Creare una porta d'accesso alla città: è questa la sfida iniziale con cui sono nate le prime idee progettuali del complesso. Il concetto di porta d'ingresso alla città è sempre stato utilizzato, nel corso dei secoli, come simbolo di grandezza, di vanto e lustro, nonché come strumento di commercio, di difesa o di passaggio. Posta lungo una direttrice di traffico, intorno alla quale viene a crearsi un tessuto urbano, la porta è anche un nodo d'orientamento, rappresenta un punto cardinale, una direzione. Un edificio che, sulla base delle valenze antropologiche che nella storia si sono sempre attribuite a un accesso in città, potesse rappresentare, al si là di tutti gli aspetti funzionali, il simbolo di una zona.
ASPETTI FUNZIONALI E STRUTTURALI
Nella scelta della tipologia del materiale di rivestimento ci si è orientati su un particolare marmo portoghese grigio, caratteristico per gli effetti luminosi variabili, l'intensità e l'angolo di incidenza della luce. Anche per la realizzazione delle pareti vetrate si è operato in modo tale da elevare al massimo i parametri di comfort ambientale, utilizzando un sistema di elementi trasparenti a doppio involucro. Massima cura è stata riservata alla scelta delle finiture, selezionando materiali di primo ordine dalle elevati prestazioni. Dal punto di vista strutturale, l'edificio è costruito su una semplice maglia 9 x
L'EQUILIBRIO,
Fondamentale, nella configurazione di un edificio armonico, è la concorrenza di molteplici fattori nella giusta contrapposizione, come l'equilibrio, la forma, lo spazio. Nel
L'AGORA',
Dal punto di vista progettuale la difficoltà, o forse la sfida più stimolante, è stata quella di creare uno spazio che andasse e che potesse garantire un impatto positivo, in termini di volumi e proporzioni armoniche con l'ambiente circostante. A tale proposito si è utilizzato un altro elemento tipico dell'architettura, o meglio, dell'urbanistica delle città italiane: la piazza. L'intero edificio si sviluppa nell'ambito di una superficie interna aperta, una losanga con un effetto ottico unico che alleggerisce la costruzione e crea una prospettiva in grado di snellire i volumi e modellare le superfici.
GLI SPAZI INTERNI
All'interno della struttura, gli spazi si articolano secondo un modello che vuole rendere l'edificio, dalla vocazione strettamente direzionale, uno spazio anche a uso della collettività. Si ribadiscono cosi la funzione e la simbologia originarie dell'opera, il concetto di porta d'accesso intesa come punto di riferimento, di incontro e di interscambio culturale. Sulla piazza si affacciano quindi ristoranti, spazi di ristoro e servizi, in un ambiente formalmente "interno" che però, per le sue peculiarità, assume tutti i connotati delle antiche piazze mediterranee, considerate come luoghi di mercato, centri di eventi culturali e politici, fulcri della vita sociale delle città. La pavimentazione stessa, realizzata con lastre di marmo a scacchiera obliqua, sui toni del bianco e del grigio, riprende l'arredamento delle piazze rinascimentali italiane. Mentre la luce proveniente dall'alto accentua la sensazione di trovarsi in uno spazio esterno, in una cittadella che comunque rimane parte integrante del tessuto urbano. Al centro della piazza, in corrispondenza con l'accesso principale, si trova un'importante scalinate che conduce al ballatoio superiore. L'idea è quella di creare un secondo spazio aperto, separato dalla piazza, ma al tempo stesso parte integrante di questa, in cui ospitare eventi culturali di rilievo, quali mostre itineranti, esposizioni o altro.
All'interno del centro direzionale E33, vi sono ancora degli spazi disponibili in vendita e/o in locazione.
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