare e di essere amati anche quando la madre non c'è "perché lo strutturarsi di stabili rappresentazioni interne, ci schiude l'accesso al modello positivo di un altro che è dentro di noi" (Relazioni stabili e durature come costruirle, Mensile di scienza dell'uomo, Rizza Editore, dicembre 1997).

Ciascun individuo, quindi, possiede un particolare stile di attaccamento che contraddistingue le sue interazioni affettive (relazioni di coppia, relazioni amicali, ecc.) e che influenzerà, poi, lo stile d'attaccamento del proprio bambino.

Come può innescarsi una dipendenza affettiva.

Non tutti i genitori sono in grado di fornire questa base sicura, soprattutto se non hanno la "comprensione e il rispetto per il comportamento d'attaccamento del proprio bambino" (J. Bowlby, Una base sicura, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1989) o se uno dei due genitori dovesse venire a mancare, infine se il genitore avesse alle spalle una situazione familiare problematica. Difatti, molti dati clinici testimoniano che il comportamento della madre nei confronti del proprio figlio è influenzato dalle sue precedenti esperienze personali. La madre a cui non è stata fornita una "base sicura", a sua volta, non sarà in grado di trasmetterla. Alba Marcoli nel suo "Il bambino perduto e ritrovato" ci dice che esiste "una capacità senza la quale è difficile imparare a vivere … ed è quella di accettare il dolore dei distacchi e delle separazioni". Racamier chiama elaborazione del lutto originario "la capacità di crescere a qualsiasi età della vita". Una madre che mette al mondo il proprio bambino avrà quindi il proprio distacco/lutto da elaborare. Uno dei più frequenti è la sensazione di perdita di pienezza, soprattutto se la neo mamma è cresciuta senza costruirsi una buona fiducia in se stessa e nelle sue risorse. Il vuoto sarà ancora più difficile da colmare a scapito di una sana crescita del proprio bambino.

Quando il bambino non ha la certezza che la madre (figura di attaccamento) sia disponibile a rispondere ad una richiesta di aiuto, quando risponde solo ad alcune richieste emozionali ed altre, invece, le scoraggia, allora il bambino fonderà la sua identità solo in virtù delle risposte favorevoli disconoscendo gli altri aspetti di sè, con la conseguente causa di una formazione di un Sè non integrato ed instabile. L'esplorazione del mondo che lo circonda diventa incerta, esitante, caratterizzata da ansia, egli sarà quindi incline ad angoscia da separazione. Questo stile di attaccamento è innescato, come si è detto prima, da una figura che è disponibile solo in alcune occasioni ma non in altre, e da soventi separazioni, se non addirittura da minacce di abbandono, usate come mezzo coercitivo.

Bowlby ci fa l'esempio di alcune madri che da bambine avevano subito maltrattamenti, queste tenderanno ad instaurare meno interazioni con i loro bambini. Soprattutto, essendo vissute nella minaccia e nella conseguente paura di essere abbandonate dai genitori, avranno sviluppato l'angoscia di essere poi abbandonate dal futuro compagno e considereranno, poi, la violenza fisica come modello naturale che trasferiranno in eredità alla propria discendenza.

I tratti che caratterizzeranno l'individuo dipendente saranno, quindi: insicurezza nell'esplorazione del mondo, forte senso di colpa, convinzione di non essere amati, incapacità di sopportare distacchi prolungati nel tempo, ansia da abbandono, sfiducia nelle proprie risorse e capacità e fiducia, invece, in quelle altrui.

L'individuo permetterà passivamente che gli altri dirigano la sua vita, evitando di fare richieste per paura di perdere queste relazioni considerate un vero e proprio rifugio. Tutto ciò comporta un'estrema dipendenza che si manifesta con la difficoltà a prendere delle decisioni importanti e soprattutto autonome. Detto individuo avrà necessità di continue ed ulteriori rassicurazioni da parte di persone per lui significative. Ci sarà una predisposizione alla depressione. L'individuo con personalità dipendente si sente inadeguato ed incapace di affrontare il mondo e la vita con le proprie forze. "L'energia deve venire dall'altro, da colui che funge da mediatore nel rapporto tra lui e l'ambiente" (G. Delisle, I disturbi di personalità, Sovera, 1992).

Gli individui dipendenti solitamente cercano una o poche relazioni esclusive, sia con il partner che con gli amici, così da riprodurre quello schema comportamentale instauratosi nella fase post-natale. Soprattutto scelgono persone che sembrano in grado di affrontare la vita e che si possano prendere cura di loro. Si potrebbe dire che investono su queste figure di riferimento, affinché queste ultime si facciano carico delle responsabilità che altrimenti spetterebbero a loro in prima persona. Il soggetto dipendente pur di compiacere l'altro evita il conflitto ed ogni sorta di controversia per il timore dell'abbandono, rinnegando il proprio vero Sè.

Quando la relazione dipendente finisce, il soggetto molto probabilmente potrebbe sentire un sentimento di disgregazione con tendenza alla disperazione, come se una parte di sè fosse inevitabilmente andata persa e unico palliativo e soluzione sarà trovare subito una relazione sostitutiva per ristabilire il legame appunto dipendente, ossigeno indispensabile per la propria sopravvivenza.

La personalità dipendente, poi, è caratterizzata da uno stato di sottomissione e adesività. Sembrerebbe che nelle famiglie di detti soggetti ci sia un elevato controllo e una ridotta espressività di se stessi, del proprio modo di essere, di agire e di sperimentare.

Nelle relazioni di coppia il soggetto con personalità dipendente, come abbiamo detto in precedenza, andrà a cercare quel legame simbiotico che aveva con la madre.

All'inizio del rapporto sarà l'ansia l'emozione fortemente sentita, tanta l'incertezza e la paura dell'abbandono che, conseguentemente, non favorirà né il proprio benessere nè quello dell'altro, emergendo modalità relazionali caratterizzate da un aggrapparsi ansioso, o da richieste eccessive. Ma anche dopo il consolidamento del rapporto stesso si avrà paura che l'altro non ricambi effettivamente il sentimento. Solo se quest'ultimo si assoggetterà ad una vicinanza costante, se verrà incorporato, potrà diminuire l'ansia invece percepita. Come dice Antony Storr, incorporare un'altra persona "significa ingoiarla, sopraffarla e distruggerla; e quindi alla fine trattarla come se non fosse una persona completa. Identificarsi con un'altra persona significa perdere se stessi, immergere la propria identità in quella dell'altro, essere sopraffatti, e quindi trattare se stessi, infine, come una persona non completa" (M. James – D. Jongeward, Nati per vincere, Ed. San Paolo, Torino, 2005). Prevalente è anche l'ossessione dell'altro, la gelosia esasperata, frutto di forte insicurezza verso se stessi e gli altri, e l'ossessività.

Questo rapporto simbiotico nell'interruzione del ciclo del contatto gestaltico corrisponde alla confluenza, cioè quando due persone fondono tra di loro sentimenti, atteggiamenti e credenze, senza capire quali sono i rispettivi confini e dove differiscono. Sono una cosa sola, una sola persona. Tutto questo è sano in un rapporto sentimentale durante l'unione amorosa, ma diventa disfunzionale quando poi a questa simbiosi non addiviene un ritiro fertile, dove "masticare ed assimilare" (E. Giusti – V. Rosa, Psicoterapie della Gestalt – Integrazione dell'evoluzione pluralistica, A.S.P.I.C. Edizioni Scientifiche, Roma, 2002) l'esperienza appena vissuta e riconquistare il proprio confine e la propria identità. Non è sano costruire la nostra vita attorno ai bisogni dell'altro, sacrificare la spinta vitale, l'autonomia e la crescita personale per ricevere in cambio protezione, l'affetto non va scambiato con il bisogno. Quando questo è simbiotico ci limita e ci mantiene in una condizione di immaturità e di insicurezza cronica generando insofferenza.

 

Simona Di Stefano

 

Articolo pubblicato su www.artcounseling.it

 

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Simona Di Stefano Art-Counselor, Agevolatore nella relazione di aiuto, con Diploma Internazionale EAC conseguito presso la Scuola Superiore di Formazione in Counseling Espressivo e Arte-terapia A.S.P.I.C di Roma con cui ora collabora. Iscritta al CNCP (Coordinamento Nazionale Counselor Professionali e R.E.I.C.O. – Registro Italiano Counselor). Artista e creativa, lavoro nel campo del sostegno e del ben-essere, accompagno l'utente in percorsi di Art-Counseling individuale. Conduco laboratori per sviluppare la creatività e l'espressione emotiva, il tutto finalizzato alla consapevolezza e al benessere, alla crescita personale e professionale in ambito privato e relazionale.

 

Chi volesse contattarmi può farlo qui: simona.distefano1@virgilio.it

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Aprileonline.info: Sommario del 10/02/2009

Sommario del 10/02/2009

Eluana, dal dolore privato al tempo per la legge sul fine vita

Il Parlamento è stato preceduto dalla notizia proveniente dalla clinica "La Quiete" di Udine. Eluana è deceduta probabilmente per arresto cardiaco. La maggioranza  contava di chiudere per mercoledì e ripristinare l'alimentazione alla ragazza in coma da 17 anni. E' lite tra Fini e Gasparri che accusa il Capo dello Stato ma viene richiamato all'ordine dal presidente della Camera: "impari a tacere".  Viene abbandonato il ddl del governo: il Senato ripartirà dall'esame in commissione Sanità



Attacco al sindacato, la Cgil resiste
E' in arrivo un ddl dell'esecutivo che tenta di depotenziare un diritto, quello allo sciopero, che afferisce al singolo lavoratore. Governo e Confindustria tentano di stravolgere la natura della rappresentanza, come dimostra l'intesa sul nuovo modello contrattuale. Ne abbiamo parlato con Giorgio Airaudo della Fiom, che venerdì sarà in piazza a Roma, insieme alla Fp, per protestare contro le misure anticrisi giudicate inadeguate

La polizia potrebbe sgomberare la Innse

Questa tormentata vicenda si trascina da otto mesi, da quando nel maggio scorso l'imprenditore Genta comunicò ai dipendenti con un telegramma di aver avviato la procedura di mobilità. Da allora la fabbrica è stata autogestita dagli operai che hanno continuato a produrre. Poi nel settembre scorso è stata messa sotto sequestro dall'autorità giudiziaria, infine dissequestrata e da allora vigilata giorno e notte, da una cinquantina di operai che, a turno, si dà il cambio di fronte all'ingresso



La politica e il diritto del lavoro
Non serve rincorrere futuribili riforme del diritto del lavoro mentre occorre concentrarsi sulle azioni concrete dirette ad alzare, in ogni luogo del Paese, il tasso di effettività delle normative. Per combattere la precarietà, senza che la flessibilità sia un usa e getta di chi lavora, si devono potenziare i centri per l'impiego, gli ispettorati del lavoro, le azioni di contrasto all'economia e all'occupazione irregolare, la formazione, il sostegno al reddito nelle imprese in crisi, l'incentivo allo sviluppo

Considerazioni inattuali contro lo sbarramento
Si dice che la soglia nella legge elettorale per le elezioni europee serva contro la frammentazione. Quando c'erano i partitini dell'Unione, i democratici erano uniti come la coppia Ds-Dl. Ora siamo soli e la divisione è entrata in casa, tanto che è stato difficile prendere posizione su quasi tutte le recenti questioni (dalla bioetica al sindacato al federalismo). Il problema riguarda il progetto politico: se non la smettiamo di mettere la forma prima della sostanza l'idea del Pd rischia di fallire

La lunga notte italiana
La furia della Lega e la sua capacità di condizionamento dell'intera maggioranza hanno finito per prevalere sul diritto e sulla ragione. Lo Stato, invece che accogliente e regolatore, diventa nemico e persecutore a cui sfuggire, nascondersi, alimentando così clandestinità ed illegalità

Elogio del cattivismo
Dal cinque in condotta alla denuncia dei clandestini che si ammalano, all'accanimento contro il povero padre di Eluana, sembra proprio che la cosiddetta stagione del cosiddetto buonismo stia tramontando. Ma, che c'è di vero veramente? Le reiterazioni rafforzano il pensiero

Fuori dal Pdci, "Per la Sinistra"
Il testo approvato, all'unanimità, dal direttivo dell'associazione Unire la Sinistra (minoranza Pdci) - che vede come Presidente Umberto Guidoni e segretario Luca Robotti - nel quale si sancisce definitivamente l'uscita dal PDCI per confluire con Movimento per la Sinistra (Vendola), Sinistra Democratica, associazioni e movimenti nel futuro soggetto politico de La Sinistra

Caso Englaro e lo sconfinamento di Napolitano

Il Dl è un atto di iniziativa governativa che deve essere convertito in legge entro 60 giorni. Certamente, può esservi abuso, e il Quirinale può rinviarla per una nuova deliberazione. Ma rimane possibile accedere alla Consulta per gli eventuali rilievi di costituzionalità anziché spingere verso pericolose derive presidenzialiste



Sulla pelle del lavoro e del Sud


Difendere il diritto a manifestare
Le nuove disposizioni impartite dal ministero dell'Interno in merito alle modalità di protesta sono altamente restrittive e minano la possibilità del dissenso e della mobilitazione pubblica, negli orari e negli spazi. Le conseguenze sul piano della conflittualità sociale saranno gravi

Caro Walter, la Carta va difesa sempre

Il Pd domani si appresta a manifestare per il rispetto della Costituzione, ma non può vantare di esser stato sempre pronto a prenderne le parti in quelle circostanze che non gli avrebbero portato alcun vantaggio immediato. Comunque la scelta di scendere in piazza domani è giusta e tempestiva



L'ipocrisia di Berlusconi
Il caso Englaro è emblematico. Il premier vuole scardinare in un sol colpo magistratura, Costituzione e Presidenza della Repubblica. E mentre sbandiera una falsa umanità per Eluana, vara leggi che mandano a morire migliaia di immigrati "legalmente"

Anno IV dell'Era Ratzinger
L'epoca retromoderna caratterizzata dal ritorno della Chiesa Cattolica al potere temporale per interposta persona: il Cavaliere Silvio Berlusconi. Era costui l'amatissimo, saggissimo e ricchissimo Capo del governo italiota, uomo dalla condotta irreprensibile, dalla vita ascetica, immune da qualunque tentazione materiale

Unità Anticrisi

Lo sciopero, la manifestazione, i materiali aggiornati giorno dopo giorno nel sito realizzato dalla Funzione pubblica e la Fiom



Rompiamo il silenzio
"Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell'umanità... La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti.  Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme". Norberto Bobbio

In piazza per difendere la Democrazia
L'attacco ai diritti democratici segue di pochi giorni l'attacco di questo stesso Governo ai principi fondamentali della democrazia sindacale. Il tutto delinea un quadro di grave preoccupazione sulla tenuta democratica della nostra società. La mobilitazione di Funzione Pubblica Cgil e Fiom-Cgil il prossimo 13 febbraio a Roma

Sempre più a destra

L'esito più probabile sarà un travaso di voti da Kadima di Livni al Likud di Netanjahu: quest'ultimo, stando ai sondaggi, diventerebbe il primo partito. In crescita anche le formazioni ultra-nazionaliste e ultra-ortodosse, Israel Beiteinou guidato da Lieberman soprattutto. Mentre il Partito Laburista sarebbe ultimo tra le grandi formazioni



Europa, verso l'ennesimo vertice straordinario
Alle stelle nell'Ue la percentuale di coloro che non hanno il lavoro: il tasso di disoccupazione rischia di aumentare di 1,5 punti, ovvero dal 6,4% del 2008 al 7,9% nel 2009. Mentre le cancellerie europee si rincorroo, di riunione in riunione, nella competizione tra leader. L'impressione è che, nella migliore delle ipotesi, i governi continuino a navigare a vista sperando che quanto deciso prima o poi funzioni. Nella peggiore non credono a quanto stanno facendo

Arrivano i Mostri
Dal circo mediatico - complice l'infido Facebook - il dibattito /sciacallaggio su Eluana Englaro  è entrato nei bar, nelle parrocchie e nelle parrucchiere. La gente si divide sulle scelte di un padre di famiglia diventato, suo malgrado, un personaggio pubblico

La svolta americana

Stefano Rizzo, profondo conoscitore di cose americane, racconta gli ultimi anni della presidenza di George W. Bush, dalla sconfitta parlamentare del 2006 fino al crollo definitivo e irreversibile del progetto politico, sostenuto da neoconservatori, fondamentalisti cristiani e lobbisti, che lo aveva portato alla Casa bianca nel gennaio del 2001



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La redazione

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lunedì, febbraio 09, 2009

Escalation delle truffe agli anziani attuate anche attraverso nuove modalità

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, segnala l’escalation delle truffe agli anziani attuate anche attraverso nuove modalità. Occorre una campagna informativa governativa che istruisca gli anziani su questi nuovi e vecchi pericoli.

 

E’ difficile quantificare un fenomeno criminale che spesso non è oggetto di denuncia, ma che a sentir dire dagli addetti delle Forze di Polizia ed esaminando i casi formalmente segnalati è in preoccupante aumento: le truffe agli anziani.

Un pò per reticenza, un pò per paura di essere derisi, infatti, molto spesso gli anziani frodati, in una buona parte dei casi, specie se soli, preferiscono non denunciare il tentativo o l’avvenuta truffa. Statistiche parlano addirittura di una denuncia all’Autorità su tre reati.

Alcuni cittadini, di recente, ci hanno segnalato tentativi di truffe ad anziani parenti, attraverso modalità poco conosciute in precedenza.

In particolare, secondo la denuncia (non presentata all’Autorità Giudiziaria) di un salentino, alcuni sedicenti appartenenti ad associazioni di volontariato, giorni orsono chiedevano attraverso il telefono, “un’offerta per alcuni bambini sofferenti di gravi patologie”, e si dichiaravano disponibili alla raccolta delle offerte presso il domicilio del malcapitato anziano.

Approfittando dell’ingenuità della persona all’altro capo del telefono, il “sedicente volontario” ne carpiva con l’inganno l’indirizzo e poco dopo si recava presso l’abitazione di questi, insistendo con frequenza al citofono e reiterando la richiesta di entrare a casa per ritirare l’offerta promessa. Solo la diffidenza dell’anziano, in questo caso, sventava il potenziale pericolo.

Ebbene, questo è uno dei numerosi episodi non denunciati alle Forze dell’Ordine, che ci fanno comprendere come il fenomeno possa essere in preoccupante escalation, anche in conseguenza della sottovalutazione della reale consistenza.

Pertanto, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, ritiene necessaria una campagna informativa governativa che istruisca gli anziani a conoscere preventivamente questi nuovi e vecchi pericoli.

Lecce, 10 febbraio 2009                                                                                                                         

                                                                                     Giovanni D’AGATA

 

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ELUANA ENGLARO: VIVERE È UN SUO DIRITTO [. fino a prova contraria]

Purtroppo la pubblicazione di questo mio grido alla vita, e in ritardo al fine.

La Sig. Eluana non c'è più, non hanno voluta più che ci fosse.

Spero che questo articolo possa far riflettere chi nel prossimo futuro dovrà decidere sulle vite dei nostri cari, che non appartengono a nessuno.

Condoglianze ad Eluana.

Peccato un'latra vita è andata via, l'hanno fatta andar via.

 

 

Eluana Englaro: Vivere è un suo Diritto [… fino a prova contraria]

 

Foggia, 07 febbraio 2009

 

All’ordine del giorno, vi è il clamore suscitato dal caso della Sig.ra 38enne Eluana Englaro.

TV, radio, giornali ne parlano e sparlano. In piazzetta, nei locali, nel consueto “struscio cittadino”, fra giovani e meno giovani, finanche fra i bambini, non si fa che parlarne. Tutto questo è’ giusto e lo ritengo tale non per la scelta fra la vita e la morte della sfortunata signora, ma per la Persona ed i suoi Diritti, quelli Umani,  per la centralità e l’importanza che la Persona Umana, occupa nella società.

E’ storia, ahimè, la causa che ha innescato il caso “Eluana Englaro” (determinando i fatti oggi discussi) e ripeterla non farebbe male, in virtù di una memoria che quotidianamente si ripete sulle strade italiane e nella società civile.

18 gennaio 1992, ore 04.00 circa, una BMW 320 esce fuori strada, sbanda e la conducente ne perde il controllo. D’improvviso un suono afono, sordo, cupo (dissonante nella fattispecie del luogo), prevale sugli altri. L’auto si schianta contro un palo della luce sulla strada di Pescate, vicino Lecco, ai margini stradali del lago di Garlate. Le persona al volante, una donna, Eluana, non da segni vita, ma respira. Ricoverata, i medici diagnosticano la frattura della seconda vertebra cervicale (una quasi condanna alla paralisi totale) e un gravissimo trauma cranico; poco dopo, Eluana va in coma. Un coma tremendo, di quelli che difficilmente se ne esce fuori. Difatti il padre, conscio della gravità del caso e, forse rassegnato ad una vita piena di dolore, alla notizia dello stato comatoso vegetariano permanente chiede ai medici di lasciarla morire. I medici, giustamente per la scienza che rappresentano, non ci stanno a tal gesto, definito irrazionale ma soprattutto professionalmente incoerente con il protocollo medico del caso. Da allora Eluana vive intubata da un sondino nasale per alimentarsi ed è attaccata ad una macchina che monitora costantemente lo stato di salute. Sono passati 17 lunghi anni, terribili, interminabili per molti, normali per altri, ed Eluana è li, VIVA, ma inanimata. Il suo stato comatoso è permanente, non irreversibile, perciò speranzoso scientificamente in un risveglio, seppur lontano.

Da ieri in Parlamento si discute il disegno di legge sulla “Alimentazione ed Idratazione per soggetti non autosufficienti” con non poche polemiche e scontri fra il mondo cattolico e quello laico (così lo definiscono solo perché non si è preti e differisco sonoramente da questa definizione alterata dal e nel tempo; si veda l’etimologia ed il significato della lingua italiana), sia a livelli istituzionali che politici. C’è da ricordare che l’Italia è sempre stato un paese molto cauto a formulare leggi di natura etica che si scontrassero con i cattolici, sia per la prevalenza di questa cultura, sia per il continuo “disturbo” del Vaticano. Non a caso in quest’ultimo evento, il Vaticano, lecito per la missione a cui è chiamato, ha fatto sentire la sua potente voce ricordando il rispetto della vita secondo il Dogma cattolico e della Costituzione Italiana. Questo, un intervento che  ha trovato terreno fertile per una strumentalizzazione dei laici (o non sacerdoti, per essere chiari nei prossimi interventi in merito al termine!).  A parer mio e maggiormente nel caso specifico, non bisogna trattar l’evento dividendo le scuole di pensiero (se così potremmo definirle) dove si vedono schieramenti opposti: da un lato i cattolici, dall’altro i laici. Sarebbe saggio incontrarsi e perseguire una linea etica e di pensiero rivolta al bene del soggetto valutando caso per caso le esigenze, ma maggiormente le verità scientifiche rispettando i Diritti Umani e della Vita. In Italia, per ora (e  speriamo mai,  per quanto mi riguarda), non è consentita la pratica della “Buona Morte”, l’Eutanasia, una pratica “indolore” che pone fine alla vita umana con malattie incurabili (allo scopo di eliminare la sofferenze), malattie all’ultimo stadio, dove la scienza non può più intervenire ne con persone, ne con macchine; contrariamente e o per disperazione o fede, ci si affida ad entità soprannaturali, entità religiose qualunque esse siano.

Tanto per essere chiaro fin dall’inizio, “IO NON CI STO”, e vi spiego il perché.

Innanzitutto preciso che la Libertà Individuale della Persona Fisica, Eluana inclusa, è INVIOLABILE e INSOSTITUIBILE.

In generale, la pratica della buona morte è pur sempre un’alterazione, se non proprio una violazione ai Diritti Umani volti alla Vita, un diritto sancito ed esercitato dalla “Dichiarazione Universale sui Diritti Umani” stabilito dalle Nazioni Unite all’art. 3 del 10/12/1948 ed inoltre stabilito nella Costituzione Italiana nell’art. 2 sull’inviolabilità dell’Uomo. Giuridicamente è così e perciò chiunque cagioni o favorisca la morte ad una Persona, commette un reato, l’omicidio. Se poi è la persona malata che chiede la Buona Morte ma non ha mezzi per farlo, chi la favorisce commette un’ istigazione al suicidio e perciò perseguibile penalmente.

Nel caso specifico, non è che sia tanto diverso, ma vi sono fattori più intrinseci che determinano la diatriba fra persone, istituzioni, religiosi, atei, laici, politici, insomma non v’è convinzione a porre termine ad una vita che soffre, ma scientificamente vive.

Ad Eluana da 48 ore (da quando ho scritto questa mia riflessione) è stata sospesa l’alimentazione chimica di cibo ed acqua che perdurerà fino a morte cerebrale e poi fisica. Il mondo scientifico è diviso sullo stato di questa morte, sostenendo gli uni la “non sofferenza” gli altri la “sofferenza”. Ma a quanto pare, nessuno ha evidenziato un fattore basilare a tal atrocità: la sospensione del cibo e dell’acqua è un gesto voluto da terzi e non dal protagonista e questo, e me ne assumo la responsabilità, per me un omicidio. Non è una forma di morte naturale, come viene descritta nei media; l’interruzione di cibo e acqua è un sistema invasivo, causato e non accidentale, mentre la morte naturale avviene pur  alimentandosi, ma per natural morte del corpo.

Il mondo scientifico, inoltre, asserisce che dopo 10 anni di coma vegetativo permanente le possibilità di un risveglio sono più che rare. Rincalza la dose allorquando si afferma che Eluana non ha rapporti con il mondo esterno e perciò non utile, purtroppo, alla società. I medici continuano insistendo sulla dipendenza da farmaci per evitare infezioni, prevenire trombosi (perché è inanimata), contrastare crisi epilettiche (per il trauma cranico).

Ed allora, per questo dev’essere condannata a morte? Affatto, seppur vi è una speranza di risveglio e lo stato attuale lo preclude, pur dopo 17 anni, Eluana ha diritto di VITA ed è dimostrabile con poche testimonianze che il suo corpo inanimato dimostra.

Eluana scientificamente vive, non si muove, ma respira con i suoi polmoni, digerisce con il suo apparato digerente, ha finanche il ciclo mestruale. Questa è vita, Eluana è una signora che vive. Tecnicamente potrebbe generare vita e se può far questo, ELUANA E’  VIVA.

E’ vero, è attaccata ad una macchina, ma che non la tiene in vita, la controlla. Eluana non si muove e la scienza lo spiega, ma quello che non riesce ancora a spiegare è se Eluana pensa. Eluana è in coma vegetativo permanente e non irreversibile, e per la scienza è uno stato intermedio, non sa se la psiche è cosciente. Io affermo che in tal stato nessuno può appropriarsi della vita altrui, decidere se vivere o morire, menchemeno lo può fare un pezzo di carta legale o il disperato e continuo appello del padre affranto dal dolore, pur essendone il tutore.

Un medico è chiamato a curar la vita e non ad interromperla o cagionar morte. Nel Giuramento di Ippocrate (420 a.C. circa) si legge: “Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo”. Forme etiche e deontologiche che un medico deve ricordare in ogni momento della sua vita, perché un medico fa del suo lavoro uno “Status Operandi”. In questa figura scientifica, vedo la soluzione più razionale e giusta a tal problema: un medico in scienza e coscienza deve saper quando e come intervenire, senza carte ne testi legali e tanto meno credenze religiose, ma solo con il raziocinio della sua mente, del suo saper scientifico; questo a parer mio è il giusto, a prescindere se lo scienziato è  cattolico, musulmano, induista, buddista, ateo, etc… Parallelamente, però, non può destar consiglio altrui suggerendo di “cessare la lotta e quindi rassegnando l’inevitabile così lasciando che l’ammalato prenda congedo nella propria casa , salutando la vita nel luogo in cui la vita é trascorsa”. Parole che alla lettura di un recentissimo articolo locale di un professionista del settore, mi hanno reso dapprima perplesso, poi ancor più fermo sulla mia convinzione alla vita. Una convinzione che scaturisce dalla ristrettissima percentuale che Eluana ha di risvegliarsi, quindi ritornare ad essere animata (pur con problematiche motorie). Contrariamente darei ragione al medico locale se la vita del malato fosse in condizioni irreversibili, preferendo ad una struttura ospedalizzata la propria dimora e così lasciando ai parenti la decisione del trapasso.

A tal proposito m’interrogo ponendomi un esempio: quando un bambino nasce prematuro o con qualche aggravante che non preclude la sicura morte (contrariamente se fosse anencefalo ed anche qui ne potremmo dire tante di versioni), il medico lo aiuta a vivere inserendolo nell’incubatrice perciò favorendo la vita, così rispettando la sua mission, quella di far vivere la vita umana. Perché non farlo con Eluana che è viva? Solo perché lo stato comatoso perdura da 17 anni e perciò con rare speranze di rianimazione?

No, “IO NON CI STO”!

 Almeno il medico deve pretendere la vita e lo dico senza alcun influsso religioso, anzi voglio essere ateo per un momento, rivendicando il diritto alla vita, alla tutela della salute, un diritto che neanche il Popolo Sovrano può cambiare.

Il Parlamento, nell’occasione, legifererà in tempi rapidi. Molti politici hanno detto  che c’è un vuoto nelle attuali leggi e che dev’essere riempito per decidere su prossimi casi analoghi. La Costituzione Italiana nell’art. 1 ricorda che il Popolo è Sovrano, poi rappresentato dai nostri parlamentari. Bene, ma il Popolo può essere Sovrano quanto vuole, ma non può appropriarsi della vita altrui, la può regolamentare nel bene e nel male, ma senza interromperla.

Ora vi pare che una legge possa fare questo?  

Il timore che mi rende pensieroso è che in un prossimo futuro si arriverà finanche per legiferare sulla Dolce Morte o Eutanasia che sia, e sarà, per me, un atto arrogante che brutalizzerà l’Uomo, che non rispetterà il suo simile, moralmente diverrà una legge fuori legge. Se poi dobbiamo allinearci ad altre democrazie, con costumi ed usanze diverse dalle nostre, promuovendo anche il Testamento Biologico, a parer mio andremo incontro a situazioni paradossali, dove chiunque avrà la facoltà di decidere come e quando morire. C’è da dire anche che nella formulazione di una legge, il legislatore deve tener conto di tre fattori fondamentali per rendere sovrano il popolo, ovvero: interpellare  il Credente, il Non Credente, il Diversamente Credente, sesso a parte perché c’è parità. Ed è proprio in questa fase che chi legifera crede di aver reso univoca la volontà a promulgare la legge. Giustamente per tutto il resto, ma non per interrompere la Vita Umana.  

No, “IO NON CI STO”!

Il padre di Eluana, seppur nel dolore, nella mortificazione visiva che ha nell’assistere la figlia, non può pretendere la Dolce Morte, non può decidere al posto di Eluana. La libertà individuale della persona fisica, appunto di Eluana, è INVIOLABILE e INSOSTITUIBILE.

Testimonianze asseriscono (e ci crediamo tutti per la buona fede risposta nei soggetti che le affermano) che Eluana, da Persona Animata (non dico VIVA perché lo è tutt’ora) ha manifestato un forte attaccamento alla vita ed alla sua vivacità,  al punto sconvolgente di pregar anni addietro per la morte di un suo amico nella sua stessa condizione attuale. Questa sua volontà purtroppo è stato oggetto di decisioni legali precedenti in merito al termine della sua stessa vita, di Eluana,  poi ribaltate da altre magistrature. Questa volontà di Eluana nei confronti dell’amico in fin di vita, credo non è stato altro che quel grido di dolore che si rivolge alla Fede nei momenti di maggior sofferenza che giustifica il fine nobile ma non il mezzo se cagionato da terzi. Semmai questa sua volontà non era altro che un appello a Dio per far morire secondo natura l’amico, ovvero senza cause terrene. Purtroppo, come spesso accade, le parole vengono strumentalizzate al punto da distorcerne il significato, per poi ottenere una giustificazione al gesto innaturale di interruzione volontaria della vita. Nessuno mai si è chiesto se questa può essere la giusta interpretazione di Eluana nelle parole col cero in mano innanzi a Dio? O è più comodo pensare il contrario, padre ed amiche incluse? Riflettiamoci sopra, perché potrebbe essere un precedente pericoloso, un motivo in più per giustificare il Testamento Biologico e, ancor più abominevole, l’Eutanasia. E questo lo ammetto senza minimi termini, pur sapendo che il mondo laico (riferito a chi non indossa la tonaca e non a chi non è religioso) facilmente mi attaccherà definendomi un bigotto arcaico legato alla Chiesa. Guardate, non è così; la mia posizione sull’argomento trattato è razionale in virtù dei Diritti Umani e della Vita. Ma poi, è possibile che ogni qual volta si parla di decidere su azioni etiche, inevitabilmente si tira in ballo la laicità contrapposta alla cattolicità? I Laici siamo noi, quelli senza voti ecclesiastici, altrimenti saremmo tutti sacerdoti o frati. Perciò finiamola di associare il laico al “mangia preti”; l’Ateo è quest’ultimo.

E se capitasse a noi una tragedia simile? Come ci comporteremmo? Come agiremmo? Cosa decideremmo?

E’ difficile stabilirlo, purtroppo. Avete ragione, la tragedia bisogna viverla. Ma sono fermamente convinto che la vita altrui non mi appartiene e perciò non posso estinguerla, seppur sia un mio caro e nella peggior delle ipotesi …. (meglio non pensarci). Non è codardia, è razionalità e lo dev’essere per tutti se ci definiamo umani; è fede e amore per chi crede, laico o sacerdote che sia, è amore per chi è ateo.

Ora Eluana vive in un letto di Udine, nella clinica “La Quiete”, dove viene assistita alla morte e non alla vita, che paradosso. Ma come una clinica che da la morte invece di curar la vita, difficile a crederci. Gli son stati interrotti gli alimenti e chissà come starà soffrendo la dolce Eluana, e chissà se vorrà morire; non lo sapremo mai per il momento. Ebbene si, sono sempre indotto a pensare all’altra alternativa, che un giorno si riprenda dal coma e che possa dir la sua; solo qui sarà libera di vivere o morire, ma che sia Lei a stabilirlo.   

Nel frattempo posso o possiamo sperare in una riattivazione dell’alimentazione, che possa tornare nella sua Lecco nel letto che le tanto amate Suore hanno fatto e disfatto per anni e che sono pronte a rifarlo per il resto della vita naturale di Eluana.

“IO NON CI STO”!

ELUANA DEVE CONTINUARE A VIVERE FINO A CHE LA NATURA FACCIA IL SUO CORSO.

 

Nico Baratta

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