lunedì, maggio 04, 2009

VII Conferenza JPV:"La crisi mette in crisi? Proposte per una sobria economia di consumo".(Lucia Vagliviello)

La conferenza si terrà ad Afragola, domenica 17 maggio alle ore 19.30, presso il Chiostro Conventuale della Pontificia Basilica di S. Antonio.

 

Afragola - Si terrà domenica 17 maggio, alle ore 19.30, presso il Chiostro Conventuale della Pontificia Basilica di S. Antonio, ad Afragola, la settima edizione della Conferenza JPV dal titolo: "La crisi mette in crisi? Proposte per una sobria economia di consumo".

L'evento, organizzato dalla Commissione JPV (Giustizia, Pace e Integrità del Creato) dell'OFS e della Gi.Fra. di Afragola in collaborazione con la Provincia Napoletana dei Frati Minori e Gocce di Fraternità onlus, ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Afragola.

A introdurre i lavori saranno il sindaco di Afragola, senatore Vincenzo Nespoli, e Don Tonino Palmese, direttore dell'Ufficio Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato della Diocesi di Napoli.

Alla conferenza parteciperanno, in qualità di relatori il sociologo e consigliere internazionale dell'OFS Franco Frazzarin, il Responsabile delle Relazioni Culturali di Banca Popolare Etica, Riccardo Milano, poi, Pasquale Orlando, Presidente ACLI Napoli. Il dibattito sarà moderato del giornalista Antimo Scotto.

Le conclusioni saranno affidate a Padre Eduardo Parlato ofm, direttore dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Napoli e Responsabile del Settore Cultura e Beni Culturali della Provincia Napoletana dei Frati Minori.

Alla conferenza è legato un concorso "Lauda Francescana", riservato alle scuole ed associazioni del territorio, per la realizzazione di un fumetto sul tema della conferenza. Sono previsti due premi: uno della giuria popolare e uno della giuria di qualità.

Le opere saranno esposte sul sagrato della Basilica dal mattino e, per i visitatori, sarà possibile votare per l'intera giornata l'opera preferita.

La votazione, da parte della giuria di qualità, si svolgerà prima dell'inizio dei lavori della conferenza.

A presiedere la giuria di qualità Mario Punzo, direttore Scuola Italiana di Comix. Sempre Comix offrirà il premio della giuria di qualità: un mese di stage gratuito per imparare i segreti dell'arte del fumetto.

Lucia Vagliviello

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Sapori esplosivi in tavola: la Bomba Calabrese


Sapori esplosivi in tavola: la bomba calabrese.

 

 

La vulcanicità dei prodotti tipici calabresi in un vasetto di vetro.

 

 

La bomba calabrese rappresenta uno fra i più ricercati prodotti tipici calabresi, il gigante per antonomasia fra i sottoli dell'enogastronomia della regione, acquistabile su siti di commercio elettronico di quelle terre, che mirano alla qualità delle referenze trattate, piuttosto che al prezzo. Senza dubbio la naturalezza degli ingredienti utilizzati, la passione per le cose buone di una volta contraddistinguono questa unicità del gusto e del palato, ricercata da chi voglia deliziarsi con prodotti di eccellenza, decisi e nel contempo originali.

 

In tanti hanno tentato di copiare nome e ricetta della bomba calabrese, in verità con scarso esito nei risultati ottenuti. Ecco quindi che la vera bomba calabrese la si può ottenere solo utilizzando gli ingredienti indigeni di questa regione.

 

Sperimentata con lungimiranza per la prima volta più di una quindicina di anni fa da un commerciante calabrese, raffinata nel sapore, viene ottenuta con melanzane, carciofi, funghi misti di bosco, olio, sale, origano, pepe nero, alloro, aceto di vino e l'immancabile peperoncino (nonché - ovviamente - priva di coloranti o conservanti), il tutto tritato e conservato in olio. Come si può facilmente capire, con tutti questi ingredienti d'eccezione "l'esplosione di sapori" è ovviamente assicurata.

 

Questa deliziosa e stuzzicante crema diventa così una viva protagonista della tavola, sia ove venga utilizzata per condire un bel piatto di pasta (le avete mai assaggiate le penne con la bomba e il tonno?); sia ove venga spalmata su una fetta di pane o sulle tradizionali bruschette, dunque come appetitoso ed opportuno pre-pasto; oppure per rendere accattivante un tradizionale panino, o ancora sulle uova fritte, nel ragù……, forse faremmo prima a dire dove non si può utilizzare: in ogni caso, un compagno pirotecnico della nostra cucina, che dimostra sempre tutta la sua versatilità e facilità d'uso.
Una delizia naturale, prodotta dunque con la maestria che deriva da una lunga esperienza in fatto di specialità calabresi, e che vi farà
scoprire - o riscoprire - tutta la forza e la passione della Calabria.

 

Ribattezzata anche come "fuoco vivo" o "viagra naturale" per le sue caratterizzazioni decise di aromi e sapori, viene utilizzata dai produttori più oculati anche come materia prima nella produzione della pasta secca: si ottengono così i corrispondenti fusilli alla bomba calabrese, che di per sé racchiudono tutto il necessario per ottenere un primo piatto di "spessore", in particolare ove venga opportunamente condito con un buon sugo casereccio di carne ed una spruzzata di ricotta pecorina stagionata.

 

Siete pronti col bavaglino?? Manca solo da leccarvi i baffi….se ce li avete!! Altrimenti, buon appetito comunque.

 

 

 

Autore: Giorgio Candia è il titolare di http://www.saporidellasibaritide.it Via Roma 24 87064 Corigliano Calabro (Cs) infotel 098382673

 

Key: Vendita prodotti tipici calabresi, bomba calabrese, nduja, peperoncino piccante

 

 

Link: http://www.saporidellasibaritide.it/scheda.asp?id=105

 

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Cosa bolle ne Le pentole di Don Chisciotte - le ricette

"In un villaggio della Mancia, del cui nome non voglio ricordarmi, non molto tempo fa viveva un gentiluomo di quelli con la lancia nella rastrelliera, scudo antico, ronzino magro e levriero da seguito. In pentola poco più di vacca che di castrato, carne rifredda piccante il più delle sere, frittata con lardo e rigaglie il sabato, lenticchie il venerdì, qualche piccioncino in più la domenica, consumavano i tre quarti della sua rendita…"

Così comincia il celberrimo capolavoro di Miguel De Cervantes y Saavedra, Don Chisciotte della Mancia, dove l'autore elenca i cibi che in quell'epoca, fine Cinquecento, poteva consumare un hidalgo mancego.
Marina Cepeda Fuentes racconta allora i piatti, i cibi, le bevande che Cervantes cita nel suo immortale romanzo: dalle semplici pietanze della più umile cucina mancega che tanto amava il buon Sancio Panza, ai piatti più prelibati che vennero serviti al Cavaliere della Triste Figura nei luoghi delle sue folli avventure.
Le pentole di Don Chisciotte, partorito dall'autrice in una cucina, è "una storia di cibarie, ricette e roba varia da ingerire", per far conoscere la frugale tavola e la modesta dispensa di un così nobile e onorato gentiluomo come Don Chisciotte della Mancia, raccontato con parole semplici, con discorsi chiari e comprensibili e seguendo le descrizioni dell'autore stesso. Marina Cepeda Fuentes riporta tante curiosità sulla cucina tipica della Mancia, ricca di manicaretti e ghiottonerie: ricette semplici e fruibili che invitano ad essere provate.

Marina Cepeda Fuentes, spagnola, giornalista, scrittrice, studiosa di tradizioni popolari e di storia della gastronomia, collabora da circa vent'anni con le varie reti radiofoniche della RAI. Ha ideato, e da cinque anni conduce su Radiodue, la rubrica "Che bolle in pentola? Sapori e saperi della cucina".
Al suo attivo vanta numerose pubblicazioni e vari riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio Orio Vergani dell'Accademia Italiana della Cucina.
Per la collana Leggere è un gusto ha già pubblicato Il surrealismo in cucina tra il pane e l'uovo. A tavola con Salvador Dalì.



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Rassegna PulciNellaMente - Presentazione libro "Un pAsto al Sole"

Salve,
porgo alla vostra cortese attenzione la presentazione del
libro "Un pAsto al sole" di Patrizio Rispo che si terrà
domani alle ore 19, nella sezione "Pulci Editoria"
dell'ormai celebre rassegna nazionale di teatro-scuola
Pulcinellamente, presso il Palazzo Ducale a Sant'Arpino
(Caserta).
Copio qui di seguito il comunicato e invio in allegato foto.

Certa di un positivo riscontro, saluto cordialmente.

Anna Marchitelli
Edizioni Graf
0817445172
comunicazione@edizionigraf.it


COMUNICATO STAMPA


PulciNellaMente XI - Rassegna nazionale di teatro-scuola
sezione Pulci Editoria

Edizioni Graf presenta
Un pAsto al Sole
Un libro-ricettario di Patrizio Rispo

05 Maggio 2009 ore 19.00
PALAZZO DUCALE
Sala Convegni "Sanchez de Luna - Sant'Arpino (Caserta)

La rassegna PulciNellaMente è nata nel 1998 da un'idea
di Anna Marchesiello, Antonio Iavazzo, Carmela Barbato ed
Elpidio Iorio, soci fondatori dell'Associazione Culturale
"IL COLIBRÌ" , ente ideatore, promotore ed
organizzatore di PulciNellaMente. Giunta alla sua XI
Edizione, avrà luogo fino al 10 maggio 2009 a
Sant'Arpino (Ce), al Teatro Lendi. Ritenuta tra i più
importanti appuntamenti di Teatro Scuola in Italia,
l'iniziativa tende ad essere una sorta di "Giffoni del
Teatro Scuola", coinvolgendo annualmente circa cento
scuole provenienti dalle diverse regioni italiane. Si
articola nella presentazione di opere teatrali, proiezioni
di cortometraggi, happening realizzati da scuole e da
università, momenti di approfondimento, laboratori,
dibattiti ed incontri con attori, registi, scrittori,
conferenze, scambi culturali e pubblicazioni sul tema del
teatro e del teatro scuola.
All'interno di questa rassegna, per la sezione Pulci
Editoria, Edizioni Graf, In collaborazione con
l'associazione Federcasalinghe presenta , nella cornice
della sala convegni dello splendido Palazzo Ducale
"Sanchez de Luna" in Piazza Umberto I, il libro di
Patrizio Rispo intitolato "Un pAsto al sole –
gastronomia comica". All'appuntamento interverranno la
giornalista Maristella Di Martino, l'assessore alla
cultura del comune di Sant'Arpino Giuseppe Lettera, ed in
rappresentanza delle Federcasalinghe, Concetta Cicala.

Con l'allegria e la veracità che gli sono proprie,
Patrizio Rispo ci guida alla scoperta dei sapori dell'arte
culinaria della propria famiglia, cimentandosi nel ruolo di
cuoco-scrittore. L'attore napoletano, infatti, unisce il
sapere del padre e della madre, appartenente alla famiglia
degli Scaturchio, aggiungendoci quel pizzico di stile che lo
caratterizza.

Il volume è arricchito dai commenti dello stesso autore e
dai disegni del vignettista Peppe Avolio, mentre la
prefazione è opera di Giobbe Covatta che rilegge la favola
di "Alice nel paese delle meraviglie" in termini
ironicamente culinari.

Responsabile Comunicazione Edizioni Graf
Raffaele Catello - 081 744 51 72 - 333 38 71 968
e-mail: comunicazione@edizionigraf.it

Ufficio Stampa PulciNellaMente
Francesco Paolo Legnante - 389 78 75 611
e-mail: francescolegnante@libero.it

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L’ANGOLO DELLA POPPATA alla Fiera del Libro di Torino

La collana il bambino naturale de Il leone verde Edizioni, insieme con Luna di Latte offrono l'angolo della Poppata: un spazio dedicato ai genitori in attesa o con bimbi sotto i due anni di età all'interno della Fiera Internazionale del Libro di Torino.
Visitare la Fiera per una donna in attesa può essere faticoso: caldo, rumore, ore passate in piedi possono trasformare un'idea piacevole in una giornata pesante.

Trascorrere del tempo con il proprio bimbo piccolo visitando una fiera può essere bello solamente se si trovano delle strutture e degli spazi che permettano di fare quei gesti semplici e indispensabili come allattare, cambiare un pannolino o lasciare che il bimbo si sgranchisca le gambe giù dal passeggino, senza grandi peripezie.

Da queste considerazioni e grazie alla disponibilità degli organizzatori della Fiera Internazionale del Libro di Torino è nata l'idea dello spazio L'angolo della Poppata: un momento di confort per genitori.
Sedie comode per allattare, un grande tappeto su cui gattonare, un fasciatoio attrezzato, acqua e tisane, e libri sull'argomento da consultare.
Durante i cinque giorni della fiera ostetriche, infermiere pediatriche e consulenti professionali sull'allattamento saranno a disposizione gratuitamente per le mamme e per i loro bambini.

L'ANGOLO DELLA POPPATA È AL PADIGLIONE 5 PRESSO BOOKSTOCK VILLAGE DAL 14 AL 18 MAGGIO, FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO

Il leone verde Edizioni È ALLO STAND E 51, PADIGLIONE 1 DAL 14 AL 18 MAGGIO, FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO

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Quante aziende cambia in media una persona nella propria vita lavorativa?

 

Da un sondaggio di http://www.profumodicarriera, il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro, il 42% dei votanti, basandosi sulla propria personale esperienza, risponde dalle 5 alle 7 aziende. A quest'ampia fetta di popolazione s'aggiunge un altro 34%, che dichiara d'aver cambiato dalle 3 alle 5 aziende nella propria vita lavorativa. Il 16% dei votanti addirittura sostiene d'aver già superato le 7 aziende, o che presto taglierà il traguardo.

C'era una volta il "posto fisso", quello che tutti trovavano subito dopo aver terminato gli studi e che – di buon grado o per senso del dovere – vedeva tutte le stagioni della vita di una persona, accompagnandola dalla giovinezza all'età adulta, fino a portarla poi alla pensione. Non stiamo parlando di fatti che accadevano nell'era mesozoica, né stiamo leggendo l'incipit di una fiaba per bambini. Succedeva appena trent'anni fa ...
Oggi, siamo entrati in un'altra era geologica dove impera la "flessibilità" e, per ambizione o per necessità, tutti siamo spinti a una certa "motilità" e "mobilità". Come tante api sui fiori, saltelliamo da una azienda all'altra, tentando di lasciare un'impronta positiva del nostro "esserci stati". Ma ancor oggi, nascosti fra la moltitudine, esistono professionisti che hanno stretto con il loro "primo" lavoro un vincolo ancor più indissolubile del matrimonio (specie oggigiorno)!

Ma quante aziende cambia in media una persona nella propria vita lavorativa? Ce lo siamo chiesti qui, tra le mura della redazione di Profumo di Carriera, e abbiamo voluto girare la domanda a voi.

Ebbene: "Quante aziende hai cambiato o presumi di cambiare nella tua vita lavorativa?" Il 42% dei votanti, basandosi sulla propria personale esperienza, risponde dalle 5 alle 7 aziende. A quest'ampia fetta di popolazione s'aggiunge un altro 34%, che dichiara d'aver cambiato dalle 3 alle 5 aziende nella propria vita lavorativa. Il 16% dei votanti addirittura sostiene d'aver già superato le 7 aziende, o che presto taglierà il traguardo. Mentre invece, dall'altra parte dell'orizzonte, solo l'8% delle persone sostiene che nella propria vita professionale rimarrà nel range da 1 a 3 aziende.


Per quanto si tratti di statistiche, ottenute da una popolazione ristretta di votanti, sembrano fotografare bene la realtà di oggi. Ma, per non restare nella superficie, abbiamo cercato di capire i motivi che spingono le persone a cambiare spesso lavoro o, viceversa, a rimanere nella stessa azienda per tutta la vita. Per questo abbiamo realizzato delle interviste a campione. E riportiamo le più significative.
«Lavoro in Acciaierie Valbruna dal 1977, da quando avevo appena 19 anni». A parlare è Cesare Fasolo, che oggi ricopre il ruolo di responsabile Formazione e Sviluppo in Acciaierie Valbruna. «Da 32 anni nella stessa azienda, con funzioni e responsabilità che via via si sono accresciute nel tempo. Lei mi chiede il perchè della mia scelta? Ebbene: sono rimasto perchè professionalmente mi sento soddisfatto qui in Valbruna. Ho la fortuna di lavorare in un'azienda che è in costante sviluppo. Negli anni l'ho vista crescere, evolversi, internazionalizzarsi, aumentare il numero di prodotti realizzati e le filiali. E' una azienda che ha compiuto anche scelte pionieristiche. Spesso, si decide di cambiare lavoro quando vengono meno gli stimoli, a causa della staticità dell'azienda. Il professionista in questo caso va in asfissia, soffre. Ma in Acciaierie Valbruna i cambiamenti sono molto intensi, e non c'è mai stato un attimo di noia».


Diametralmente opposta l'esperienza professionale di Giuseppe Duso, rientrato nel settore delle costruzioni dopo un'esperienza variegata in una quindicina di aziende molto differenti fra loro. Quasi quarantasettenne, con 28 anni di lavoro alle spalle, Giuseppe Duso vanta: 5 anni nel settore della chimica per le costruzioni; 2 nelle imprese di costruzioni; 2 in aziende di costruzioni nel settore degli impianti di depurazione e altri 2 anni, sempre in aziende di costruzioni, ma nel settore delle strade; 3 anni e ½ in una impresa che lavorava nelle infrastrutture (dighe, gallerie); 1 anno tra Olanda e Germania negli elettrodotti; 5 anni in Omnitel ad occuparsi di start-up; altri 2 a Roma nel settore delle infrastrutture telefoniche; 4 anni nell'elettronica e nell'elettromeccanica; e infine da 2 anni è rientrato nel settore delle costruzioni, con un grosso gruppo di Treviso. Gli abbiamo chiesto i motivi che stanno dietro queste scelte. «Alla base del cambiamento – ci spiega Giuseppe Duso – c'è la voglia di fare cose nuove, di mettersi alla prova. In secondo luogo, quando hai individuato il lavoro che ti piace, che fa per te, cerchi di essere retribuito in modo adeguato. Cambi per andare in meglio. Chiaro che ogni volta che si cambia, si rischia di mettere a repentaglio la propria sfera emotiva e l'equilibrio familiare. Io sono fortunato: ho trovato una compagna d'avventure intelligente, che è diventata mia moglie».



Cristiana Boggian
YOUS Agenzia per il Lavoro S.p.A.
via N.Tommaseo, 5
35131 Padova Italia
yousmktg@gmail.com
+39 049.82.30.004
http://www.profumodicarriera




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La media impresa IT sfrutta la crisi. Omikron Data Quality assume!

Pforzheim (Germania) – Fiducia globale ai minimi storici, pagamenti sempre piu in ritardo, licenziamenti. Sono solo tre dei piu chiari sintomi della attuale crisi economica e finanziaria. Soprattutto le societa quote soffrono del calo di immagine e la perdita di fiducia del mercato. Secondo un sondaggio condotto dalla societa di Norimberga Wei?mann & Cie. solo il 20 per cento degli intervistati dichiara di auspicarsi di lavorare per una societa quotata, il 46 per cento dichiara addirittura che preferirebbe essere impiegato presso aziende a conduzione familiare.

 

I risultati sorprendono poco, perche in momenti di crisi i valori tornano di moda: virtu, come l'onesta, la decenza e la morale sono richieste piu che mai in tempi di crisi. Non c'e da stupirsi che molti di questi valori sono presenti nella media-piccola impresa, in particolare quella a conduzione familiare. 64 per cento degli intervistati ritiene che la soddisfazione dei lavoratori in aziende a conduzione familiare sia superiore rispetto ai giganti del settore. Di questa immagine positiva ne approfitta anche la Omikron Data Quality di Pforzheim in Germania, che ha fatto della qualita dei clienti e del prodotto un punto di riferimento. Omikron e una societa di proprieta, ma anche internazionale ed in piena espansione, che offre ai propri dipendenti la giusta atmosfera lavorativa, ovvero non considerarli sono dei numeri, ma valorizzarli in questi momenti difficili.

Mentre molte aziende licenziano i dipendenti o almeno hanno posto lo stop alle assunzioni, Omikron punto sull'espansione e su assunzioni. Mentre l'anno scorso la media imprese di qualita specializzata soffriva di la generale carenza di dipendenti qualificati, oggi come oggi percepisce la mutata situazione ora come positiv: "Nel 2008 siamo cresciuti del 40 per cento, ma saremmo potuti crescere anche del 50 per cento se avessimo trovato i collaboratori di qualita", ha detto Carsten Kraus, l'amministratore delegato e socio fondatore di Omikron. E' da notare un deciso incremento di domande di assunzione di qualita. "Questo ci dimostra – prosegue Carsten Kraus – che siamo appettibili anche per quei professionisti che fino a poco tempo fa preferivano i grandi player".

 

A questo si aggiunge un altro motivo che fa si che Omikron appartenga ai "vincitori della crisi interna”: in tempi di difficolta economica, le aziende riconoscono sempre piu che il loro vero capitale e costituito dai dati e che le scelte aziendali strategiche possono essere prese solo sulla base di dati concreti. Un recente sondaggio condotto da Omikron ha rivelato che il 28 per cento delle imprese intervistate dichiara che la qualita dei dati acquisita un ruolo determinante in fase di crisi finanziaria. Per il 51 per cento, il ruolo della qualita dei dati e indipendente delle condizioni economiche, e solo per il 21 per cento ha perso importanza. "Alla fin fine vi sono ben sette per cento di aziende in piu che sono convinti che la qualita dei dati e rilevante” spiega Carsten Kraus. E' prevedibile che in futuro questo numero sia destinato ad aumentare. “La crisi – termina Carsten Kraus – rafforza la consapevolezza di requisiti di qualita, anche nel campo della qualita dati".

 

Chi siamo:

 

Il Omikron Data Quality GmbH e una delle principali aziende tedesche in materia di qualita dei dati delle banche dati dei clienti. Omikron supporta le aziende di diversi settori nel processo di valorizzazione il potenziale delle loro banche dati. In veste di azienda impegnata in ambito internazionale, l'esperto di qualita dati accompagna l'intero ciclo di vita dei dati (data quality lifecycle). Omikron analizza ed elabora i dati esistenti e fornisce in aggiunta anche una consulenza completa relativa a tutte le questioni che riguardano la sicurezza del data quality. Specifici moduli  CRM e server data quality contribuiscono a mantenere i dati sempre ad uno standard elevato ed in modo permanente. I moduli del software di Omikron sono oramai disponibili per applicazioni aziendali indispensabili, come ad esempio SAP e Siebel.

Del gruppo Omikron fa parte anche FACT-Finder: leader europeo nella ricerca di parole chiavi e navigazione nei negozi online. La soluzione „tolleranza errore“ sviluppata dalla societa madre Omikron lavoro in modo indipendente dalla lingua in cui sono scritte le parole ricercate dagli utenti. Per questo motivo il software Fact-Finder viene usato sempre piu anche in ambito internazionale.
Fact-Finder e facilmente integrabile e customizzabile e gira senza alcun problema sui siti dei negozi online. Tutte le impostazioni e gli update dei prodotti offerti in un negozio online possono essere ricaricate (refresh) dal sistema, senza dover andare offline. Subito dopo l'implementazione, il software Fact-Finder aumenta il tasso di conversione fra richiesta ed acquisto dell'utente: un ulteriore 10% e ottenibile mediante successivi aggiustamenti.


Fact-Finder e disponibile anche com soluzione ASP ed offre la possibilita di accedere attraverso le interfacce piu diffuso, come Java, C, .NET und PHP.

 

Contatti:

 

Omikron Data Quality GmbH
Direzione Commerciale Italia

Via Kravogl, 32-34
I-39012 Merano (BZ)
Tel: +39 0473247179
Fax: +39 0236215540
www.fact-finder.it
info@fact-finder.it

 

Contatto Stampa:

 

press@fact-finder.it
Via Kravogl, 32-34
I-39012 Merano (BZ)
Tel: +39 0473247179
Fax: +39 0236215540

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SMART Technologies apre un impianto a Vác in Ungheria

SMART Technologies annuncia un accordo con Zollner Group per l’assemblaggio delle lavagne interattive SMART Board per i clienti in Europa, Medio Oriente e Africa (area EMEA). Zollner Group, uno dei produttori in appalto leader al mondo, monterà le LIM  presso la propria struttura a Vác, in Ungheria.

L’impianto sarà completamente a regime a giugno 2009 e circa 140 dipendenti di Zollner saranno impiegati nella costruzione delle SMART Board.

 

Inizialmente, saranno assemblate più di 125.000 lavagne interattive SMART Board serie 600 all’anno, aumentando così in maniera significativa la produzione annuale di SMART. In questo modo, SMART sarà in grado di fornire un maggiore servizio di supporto ai propri clienti EMEA in quanto, attualmente, tutte le SMART Board serie 600 sono montate e spedite in tutto il mondo dallo stabilimento principale a Ottawa, in Canada.

 

La decisione di assemblare le lavagne interattive SMART Board presso lo stabilimento a Vác in Ungheria arriva in seguito all’aumento sostanziale delle vendite per questo prodotto nell’aerea EMEA. Secondo Futuresource Consulting, nel 2008 per questa zona sono state vendute circa 210.000 LIM e, di queste, SMART detiene il 45,4% di quota di mercato, quasi 2 volte rispetto al competitor più vicino. Futuresource prevede che 2,3 milioni di lavagne interattive saranno vendute nei prossimi 5 anni sempre in questa area geografica.

 

“Il Gruppo Zollner da sempre lavora con alcune delle migliori aziende leader nelle tecnologie al mondo” ha spiegato Johann Weber, CEO del Gruppo Zollner. “Siamo particolarmente lieti di avere siglato questo accordo con SMART Technologies e di potere aiutare l’azienda a rafforzare ulteriormente la propria leadership nel mercato delle lavagne interattive nell’area EMEA”.

 

“La domanda di lavagne interattive SMART Board sta crescendo rapidamente in quest’area geografica grazie agli evidenti vantaggi che apportano in ambito scolastico, formativo e collaborativo”, ha commentato Nancy Knowlton, CEO di SMART. “L’accordo con il Gruppo Zollner per assemblare le lavagne interattive proprio nel cuore dell’area EMEA, ci da la possibilità di offrire ai nostri clienti un servizio ancora più tempestivo ed efficiente.”

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Forestali rovinano la festa a bambini e cani.

(Padova) Il primo di maggio, vista la bella giornata di
sole, un medico veterinario, assieme al figlio di 7 anni, si
è recato a fare una passeggiata ecologica sui Colli
Euganei. Con loro due cani: un adulto e un cucciolo meticcio
di 6 mesi. Sono rientrati a casa tutti e due
psicologicamente scossi e con una bella multa. Ecco come una
giornata che doveva essere di riposo e di svago per grandi,
bambini e cani, si è tramutata in un evento triste che
probabilmente verrà ricordato nel tempo.
Il medico veterinario, che si è rivolto a FederFauna,
racconta: "stavamo solo facendo una passeggiata quando, ad
un certo punto, è arrivata una macchina della Forestale e
ne sono scesi due agenti in divisa che, senza nemmeno
qualificarsi, ci hanno letteralmente aggredito verbalmente,
contestandoci di portare i cani a fare addestramento per la
caccia. Gli ho spiegato che non era vero e che stavamo solo
passeggiando, che non avevamo con noi fischietti o altra
attrezzatura per addestrare, che i cani erano vicini e sotto
controllo e che stavo solo mostrando a mio figlio le piante
dei Colli Euganei, tanto che in mano aveva solo alcuni
germogli."
Ma i forestali, niente da fare: sembra che uno in
particolare abbia inveito contro i due mantenendo un
comportamento che, dichiara sempre il medico veterinario:
"prima di oggi, avevamo visto solo in TV, quando nei
telefilm americani, i poliziotti arrestano i trafficanti di
droga".
Alla fine, dopo più di un'ora, i forestali hanno
fotografato i cani quali "corpo del reato" ed hanno
inflitto ai due una multa.
A quel punto, veterinario, figlio e cani sono tornati a casa
ed oggi, hanno subito telefonato all'ufficio legale di
FederFauna.
Riferisce il veterinario che, lungo la strada, il bimbo ha
avuto una crisi di nervi ed è scoppiato a piangere
chiedendogli se sarebbero finiti in prigione o se gli
avrebbero sequestrato i cani.
FederFauna ha consigliato il medico veterinario di sporgere
denuncia querela personale per falso ed abuso in atti
d'ufficio nei confronti dei due forestali, riservandosi di
richiedere i danni fisici e morali.

FederFauna
Confederazione Europea delle Associazioni di
Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali - European
Confederation of Associations of Animals Farmers, Traders
and Holders –Via Goito, 8 – 40126 Bologna - Tel.
895.510.0030 (servizio a pagamento) – Fax 051/2759026
www.federfauna.org

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Il mio blog

Il mio blog :http://sieropositiva.splinder.com
Amo raccontare di me... Questo blog "sieropositiva" è  un raccolta del virus. Un collage di pensieri, parole, informazioni, campagne, idee, più che di fatti. Non sempre riesci a starci dietro e a capirli fino in fondo. Ognuno affronta la sieropositività come sa e come può.
Appena risulti sieropositivo ti viene una gran voglia di sapere tutto e subito... ecco io ce la sto mettendo tutta. Sto raccogliendo piu' informazioni possibili.


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Ho inviato questo messaggio dalla webmail gratuita di Splinder.com :-)

Splinder: il tuo pensiero online
blogger | post | foto | audio | video
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Aprileonline.info: Sommario del 04/05/2009

Sommario del 04/05/2009

Referendum, un passpartout verso il regime
Dopo i ‘chiarimenti' arrivati dal Pdl (":il reerendum opera chirurgicamente sulle norme e si applica immediatamente") è doveroso prendere in esame le novità, il nuovo contesto, rivedendo l'originaria propensione di tanti (a partire dalla grande maggioranza del Partito democratico) per il sì, visto come grimaldello per la riforma. Mentre quella speranza si è rapidamente rovesciata nel suo contrario. Il sì ha perduto il suo significato

Pd -IdV, guerra di nervi
Scintille tra Dario Franceschini e Antonio Di Pietro, impegnati in mattinata in due incontri elettorali a Bologna, contemporanei e separati. Nonostante le continue tensioni, la coppia Franceschini-Di Pietro non scoppia: le elezioni sono troppo vicine e troppo importanti per il fronte anti-berlusconiano. E, forse, anche perché per Franceschini ci sono rischi più insidiosi

La vigna siciliana di Forza Italia
Nel Pdl siciliano si è svolto uno scontro durissimo per le candidature alle europee e per la nomina dei coordinatori regionali. Alla fine, un armistizio è stato raggiunto, a Roma, ma la guerra ri-esploderà fra candidati, correnti e componenti per le preferenze. Il dato politico che emerge dal pentolone del PdL siciliano è il sostanziale isolamento di Gianfranco Miccichè. Basta guardarsi intorno, scorrere i nomi dei suoi più accesi concorrenti per accorgersi che egli si ritrova circondato, assediato, avviluppato da (ex) democristiani vecchi e soprattutto giovani, allevati in ottime scuole di formazione clientelare, che hanno tanta voglia di affermarsi senza troppo andare per il sottile

La valuta unica di Tremonti
Partecipando alla presentazione del libro di Tommaso Padoa Schioppa, il ministro dell'Economia rilancia l'idea di una nuova valuta mondiale, già proposta da Russia e Cina all'ultimo G20, apportando alcune modifiche all'idea del governatore della Banca cinese e proponendo una sua personale ricetta che, specifica, "mi sono inventato qui": si potrebbe passare ad una "doppia circolazione" che prevede "uno strumento per denominare le transazioni mondiali e rasoterra conservare le nostre vecchie e
nuove monete". Ma non sembra che abbia riflettuto a fondo sul senso di questo progetto e sulle sue finalità

D'Alema e il Pd "amalgama mal riuscito"
Le novità sono tante. Rilancia il bipolarismo e getta a mare il bipartitismo modello americano, costruito da Berlusconi e da Veltroni alle elezioni politiche del 2008, Indica nuove alleanze. "L'Italia -osserva- non è incline al bipartitismo. Occorre allargare la coalizione, della quale il Pd sia il fulcro". In particolare taglia i ponti con Antonio Di Pietro, l'unico alleato scelto dall'ex segretario alle politiche dello scorso anno. "Il paese -lamenta D'Alema- è stretto fra populismo maggioritario di Berlusconi e il populismo minoritario di Di Pietro". E ora "non è più riproponibile l'asse privilegiato con Di Pietro" perché "è funzionale a Berlusconi"

Il regime del "Grande Fratello"
Mentre l'organizzazione internazionale Freedom House ha retrocesso l'Italia al rango di "paese potenzialmente libero", l'intera vicenda delo scontro tra la Signora Lario e il marito Presidente del Consiglio impone la formulazione di una domanda: che Paese stiamo diventando? La risposta a questo interrogativo può essere rinvenuta proprio nell'indagine della Freedom House: stiamo diventando un Paese non totalmente libero ma solo "potenzialmente" libero, un Paese del tutto appiattito sulla figura del Capo, che vive, discute, si divide e si unisce esclusivamente in funzione delle vicende che il Capo decide di dare in pasto all'opinione pubblica 

Il "protezionismo liberale" made in Italy
Sul rapporto fra economia pubblica e privata, ovvero strumenti per l'effettiva realizzazione del diritto al lavoro: fino ad oggi dobbiamo purtroppo constatare quanto sia esigua la parte giocata da quanto scritto nell'art. 41. Aiuti vengono forniti dallo Stato alle imprese le quali ne beneficiano senza che la loro posizione venga a mutare. L'azione dello Stato non avviene secondo un disegno organico in cui aiuti e destinatari degli stessi siano funzionalizzati al raggiungimento di specifiche finalità pubbliche. Ci si limita ad agevolare l'impresa privata, ritenendosi che sia sufficiente assicurare che questa prosperi perché l'interesse pubblico possa ritenersi soddisfatto

La crisi vista da un "falco" dell'industria siderurgica
La lunga ed interessante intervista di Emilio Riva rilasciata al Sole 24 Ore e successivamente ripresa da altra stampa, ci permette di ritornare su questa figura di imprenditore e di uomo. La sua concezione del mercato, della proprietà privata e del ruolo dell'impresa riguarda anche il futuro del siderurgico tarantino e della nostra economia

L'Africa in ginocchio
Emergenza commercio internazionale: dall'inizio della crisi l'Africa, e in particolare quella sub-sahariana, sta soffrendo per i cambiamenti nella domanda globale, per il tracollo dei prezzi delle materie prime e per l'ulteriore scarsità di investimenti e di fondi verso il continente. Ha perso importanti produzioni per l'export in quanto i mercati dei paesi cosiddetti avanzati si sono contratti. La Costa d'Avorio ha perso il 22,4 % del suo commercio, soprattutto del legno; la Tanzania ha 25% in meno di ordini per la sua produzione di cotone e in forte diminuzione è anche il caffè e altri prodotti agricoli; il Ghana chiude miniere di rame e di altre materie prime, mentre un terzo del suo budget annuale scompare nei pagamenti degli interessi sul debito estero

27 anni dopo Pio La Torre
Aveva rotto due fili che non si possono rompere senza pagare con la vita. Il filo di Jalta per il quale il mondo era diviso in sfere di influenza ed ognuno nel suo ambito si organizzava militarmente come riteneva senza intralci interni; ed il filo dell'equilibrio di potere in Sicilia in cui il potere della borghesia mafiosa non deve essere toccato e la dialettica politica non deve superare certi precisi limiti.  La rottura di questi due fili gli è stata fatale. Il grande movimento suscitato a Comiso attorno alle sue tre direttrici: mafia, sviluppo, pace fu traumatizzato e letteralmente distrutto dalla sua uccisione. Non si è più mai ripreso

Il pesce palla

Il pesce palla è laico e lo dimostra lanciando il suo j'accuse contro Apelle figlio di Apollo... e ribaltando il senso della filastrocca che lo vede da secoli protagonista

 

(Ascolta in mp3 con accompagnamento musicale di Franco Fabbrini)



Die privilegierten
Fino al 10 maggio al Teatro della Contraddizione di Milano un lavoro ardito, per la regia di Marco Maria Linzi, che racconta un'esperienza di vita assoluta, fra le più tragiche e pregnanti che l'umanità abbia vissuto

Il gatto, gli stivali e il gomitolo
Carmelo Rifici, in una produzione del Piccolo Teatro, porta in scena "una recita continamente interrotta" , versione divisa, spezzettata de "Il gatto con gli stivali". Teatro nel teatro, meta-linguaggi, sogni e incubi che si intrecciano nella rilettura scenica per un pubblico di tutte le età

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La redazione

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domenica, maggio 03, 2009

LA VITA INNANZITUTTO

[Consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, una legge risolutrice ma cautelativa nell’alimentazione ed idratazione come forma di sostegno vitale]
Foggia, 03 maggio 2009

Far scegliere all’individuo delle azioni sulla propria persona, è la forma più democratica che un paese, una legge, un’istituzione possa avere. E’ anche vero che farsi del male rientra in quelle categorie, seppur libere, dell’autolesionismo che non tollera scusanti e non conforme alla vita stessa.
Qui il tema è delicato, forse non palpabile da noi interlocutori che non viviamo l’esperienza; può essere differente dal farsi del male, lo riconosco ma non lo accetto.
La mia repulsione a considerare la vita, una sorta di scelta terminale alla mercé dei nostri istinti (una considerazione cosciente alla paura della morte che si percepisce se si conosce il valore inestimabile della vita), fa di me un convinto difensore del termine vita naturale, previa interruzione improvvisa per cause non naturali. Insomma, la vita termina naturalmente, contrariamente è uccisa.
Legittimare un soggetto a decidere della vita altrui con un consenso informato nei casi ove lo spiraglio minimo consenta si vivere, per me non rientra nel dogma universale dell’esistenza umana.
Consentire un soggetto a stipulare un contratto o simile che sia di fine vita, laddove, questa fosse inutile al proseguimento per sopravvenute complicazioni organiche, per me è una forzatura al concepimento della vita stessa.
Per molti le mie affermazioni hanno il sapore di un difensore dei diritti che la chiesa promuove, un nostalgico nell’attuare i comandamenti di fede.
Non è così. Sono cattolico e imperfetto, ma il valore della vita lo difendo a spada tratta e non rientro in quella categoria, dove si è offuscati dal dogma cristiano che dev’essere perseguito obbligatoriamente in tutta la sua letteratura e grandezza. Difatti sostengo la ricerca sulle cellule staminali, che per la chiesa è vita e basta (ed i quanto tale va difesa), per la scienza è vita ma non finita, ancora in formazione perciò in difetto di quella parte che la diversifica nel mondo animale, l’intelligenza.
Ed è qui il punto che mi rende sostenitore, perché il “sacrificio” di una vita allo stato primordiale porterà alla guarigione di migliaia di altre intelligenti. Tanto per capirci: l’ovulo fecondato, lo ‘zigote’ (la prima cellula), poi divenuto ‘morula’ e infine ‘blastocisti’, manipolato scientificamente diventa la materia prima per iniziare quel percorso “salvavita”. In questa fase i disaccordi prendono forma di discussione fra scienza e chiesa, eticamente rispettabilissime ma sostanzialmente molto lontane, diametralmente opposte tali da scindere l’opinione pubblica e i legiferatori.
Per me la vita innanzitutto, ma dove la vita è cosciente fisicamente e non astrattamente o per fede. Pare un controsenso per un cristiano, ma l’imperfezione fa parte dell’uomo seppur cattolico.
Più volte ho manifestato il mio pensiero sul caso della sig.ra Eluana Englaro e oggi sono convinto più che mai su quello che ho sostenuto. Con questo però non è che non tenda le mani per migliorare su una condizione di vita dove la sofferenza, l’incapacità di esprimersi induca la terza parte a fare al posto suo. Sarebbe sciocco, antidemocratico e soprattutto umanamente barbaro non farlo. Bisogna che ci siano i presupposti giusti.
Terminare la vita quando l’1% prevede la possibilità di ripresa, non rientra nelle mie convinzioni. Se il male è terminale e sofferente, lancinante tale da indurre una farmacologia antidolorifica massiccia e continua che prefigura altre complicazioni pur secondarie, per cui estenuante e rischiosa, beh troverebbe in me una forma consensuale d’interruzione all’accanimento terapeutico, seppur doloroso, proseguendo col naturale termine vita.
Comunque sono mie considerazioni e rimangono tali, fatte a mente fredda e non coinvolta, ma eticamente sostenibili.
Una forma di legittimazione a procedere a quel medico, potrebbe essere il disegno di legge approvato al Senato il 26/03/2009 “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento”, che combattuto fra etica deontologica, giuramento professionale (quello antico di Ippoocrate “Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo”) e umana coscienza, risolverebbe il problema, così declinando responsabilità civile e penale all’esecuzione, ma non quella morale e di coscienza. Difatti il disegno di legge approvato si cautela preservando la dottrina medica e il medico stesso, stabilendo nell’art. 6 che “Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento”.
Una lotta millenaria, che trova radici nell’antichità di quelle civiltà evolute nella medicina dei Maya, degli Egizi e dei Greci anche loro combattuti, seppur atei o politeisti, divisi dal concetto di morte e buona morte.
Sono combattuto e lo esprimo liberamente perché argomentare su un tema così delicato, dove in ballo vi è per alcuni la perfezione divina per altri la macchina perfetta, suscita spavento e ragionevole cautela.
Non è confusione o indecisione, sola riflessione, a volte interrotta dal tremor dei polsi.
Mentre scrivo, in mente mi sovvengono scene di gioia e di paura dei miei cari e degli affetti più vicini e rimango inerme, quasi indeciso su cosa fare se dovessi decidere.
La Vita innanzitutto e se non posso decidere io per impossibilità comunicativa ma non intellettuale, che lo faccia l’etica e la coscienza, che sia il giuramento di Ippocrate a stabilirlo.
Una responsabilità pesantissima data al medico, allo scienziato che proverebbe sollievo in una legittimazione legale, un sollievo a parer mio solo fisico, non morale.
Che fare, rimanere nel dubbio? No.
Seguire l’esempio di “Eluana” di procedere all’interruzione di vita solo perché era alimentata da un sondino naso gastrico?
No, “IO NON CI STO”!
Ora direte che non è così perché “Eluana non Viveva”; in realtà, e lo ripeterò all’infinito, la Sig. Eluana Englaro scientificamente viveva, non si muoveva, ma respirava con i suoi polmoni, digeriva con il suo apparato digerente, aveva finanche il ciclo mestruale. Questa era ed è vita, Eluana era una signora che viveva. Tecnicamente poteva generare vita e se poteva far questo, ELUANA ERA  VIVA.
Mi sovviene una proposta: fare un referendum per soli medici a decidere se attuare in coscienza il disegno di legge, sarebbe molto democratico, ma fuori dall’ordinamento giuridico. Come potrebbe essere una scelta mirata, che tiene conto dei familiari anteponendosi a una legge già attuabile, perciò violata.
Questo referendum perché non farlo nazionale, seppur con una legge approvata e, da un lato, giustamente condivisa dal mondo scientifico?
Il dibattito sembrerebbe chiuso con una legge firmata, in realtà è solo agli albori di una lunga e estenuante controversia fra legiferatori, medici e familiari.
La VITA innanzitutto, comunque che sia un laico cattolico o un religioso o un medico on un magistrato a deciderlo.
Ippocrate, nella sua semplicità operativa ma intellettualmente grandiosa, per me aveva ragione.

Ad Maiora. 

NICO BARATTA

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La sofferenza degli animali e la loro presenza in Paradiso

 

Va innanzi tutto premesso che, in tempi non troppo remoti, alcuni (anche nell'ambito del pensiero cattolico) hanno ritenuto di poter negare la sofferenza degli animali, giustificando tale convinzione con la mancanza di coscienza da parte loro: una simile tesi è, per fortuna, assolutamente superata dato che per coscienza, in questa accezione, deve intendersi non già la valutazione, sul piano morale, del proprio comportamento (autocoscienza che costituisce attributo specifico ed esclusivo dell'uomo), bensì solo l'insieme delle capacità psico-fisiche che consentono la percezione di tutto ciò che accade su di sé ed intorno a sé e che costituiscono patrimonio comune sia degli uomini che degli animali.

Anche se non si rinvengono, nei Vangeli, precise indicazioni che l'uomo deve seguire nei rapporti con gli animali, il loro rispetto è da ritenersi prescritto, (come affermato nel "Catechismo della Chiesa Cattolica") dal settimo comandamento, nel quale rientra  il rispetto dell'integrità della creazione, affidata all'uomo perché la "custodisse" (Gn 2, 15): "la signoria sugli esseri inanimati e sugli altri viventi accordata dal Creatore all'uomo non è' assoluta………Gli animali sono creature di Dio: Egli li circonda della sua provvida cura. Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro,…….. è, pertanto,  contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita."

Gli animali, quindi, soffrono e muoiono come gli uomini: ma qual' è la causa della loro sofferenza?

Difficile è sostenere, come da alcuni si continua a farlo, che ciò è la naturale conseguenza del "peccato" dell'uomo che avrebbe coinvolto tutto il creato, anche se molte delle sofferenze patite dagli animali sono, in effetti, attribuibili a disumani comportamenti dell'uomo nei loro confronti.

Se, infatti, è vero, sulla base dei risultati ottenuti da scientifiche ricerche svolte sull'argomento, che i primi organismi pluricellulari comparvero sulla terra 570 milioni di anni fa, i dinosauri 200 milioni di anni fa, i primi piccoli mammiferi 65 milioni di anni fa, l'"homo habilis" 2 milioni di anni fa ed, infine, l'"homo sapiens sapiens" "solo" 40.000 anni fa, è evidente che la sofferenza e la stessa morte degli animali preesistesse molto prima che l'uomo comparisse sulla faccia della terra; né la prescienza, da parte del Dio Creatore, del futuro peccato dell'uomo può aver determinato un simile effetto: d'altra parte lo stesso S.Tommaso D'Aquino sostiene nella sua "Summa" (I, q. 69, a 2) che il peccato dell'uomo non ha cambiato per nulla la natura delle cose.

Dovendo, pertanto, escludere che il peccato dell'uomo possa essere la causa della sofferenza degli animali e che, comunque, sofferenza e morte non rientravano nel progetto di Dio creatore, deve concludersi che entrambe sono opera di chi ha sempre cercato di ostacolare e deturpare la Sua opera, cioè del Demonio: "la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo" (Sap. 2, 24).

Pur essendo il diavolo e gli altri demoni stati creati da Dio naturalmente buoni, da se stessi si sono trasformati in malvagi. La Scrittura parla di un peccato di questi angeli: tale caduta consiste nell'avere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio; delle loro opere malvagie, la più grave nelle sue conseguenze è stata la seduzione menzognera che ha indotto l'uomo a disobbedire a Dio. Sebbene la loro azione causi gravi danni, sia di natura spirituale che di natura fisica, questa azione è permessa dalla divina Provvidenza: la permissione divina di tale nefanda attività diabolica resta sempre un grande mistero che, pertanto, investe, nella sua insondabilità, il problema della sofferenza dell'uomo, coinvolgendo anche quella fisica degli altri esseri viventi.

Altro non ci resta, convinti per fede che "tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Rm 8, 28), che sperare che la morte corporale, dalla quale gli esseri viventi sarebbero stati esentati, in assenza del peccato, sarà "l'ultimo nemico" a dover essere vinto e che, alla fine dei tempi, comprenderemo le mirabili vie attraverso le quali la Provvidenza divina avrà condotto ogni cosa verso il suo fine ultimo.

Alla fine dei tempi, infatti, il Regno di Dio giungerà alla sua pienezza, dopo il Giudizio universale i giusti regneranno per sempre con Cristo, glorificati in corpo ed anima e lo stesso universo sarà rinnovato.

"Allora la Chiesa…avrà il suo compimento… nella gloria del cielo, quando verrà il tempo della restaurazione di tutte le cose e quando con il genere umano anche tutto il mondo, il quale è intimamente unito con l'uomo e per mezzo di lui arriva al suo fine, sarà perfettamente ricapitolato in Cristo" (Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium).

Questo misterioso rinnovamento, che trasformerà l'umanità e il mondo, dalla Sacra Scrittura è definito con l'espressione "i nuovi cieli e una terra nuova".

Per l'uomo, questo compimento sarà la realizzazione definitiva dell'unità del genere umano, non più ferito dal peccato, dalle impurità, dall'amor proprio, che distruggono o feriscono la comunità terrena.

Quanto al cosmo, la Rivelazione afferma la profonda comunione di destino fra il mondo materiale e l'uomo; anche l'universo visibile, dunque, è destinato ad essere trasformato, "affinché il mondo stesso, restaurato nel suo stato primitivo, sia, senza più alcun ostacolo, al servizio dei giusti" (Sant'Ireneo di Lione).

Ed allora, perché andare alla ricerca, come fanno innumerevoli teologi, di reconditi significati allegorici contenuti nella raffigurazione dei "tempi messianici" descritta da Isaia (11, 6-8), secondo cui, in quei tempi: "il lupo dimorerà insieme con l'agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. La vacca e l'orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi", invece di limitarsi al significato letterale di quell'affermazione?

Certamente alcuni teologi storceranno il naso riguardo alla possibile salvezza degli animali, soprattutto quanti non li amano. Ma il Signore li ha creati e per loro, come risulta dai numerosi passi biblici, ha previsto la destinazione in paradiso. Se noi li amiamo, a maggior ragione li ama Dio Creatore: l'Amore.

Ovviamente per loro non può esserci il giudizio in quanto incapaci di libero arbitrio.

Di conseguenza, mentre per gli animali il Paradiso è certo (pur sempre nei limiti della loro natura), per gli uomini è necessario transitare dal giudizio divino. Gli uomini che hanno rifiutato Dio fino alla  fine della loro vita finendo all'inferno a far "compagnia" al diavolo, si roderanno d'invidia anche per la miglior sorte toccata agli animali.

A tal proposito ripropongo quanto riportato da un sito internet ( www.genitoricattolici.org  ) come confidenza di un esorcista.

"Poiché gli era morto da poco un cane a cui era molto affezionato, decise di chiedere conferma al diavolo riguardo al seguente passo dell'Apocalisse 5, 13: 'Tutte le creature del cielo e della terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano: A Colui che siede sul trono e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli'.

Riporto quanto successe in tale occasione.

Esorcista (verso la fine dell'esorcismo, quando il demonio era spossato dalle preghiere): 'In nome di Dio Onnipotente e del Santo Spirito di verità, cosa significa il passo dell'Apocalisse 5, 13? Rispondi in nome di Dio'.

Nessuna risposta del demonio.

Esorcista: 'In nome di Dio, Verità e Vita. Rispondi'.

Nessuna risposta del demonio che comunque manifestava rabbia.

Dopo ripetuti interventi al riguardo, accompagnati da spruzzate di acqua benedetta, l'esorcista pregò  mentalmente la Madonna chiedendo di aiutarlo a far parlare il diavolo. Dopo tale preghiera ebbe un'ispirazione e disse: 'Perché non parli? Sei forse invidioso poiché gli animali vanno in Paradiso ?'.

'Sììììììììììììì!' rispose rabbioso il demonio evidenziando l'umiliazione e la rabbia d'essere finito all'inferno, mentre gli animali sono in Paradiso".

Tratto dal sito  www.federicopellettieri.beepworld.it



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È già online la seconda puntata speciale di Wine Bar Reality Culturale dedicata a Napoli,

È già online la seconda  puntata speciale di Wine Bar Reality Culturale dedicata a Napoli,
 
La seconda  puntata speciale di Wine Bar Reality Culturale dedicata a Napoli, andrà in onda Giovedì 14 maggio alle ore 22.30 su Sky 848. Giovedì prossimo 7 maggio ore 22.30  andrà in onda la replica della prima punta con la stessa tematica.
 
Puntata speciale di Wine Bar Reality Culturale http://www.winebarshow.it ideato e condotto da Giuseppe Maria Galliano dal tema: Napoli : Una campagna pubblicitaria fatta male.
Tra gli ospiti della cena : Amato Lamberti, ex presidente della Provincia di Napoli, ora professore universitario di Sociologia della devianza ed editorialista del Corriere del Mezzogiorno, Anna Paola Merone Giornalista del Corriere del Mezzogiorno Claudio Agrelli ideatore e fondatore di città di Partenope  Simone di Meo Giornalista e scittore Daniela Santorelli soprano Antonio Mocciola giornalista e scrittore, Gianfranco Bellissimo Giornalista.
 
La tematica  prende sputo da una frase di Claudio Agrelli, il pubblicitario Napoletano ideatore e fondatore di Città di Partenope – http://comunedipartenope.it/ Comunità virtuosa,  che non è solo un'idea o un progetto, ma un vero e proprio luogo d'incontro che permette ai  napoletani di riconquistare l'identità smarrita per le emergenze, che hanno visto la loro città protagonista negativa dei mass media.
 
Anche questa puntata è stata girata nella splendida cornice di Palazzo Tufarelli via Bendetto Croce 23 nel cuore storico di una Napoli misteriosa, ospiti di una affascinante, partenopea la dottoressa Wanda Cece .
 
 
Scegliere il titolo scorrendo il menù .. trovando la puntata dal titolo:
 
Prima punta  "Napoli è una campagna pubblicitaria...."
Seconda puntata " Napoli è una carta sporca "
 
Per conoscere tutto il circuito di televisioni terrestri, che mandano in onda il format e i relativi orari di messa in onda consulta il sito
http://www.winebarshow.it
 
Per info e contatti:
redazione.winebartv@email.it
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