Zoomark International, la fiera di riferimento del settore
Pet, ha concluso ieri a Bologna l'edizione 2009.
FederFauna non era presente con uno stand ma, tra il
pubblico, spiccavano numerose le magliette con la scritta
"Animali, si grazie! Animalisti, no grazie! Io sto con
FederFauna!" e ancora "Se non vendiamo animali, a chi
venderemo i prodotti?!" Zoomark si
è rivelata ancora una volta un'occasione unica per
visionare e valutare il panorama di quanto il mercato
mondiale offre per l'alimentazione, la cura e il benessere
degli animali da compagnia, per evidenziare le nuove
tendenze ed indicare nuove strategie. Nel 2007, riferiscono
gli organizzatori, l'evento ha ospitato 604 espositori,
mentre in questa edizione, le aziende presenti erano 616,
delle quali 353 estere, pari al 57%, con la Cina che ha
avuto la rappresentanza più folta. Mancavano invece
aziende "storiche" italiane come Marchioro, Camon, Almo
e altre. A parte qualche pesciolino negli acquari e un paio
di coniglietti nani, ai quali ci hanno fatto sapere gli
espositori, gli animalisti non hanno mancato di inviare
critiche e ripetuti controlli, non c'erano animali vivi.
C'erano però diversi peluches e imitazione meccaniche di
cani, gatti, uccelli e anche rettili. È stato presentato
in fiera il rapporto ASSALCO che stima un aumento del 5,6%
del valore del segmento alimenti per cani e gatti dal 2007
al 2008, che conferma che gli Italiani spendono sempre di
più per alimentare i propri animali. E anche le aziende
che producono o vendono attrezzature hanno confermato
aumenti di fatturato. Molti però nutrono dubbi per il
futuro visto il calo drastico del numero dei pet shops e
l'ancor più drastica riduzione del numero di animali
vivi da questi commercializzati. Un quadro più chiaro di
cosa stia succedendo ce lo hanno dato i responsabili di due
tra le più importanti aziende produttrici di mangimi:
sembra che la crisi della vendita di animali di razza da
parte di negozi e allevamenti sia compensata dalle cessioni
dei meticci e che la persona che porta a casa il cagnolino
dal canile, sia un cliente molto sensibile al suo benessere
e quindi spenda molto nella sua cura e alimentazione.
L'unico neo di questo nuovo tipo di cliente, ha
sottolineato qualcuno, è solo che non consumi mangime da
cuccioli sul quale le aziende hanno un buon margine ma
consumando comunque mangime non certo "da battaglia",
questo compensa. Questo fatto, visto oggi genericamente come
positivo dalle aziende di prodotti e servizi, che sembra
stiano comunque guadagnando abbastanza bene, conferma però
ancor di più i dubbi per il futuro. Infatti, se veramente
assisteremo, nel corso dei prossimi anni, ad una riduzione
del numero dei meticci da canile che, sterilizzati, non
garantiranno un rimpiazzo e, contemporaneamente, i negozi
non tratteranno più il vivo, resta difficile credere in
una crescita costante del comparto nel prossimo futuro.
Sembra che stiamo assistendo ad un cambiamento imposto dalle
ideologie sul cane che le persone "devono" avere in casa.
Nulla di male se questo servisse a diminuire effettivamente
i cani che costano milioni di euro alla società civile e
che troppo spesso sono frutto di un business sommerso (anche
se di tale "business" se ne occupano solo certi
"animalisti" , magari gli stessi che denunciano
speculazioni su tali cani e, in considerazione del loro
monopolio del settore meticcio, ci si chiede, da parte di
chi tale speculazione!?!). Ci si chiede se i randagi, con
tale gestione, diminuiranno davvero o il fiorire di questo
business di carità non ne incentivi invece l'esistenza
anche tramite le ormai note importazioni dall'est di
randagi, su cui sia la Martini che LAV & co sembrano
guardarsi bene dal chiedere un serio controllo. Secondo
FederFauna è quindi necessario invertire la politica
filoanimalista di questi ultimi anni, tesa a rendere
difficile o meglio impossibile allevare o vendere animali
vivi da parte di soggetti professionali e tentare di
rilanciare tali attività sulle quali effettivamente si
basava, si basa e speriamo si baserà, tutto l'indotto del
pet.
FederFauna
Confederazione Europea delle Associazioni di
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